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L’integrazione in America del Sud

Per secoli le barriere fisiche hanno relegato la popolazione sudamericana in cinque "isole" demografiche: le coste atlantica, pacifica e caraibica più due enclaves interne, la Bolivia e la zona di Manaos.
Per superare questa condizione di isolamento, nel settembre 2000 dodici governi sudamericani hanno lanciato un'iniziativa per l'Integrazione dell'Infrastruttura Regionale SudAmericana (IIRSA).

Il miglioramento delle infrastrutture nei settori trasporti, telecomunicazioni ed energia, oltre all'integrazione tra la Comunità Andina e il Mercosur, che rilancia il ruolo geograficamente strategico della Bolivia, rappresentano la svolta necessaria per consolidare lo sviluppo economico del continente.
Per "vertebrare" uno spazio geo-economico unico l'IIRSA - con l'appoggio del Banco Interamericano de Desarrollo (BID), della Corporación Andina de Fomento (CAF) e del Fondo Financiero para el Desarrollo de la Cuenca del Plata (FONPLATA) - ispirandosi al modello europeo del "corridoio economico di integrazione", ha concepito otto  Assi di Sviluppo e di Integrazione *, veri e propri ponti tra zone ad alta densità demografica. Ciascun asse comprende le direttrici geografiche lungo cui si concentra il maggior flusso di beni e persone.

É stata inoltre identificata una serie di colli di bottiglia trasversali agli assi, la cui soluzione ha richiesto l'impostazione a livello regionale di sei "Processi Settoriali di Integrazione". Si tratta di un'analisi delle problematiche esistenti a livello dei mercati energetici regionali; dei sistemi operativi di trasporto aereo, marittimo e multimodale; delle telecomunicazioni e delle tecnologie dell'informazione; dei passaggi doganali di frontiera.

L'IIRSA e la promozione degli IDE

L'IIRSA ha i seguenti obiettivi:

  • favorire l'integrazione dei mercati per incrementare il commercio intraregionale
  • consolidare le catene produttive attraverso un miglioramento delle infrastrutture per puntare ad un inserimento più competitivo nei mercati esteri
  • creare una piattaforma logistica moderna e aperta agli scambi con l'estero. 

Ad oggi è disponibile una considerevole quantità di informazioni e dati sugli assi e sui processi settoriali di integrazione, a corredo di un portafoglio di progetti consistente in 75 studi di fattibilità e 189 progetti di prima generazione, per un totale di circa 17.000 milioni di dollari di investimenti.
Per ciascun asse, sono state identificate le attività socioeconomiche dominanti e potenziali in relazione all'infrastruttura attuale e futura, i progetti da avviare, i contatti e le istituzioni coinvolte.

Nel 2002 il livello degli investimenti diretti esteri verso l'America del Sud è sceso del 33% rispetto all'anno anteriore (meno 18% per la Comunità Andina, dove predominano le attività di sfruttamento degli idrocarburi, e meno 37% per il Mercosur più Cile, dove i settori maggiormente ricettori di IDE sono telecomunicazioni, servizi finanziari e commercio).
La caduta del valore delle azioni di molte imprese transnazionali, le restrizioni al credito alle imprese, la fine del ciclo delle privatizzazioni e le crisi che hanno colpito Argentina, Uruguay e Venezuela hanno ridimensionato l'interesse degli investitori stranieri.

Il nuovo respiro dato ai progetti di integrazione regionale all'interno della cornice dell'IIRSA sta ora iniziando ad invertire questo trend.
Se i governi locali manterranno ferma la volontà di trasformare progressivamente il sub-continente in uno spazio geo-economico unico, è probabile che si assisterà ad una reattiva risposta da parte dei capitali privati extra regionali, in grado di mettere a sistema e utilizzare le riserve potenziali e ancora poco esplorate che la regione offre dal punto di vista naturale, energetico, del mercato interno.

I Paesi del Cono Sud

In quest'area il sistema infrastrutturale è relativamente avanzato. In questi casi, l'accento è posto sulla necessità di garantire il buon mantenimento della rete stradale esistente e sviluppare il traffico su rotaia.
Le dotazioni energetiche naturali sono notevoli e diversificate, ma sovente la domanda raggiunge le possibilità dell'offerta. Il bacino fluviale composto dai fiumi Paraguay – Paraná offre grandi possibilità sia per quanto riguarda la generazione di energia idroelettrica (centrali di Itaipú e Yacyreitá) sia per il trasporto di merci.

L'Asse centrale amazzonico

Laddove le barriere geografiche sono più imponenti, come nel caso del bacino amazzonico, l'IIRSA è impegnata a garantire la fattibilità di progetti transnazionali e a vigilare affinché i singoli progetti provochino il minor impatto negativo sull'ambiente circostante e sulle popolazioni indigene.
È qui che si gioca il futuro dello sviluppo sostenibile dell'America meridionale, ed è perciò urgente adottare una visione strategica regionale.

L'asse centrale amazzonico non è solamente un potenziale corridoio che unisce l'Atlantico al Pacifico, un mezzo per collegare il porto fluviale di Manaos con i porti colombiani, ecuadoriani e peruviani. Esso rappresenta anche un patrimonio che racchiude 1/3 della bio-diversità globale, 1/5 dell'acqua dolce pari a 20.000 chilometri di vie fluviali navigabili e 2/5 delle foreste tropicali sopravviventi.

L'IIRSA dovrà cercare di sfruttare al meglio le possibili complementarietà economiche tra le zone della selva (che rappresenta il 70% del territorio) e la costa. Vi sono grandi margini per aumentare il commercio di prodotti alimentari tipici del clima temperato costiero e della sierra e di materiali per costruzioni, tessuti, confezioni e fertilizzanti in direzione Oceano Atlantico, e di prodotti elettronici, motociclette, carta e cellulosa, alluminio e soia in direzione Oceano Pacifico.

Il principale mercato dei prodotti di origine andina è Manaos, nuova capitale dell'eco-turismo e zona franca industriale, collegata da reti logistiche inefficienti e costose.
In futuro grandi quantità di semilavorati a basso costo provenienti dall'Asia potranno arrivare negli Stati del Brasile settentrionale attraverso l'asse amazzonico, e di qui verso i Paesi dell'Atlantico meridionale e viceversa.
Attività come l'eco-turismo, l'artigianato con certificazione di origine, la ricerca scientifica, il bio-commercio sono inoltre comuni a tutti i Paesi che insistono sulla selva amazzonica.

L'Asse Andino

Alcuni dei problemi dell'Asse Centrale dell'Amazzonia sono condivisi con l'asse Andino. Qui esistono solo due linee stradali longitudinali che collegano il Perù al Venezuela, passando per l'Ecuador e la Colombia: la Panamericana e la Marignal de la Selva.

L'80,5% della popolazione dei cinque Paesi che conformano la Comunidad Andina de Naciones (pari a 92 milioni di persone) vive nella zona d'influenza dell'asse. Il commercio avviene in primo luogo per via marittima e in seconda istanza attraverso la Panamericana.
Lo sviluppo dei settori energetico, trasporti e telecomunicazioni lungo la dorsale dell'asse dovrà tenere in considerazione l'esistenza e l'importanza dei corridoi biologici e degli ecosistemi andini, prestando particolare attenzione alle sorgenti dei corsi d'acqua della costa orientale della cordigliera.

Le principali rotte di trasporto Nord-Sud sono oggi congestionate, e i passaggi di frontiera sono lunghi, a causa delle deficienze dei servizi logistici, bancari e doganali e delle differenze legislative tra i due lati della frontiera. Le connessioni Est-Ovest verso le città e i porti sono scarse e costose, obbligando a valicare la cordigliera.

È nel settore energetico che è maggiore la necessità di un'integrazione tra i mercati. La regione dispone del 3,8% delle riserve mondiali di gas naturale, prevalentemente concentrate in Venezuela e Bolivia, ma i centri di estrazione e lavorazione sono poco collegati tra loro.

Conclusioni

Il governo brasiliano di Luiz Inácio "Lula" da Silva definisce l'integrazione regionale come la principale priorità del suo Paese, e gli Stati Uniti hanno accettato tale proiezione continentale, ottenendo in cambio un ammorbidimento della posizione brasiliana sull'ALCA (l'Area per il Libero Scambio delle Americhe, i cui negoziati dovrebbero, ottimisticamente, concludersi nel dicembre 2004).

Recentemente il presidente brasiliano si è spinto a proporre la creazione di una nuova banca di sviluppo sudamericana. Ne dovrebbero far parte il BNDES (la banca nazionale brasiliana per lo sviluppo economico e sociale), la CAF, il FONPLATA e le singole banche di sviluppo nazionali.
Non il BID e la Banca Mondiale, quindi, che hanno il loro centro di comando e controllo a Washington e - nella visione del presidente Lula - non costituiscono per ciò stesso il pilastro finanziario ideale per realizzare le opere infrastrutturali nella regione.

Organismi di credito quali CAF, BID, lo stesso BNDES stanno approfondendo il tema delle Partnership Pubblico-Privato per gli investimenti. Si tratta di migliorare le possibilità che il settore pubblico ha di offrire all'utenza nazionale un livello adeguato di servizi in infrastruttura, i cui investimenti sono però di responsabilità del settore privato.
Per questo va garantita la stabilità macroeconomica, la continuità delle regole del gioco, la credibilità e la sicurezza giuridica. Il progetto IIRSA costituisce la novità più rilevante e più genuinamente latinoamericana dai tempi di Raúl Prebish.

La coincidenza temporale con il dibattito in corso in Europa sul finanziamento alle grandi opere di infrastruttura è degna di nota, così come la progressiva convergenza tra i progetti di integrazione delle infrastrutture (racchiusi nella cornice dell'IIRSA e in quella del Plan – Puebla – Panamá per lo sviluppo dei Paesi centroamericani unitamente agli Stati meridionali del Messico) e i progressi dell'integrazione commerciale sotto il segno dell'ALCA.

Nei prossimi mesi saranno organizzati road show per presentare agli investitori stranieri le opportunità di investimento nei settori telecomunicazioni, energia e trasporti, si apriranno bandi di gara per concessioni ed appalti (molti termini di referenza sono già disponibili nella pagina web del BID e si infittirà il dialogo con organismi finanziari europei quali BEI e BERS).

Promos sta seguendo da vicino tali dinamiche, per essere in grado di fornire alle aziende italiane le informazioni e gli aggiornamenti sulle opportunità che stanno per nascere in America del Sud grazie all'intervento dell'IIRSA.

Riccardo Gefter Wondrich
Questo articolo è una sintesi aggiornata de "I corridoi del Sud", apparso in Limes, n. 4, 2003, Gruppo L'Espresso, Roma.

* La denominazione degli assi è la seguente: 1) Asse Mercosur – Cile; 2) Asse Andino; 3) Asse dello Scudo delle Guyane (Venezuela – Brasile – Suriname – Guyana); 4) Asse Centrale dell'Amazzonia (Colombia – Ecuador – Perù – Brasile); 5) Asse Amazzonico Meridionale (Perù – Brasile – Bolivia); 6) Asse Interoceanico Centrale (Perù – Cile – Bolivia – Paraguay – Brasile); 7) Asse Interoceanico del Capricorno (Antofagasta/Cile – Jujuy/Argentina – Asunción/Paraguay – Porto Alegre/Brasile); 8) Asse Interoceanico Meridionale (Talcahuano-Concepción/Cile – Neuquén-Bahia Blanca/Argentina).