Con la sua posizione strategica, la presenza di un sistema infrastrutturale migliore rispetto ai Paesi limitrofi e l'utilizzo della lingua inglese dalla maggior parte della popolazione, il Kenya è uno dei mercati più appetibili agli occhi degli investitori stranieri ed attualmente è il Paese leader dell'Est Africa dal punto di vista economico e commerciale.
Introduzione
Un investimento in Kenya offre l'accesso immediato ai mercati dell'East Africa Community (EAC), partnership creata nel 2000 comprendente Kenya, Tanzania e Uganda, con oltre 93 milioni di consumatori. Inoltre essendo membro del Common Market for Eastern and Southern Africa (COMESA), il Kenya offre ai suoi investitori un bacino globale di oltre 385 milioni di potenziali clienti.
Il Kenya offre molteplici opportunità su vari fronti: dal settore dell'allevamento all'agricoltura, dalle telecomunicazioni ai trasporti, dal turismo all'industria.
Situato in una regione turbolenta dell'Africa, flagellata nel tempo da conflitti interni ed internazionali, ha saputo conservare una certa stabilità, anche grazie all'opera di mediazione condotta rispetto alle crisi regionali.
Ha una posizione strategica, si giova di collegamenti aerei e marittimi di primo ordine nel contesto regionale e continentale e ha sviluppato nel tempo una articolata e sostanzialmente efficiente rete di servizi per le imprese, da quelli finanziari alle comunicazioni, da quelli doganali a quelli di assistenza da parte di istituzioni ed enti parastatali.
Molto resta ancora da fare. Eppure, chi volesse oggi entrare in questo mercato lo potrebbe fare con spirito assai meno pioneristico che in passato, con elevata probabilità di trovarvi le basi per un investimento di successo.
Il rischio d'impresa resta ancora significativo, ma l'esperienza di molti operatori economici che già sono qui presenti è senz'altro positiva.
Il Governo offre una serie di incentivi diretti agli investitori stranieri, tra i quali detrazioni totali sugli investimenti effettuati in impianti, macchinari, attrezzature e fabbricati. E' anche possibile importare direttamente gli impianti, le attrezzature e le materie prime senza il pagamento dei dazi doganali. Sono previste interessanti aliquote di ammortamento: dal 2,5% al 4% per i capannoni industriali e gli alberghi, il 12,5% sugli impianti e sui macchinari, dal 25% al 37,5% sui veicoli a motore e sui trattori e il 30% sui computer e sulle attrezzature d'ufficio.
In caso di perdite d'esercizio il sistema fiscale keniota permette di riportarle interamente agli esercizi successivi.
Il Governo ha inoltre predisposto una serie di aree, appartenenti al progetto denominato "Export Processing Zone", in cui sono previsti privilegi fiscali ancora più allettanti, come l'esenzione per dieci anni dal pagamento della "Corporate Tax" e della "Withholding Tax", esenzione dei dazi e dell'IVA su tutte le immobilizzazioni importate.
Nel settore agricolo, che contribuisce alla formazione del PIL in misura del 24%, i prodotti principali sono il tea, il caffè e il piretro, dei quali il Kenya è uno dei più grossi produttori a livello mondiale.
Oltre a ciò, grazie all'accordo AGOA (American Growth and Opportunity Act) ci sono concrete possibilità di investire nel campo della produzione e trasformazione di cotone.
L'allevamento di animali esotici, quali i cammelli, oltre a quello più tradizionale di bovini, ovini e caprini, garantisce di operare contestualmente nei settori della produzione casearia, di carne e di pellame.
Per quanto riguarda il turismo è noto che il Kenya è una meta prediletta a livello internazionale. Per l'economia del Paese questa voce è quella che ha il maggior peso a livello di volume di scambi con l'estero e il suo contributo al PIL raggiunge il 12%. Anche in questo campo il Governo offre agli investitori, sempre nel rispetto del patrimonio ambientale, numerose opportunità.
La produzione industriale e la relativa esportazione di beni è diretta principalmente ai mercati della COMESA. Aspetto cruciale per lo sviluppo del Paese per i prossimi 25 anni è la predisposizione ed il miglioramento delle infrastrutture quali strade, porti e aeroporti, che da un lato sono un mezzo per sviluppare l'economia e dall'altro un importante opportunità di investimento per le imprese italiane.
Scenario economico
Negli ultimi cinque anni il Kenya ha ottenuto una costante crescita economica (per il 2007 la Banca Centrale del Kenya prevede un aumento pari al 6%, nonostante le possibili difficoltà proprie di un anno elettorale (le consultazioni sono previste per il prossimo mese di dicembre).
Il Governo attribuisce questa costante crescita allo sviluppo molto significativo dei settori turistico, delle telecomunicazioni, dell' energia, nonché in misura più contenuta di quelli edilizio e manifatturiero.
Anche le esportazioni di fiori e di prodotti ortofrutticoli (soprattutto verso l'Europa), che hanno oramai superato quelle tradizionali e considerevoli, di caffè e tea, hanno contribuito allo sviluppo.
L'agricoltura rimane tuttora la principale voce del PIL. Nel 2005 il suo apporto è stato del 26%, seguito dai servizi con il 14,8%, dal turismo con il 11,2%, dai trasporti e dalle telecomunicazioni con il 10,5%, dal settore manifatturiero con il 9,9%, e da altri settori minori (27,6%).
Il traffico portuale è aumentato nel 2006 di circa l'8,4%, la costruzione di oleodotti è cresciuta del 9,2% e il numero di veicoli registrati nei primi dieci mesi del 2006 è stato maggiore del 12% rispetto all'anno precedente.
Anche la produzione e il consumo di energia elettrica sono aumentati rispettivamente del 5,2% e del 5,5%.
La CBK ha calcolato una crescita dell'inflazione rispetto allo scorso anno dell'1%, passando dal 14,5% al 15,6%. Il fenomeno è stato principalmente determinato dall'aumento dei beni di consumo primari e dal costo dei carburanti.
Per il 2007 si prevedono miglioramenti determinati dall'aumento della produzione agricola, che potrebbe garantire pertanto un controllo sul prezzo dei prodotti alimentari.
La Banca Centrale ha calcolato che durante l'anno 2006 il deficit nella bilancia commerciale è stato di 2,6 miliardi di Euro. Nel corso del 2006 il valore delle importazione è cresciuto del 28,5%, mentre le esportazioni hanno registrato un incremento dell'8,5%.
L'aumento delle prime è stato determinato soprattutto da una crescita negli acquisti di macchinari, attrezzature per il trasporto e soprattutto di prodotti petroliferi, che costituiscono il 55,3% del totale delle importazioni.
In particolare il valore dei carburanti importati è stato pari a 365,9 milioni di Euro, quello dei beni industriali pari a 178 milioni di Euro, quello dei prodotti chimici e farmaceutici pari a 133 milioni di Euro, quello dei macchinari pari a 210 milioni di Euro, quello di prodotti finiti ha raggiunto i 48 milioni di Euro, quello delle materie prime i 141 milioni di Euro e quello degli altri beni i 116,5 milioni di Euro.
I Paesi dai quali il Kenya importa maggiormente sono: gli Emirati Arabi (14,9%), la Gran Bretagna (7,5%), l'India (7,2%), il Sud Africa (6,7%), il Giappone (5,6%), la Cina (5,1%), gli Stati Uniti (4,6%), Singapore (4,1%) e la Germania (3,7%).
L'Italia è un partner marginale, il valore delle esportazioni è pari allo 0,017%.
Il 38,3% del valore delle esportazioni keniote è stato determinato dal commercio di caffè, tea, prodotti ortofrutticoli e fiori, nonché dal 12,1% dai beni industriali.
Per quanto riguarda il tea e il caffé l'aumento del volume di affari è stato determinato da una crescita nel prezzo degli stessi, mentre per i prodotti ortofrutticoli e fiori c'è stato un incremento nei volumi di vendita.
Durante il 2006 le entrate provenienti dalle esportazioni di fiori, frutta e verdura hanno toccato i 528,1 milioni di Euro, con un sostanziale incremento dell'11% rispetto al 2005 (447,1 milioni di Euro).
Il settore ortofrutticolo ha pertanto superato i proventi derivanti dal commercio di tea, che resta comunque una delle voci principali dell'export keniota (519 milioni di Euro). Il turismo è la voce che ha il maggior peso nelle entrate di valuta pregiata del Paese, avendo raggiunto i 617 milioni di Euro.
I maggiori destinatari delle esportazioni del Kenya sono stati in ordine: Uganda (M 25%), Gran Bretagna (10,9%), Paesi Bassi (7,9%), Tanzania (7,5%), Stati Uniti (6,7%), Pakistan (6%), Egitto (4,1%) e Sudan (4%), rispettivamente sul totale dei proventi.
Per quanto riguarda il commercio di fiori recisi il mercato più recettivo è quello europeo con una quota di mercato pari al 32%.
Attualmente il valore totale delle esportazioni verso l'Italia è di 54 milioni di euro, mentre quello delle importazioni è di 146,5 milioni di Euro. Il 68% dell'ammontare dei beni diretti verso il nostro Paese sono prodotti alimentari (specialmente caffé, tea e spezie, preparati di carne o di pesce o di crostacei e preparati di frutta o di verdura) il 3,6% prodotti farmaceutici, il 16,4% pellame grezzo e il 2,4% dal cotone.
Per quanto riguarda le importazioni keniote, il 46% sono macchinari ed apparecchiature, il 23,3% combustibili minerali, il 5,3% prodotti alimentari. Per il 2007 si prospetta una crescita costante nella domanda di tea, aiutata da un deprezzamento della moneta. Nel complesso il settore ortofrutticolo dovrebbe posizionarsi sui valori del 2006.
Le importazioni non subiranno un aumento rispetto al 2006, anzi si prevede una leggera diminuzione per il 2007. Complessivamente la bilancia commerciale per il 2007 dovrebbe chiudersi con un deficit di circa 2,5 miliardi di Euro.
Questo valore dimostra comunque un miglioramento infatti corrisponde al 5,7% del PIL contro un 6,5% registrato nel 2006.
Per il 2008 si continua a prospettare una crescita delle esportazioni, aiutata da un'ulteriore indebolimento dello scellino e dall'estensione fino al 2012 dell'accordo commerciale con gli Stati Uniti (AGOA), che avrebbe dovuto concludersi nel settembre 2007.
Da ciò deriva che il Kenya continuerà a fornire materie prime tessili ai Paesi membri dell'AGOA, contribuendo quindi alla crescita delle sue esportazioni.
Accordi commerciali
Il Kenya è firmatario di una serie di accordi multilaterali e bilaterali, di accordi commerciali vari ed è membro del World Trade Organisation (WTO).
African Growth and Opportunity Act (AGOA)
Programma commerciale su base preferenziale, iniziato nel 2000 con il Governo degli Stati Uniti, della durata di 8 anni (da poco esteso fino al 2015). L'accordo permette al Kenya di esportare verso gli USA una varietà di prodotti, dall'abbigliamento ai fiori, dai prodotti elettronici a quelli inorganici, senza il pagamento di tasse e contingentamenti.
ACP-EU Trade Agreement
Nel giugno 2000 i paesi dell'African, Caribbean and Pacific (ACP) hanno firmato un accordo con quelli dell'Unione Europea per sostituire la Convenzione di Lomè, che aveva garantito una forma di collaborazione commerciale sin dal 1975.
La Convenzione di Lomè aveva assicurato un regime di preferenze commerciali, non reciproche, permettendo quindi l'accesso duty free di una serie di prodotti provenienti dai Paesi dell'ACP, tra i quali il Kenya, verso l'Europa. Questo regime verrà mantenuto fino al 2008.
Per il futuro sono in progetto:
- la creazione di aree di libero scambio fra l'Unione Europea e le sub-regioni ACP che garantiranno la crescita istituzionale, sociale ed economica dei paesi dell'ACP
- l'attuazione degli accordi di partenariato economico (EPA), che coinvolge 78 Paesi africani (entro il 31 dicembre 2007).
L'obiettivo dell'EPA è l'eliminazione di tutte le barriere commerciali sul 90% degli scambi tra l'Europa e i Paesi ACP.
Common Market of Eastern and Southern Africa (COMESA)
La COMESA è un unione di 19 Paesi dell'Est e del Sud dell'Africa. Undici Paesi, tra cui il Kenya, hanno formato una Free Tax Area eliminando le tariffe sui beni importati provenienti dai Paesi membri. Inoltre i Paesi membri oltre ad essersi accordati sulla creazione di una sorta di area di libero scambio hanno attuato un progressivo piano di riduzione delle tariffe sulle importazioni effettuate fra di loro.
Generalised System of Preferences (GSP)
In base all'accordo un vasto numero di prodotti industriali esportati in Giappone, Nuova Zelanda, Australia, Svizzera, Norvegia, Svezia, Finlandia, Austria e altri Paesi Europei sono eleggibili per un trattamento tariffario preferenziale.
Investment Protection Gurantee
Il Foreign Investment Protection Act fa da garante contro il pericolo di espropriazione della proprietà privata da parte del Governo. Inoltre il Kenya è membro del Multilateral Investment Guarantee Agency (MIGA) che tutela gli investitori stranieri dal rischio di perdere i propri investimenti in seguito a crisi politiche nel Paese ospitante.
Realizzare un investimento
La Kenya Investment Authority (KIA) è l'organizzazione preposta a valutare la fattibilità di ogni investimento nel Paese. Sulla base dell'Investment Promotion Act a ogni investitore straniero è richiesto di intraprendere un'attività che possa offrire un beneficio al Paese.
Ciò significa la creazione di posti di lavoro, nuove specializzazioni, l'utilizzo, ove possibile delle materie prime locali, la creazione di valore aggiunto attraverso l'utilizzo di risorse agricole e naturali, l'aumento degli scambi con l'estero favorendo l'esportazione o l'importazione di prodotti non presenti sul mercato, l'utilizzo, la promozione, lo sviluppo e l'implementazione di nuove tecnologie, aumentando nel contempo le entrate erariali. Nel valutare ogni proposta la KIA deve anche garantire il rispetto degli standard di sicurezza, a livello sanitario ed ambientale.
L'iter da seguire è relativamente veloce (sono previste le seguenti cinque fasi, da completarsi in un tempo medio di un mese), senza spese:
- 1) Compilazione del modulo del KIA ("One Stop"), nonché la compilazione del Memorandum e degli Articoli di Associazione, contenenti il nome della compagnia, la composizione del capitale, il numero di azioni possedute da ogni sottoscrittore e una dichiarazione che ne attesti la responsabilità limitata, i documenti relativi alle operazioni interne, gli stipendi ed i contatti del personale, provvisti di indirizzi
- 2) Nomina di un rappresentante legale in loco
- 3) Registrazione del nome della propria compagnia presso l'Ufficio delle Compagnie
- 4) Invio al KIA dei moduli: "One Stop", "Certificato di incorporazione", "Articoli e Memorandum di Associazione"
- 5) Ricezione del "Certificato di Investimento".
Da prevedere comunque un costo intorno ai 500$ per il pagamento della parcella di un avvocato locale, che segua le operazioni.
Dopo l'approvazione della KIA, e quindi la ricezione del "Certificato di Investimento", la compagnia deve ottenere un'ulteriore autorizzazione, "Single Business Permit" (SBS), attraverso la quale la società ha la possibilità di evitare di richiedere delle licenze separate per lo svolgimento di ogni attività. Alcuni investitori hanno sottolineato che in alcuni casi è più costoso richiedere un unico SBS, che una serie di licenze.
Nel caso dell'apertura di una succursale oltreoceano è necessario inviare all'Ufficio delle Compagnie i seguenti documenti:
- Copia certificata dello Statuto della compagnia, del Memorandum o degli Articoli di Associazione o di ogni altro documento che attesti l'effettiva esistenza della società
- Elenco dei direttori e segretari della compagnia contenente nome, indirizzo, nazionalità e degli organi dirigenti in Kenya e i loro eventuali, ulteriori incarichi presso altre aziende keniote
- Dichiarazione che attesti tutti gli acquisti di proprietà effettuati in Kenya
- Nome e indirizzo di una o più persone residenti in Kenya autorizzate dalla compagnia a ricevere informazioni utili per la stessa
- Indirizzo completo delle sedi della società nel Paese di origine ed in Kenya.
Una volta fornite le informazioni richieste l'Ufficio delle Compagnie emetterà il Certificato di Conformità; quindi verrà fatta richiesta al Ministero per le licenze commerciali o all'Organo locale per il Single Business Permit (SBS).
I redditi prodotti dalle succursali delle compagnie straniere sono soggetti ad una tassazione più alta (37,5%) rispetto alle compagnie locali o a quelle fondate da stranieri (30%).
Acquisto di compagnie esistenti
Per le operazioni di fusione ed acquisizione è richiesta l'approvazione del Ministro delle Finanze e della Pianificazione al quale è riservato il diritto di richiedere alla società straniera informazioni riguardanti la data della sua fondazione, il nominativo dei membri della stessa, il suo volume di affari nonché ulteriori informazioni ritenute utili.
Un Ufficiale della Commissione dei Prezzi e dei Monopoli è autorizzato ad investigare sulla società per conto del Ministero, che avrà così le informazioni necessarie per poter prendere la sua decisione. Molto spesso queste operazioni investigative sono viste con sospetto, in quanto gli investitori stranieri devono dimostrare quale sarà il beneficio che i loro investimenti apporteranno al Paese.
Con l'entrata in vigore dell' "Investment Promotion Act" la selezione si è fatta ancora più rigida, ancorché sia facile capire come ogni investimento straniero potrebbe potenzialmente creare nuovi posti di lavoro, introdurre nuove conoscenze, competenze e contribuire alle entrate in valuta pregiata del Paese. In caso l'autorizzazione sia negata, è possibile appellarsi al Tribunale per le Pratiche Commerciali Restrittive.
Acquisto di proprietà immobiliari
Tutte le zone agricole sono sottoposte al controllo del Land Control Boards, che può rifiutare qualsiasi tipo di transazione (vendita, trasferimento, locazione, mutuo, ripartizione) che coinvolga cittadini, compagnie private o cooperative, non residenti.
Tuttavia è concesso completo potere discrezionale al Presidente, che può autorizzare una qualsiasi transazione senza giustificare e motivare la sua decisione. Questa prerogativa è quindi il maggior strumento attraverso il quale gli stranieri possono acquisire terreni agricoli o sulla costa.
Attività edili e vincoli ambientali
Il Kenya ha recentemente aggiornato la normativa in materia di edificazione con la presentazione del Physical Planning Act. In base all'attuale legislazione l'attività di edificazione è soggetta ad una doppia gestione sia a livello locale che nazionale.
I potenziali investitori, interessati alla costruzione di aree industriali devono ottenere l'approvazione da parte dell'Autorità locale designata, presentando anche una valutazione dell'impatto ambientale del progetto.
L'Autorità locale è incaricata inoltre a controllare che il progetto venga implementato correttamente. In mancanza di un Organo di supervisione locale, l'attività di controllo è affidata ad un direttore del Physical Planning.
Soltanto negli ultimi anni il Kenya ha affrontato seriamente la questione ambientale, anche se la distanza tra i disegni di legge approvati e la loro implementazione è ancora consistente.
Incentivi agli investimenti
In base all'Investment Promotion Act gli investitori stranieri che decidono di operare in Kenya devono apportare un capitale minimo di 500,000$ e sono soggetti ad un processo di selezione da parte della Kenya Investment Authority (KIA).
Gli incentivi generici mirano ad accrescere l'ammontare di riserve di valuta, a creare lavoro e a favorire il trasferimento di tecnologie. Dal punto di vista fiscale sono previsti:
- una tassa doganale fissa pari al 10% per attrezzature e macchinari, qualora si preveda che l'investimento migliori le entrate di valuta pregiata per il Paese oppure offra un risparmio sulle importazioni
- una tassa doganale fissa pari al 10% per le importazioni di impianti e di attrezzature destinate al miglioramento delle attività rurali
- una riduzione delle tasse del 50% calcolate sui profitti derivanti dalle attività metropolitane.
Gli investitori nel settore industriale e alberghiero hanno un'esenzione fiscale e sui costi sostenuti, pari al 100% dell'investimento. Le aliquote annue di ammortamento sono calcolate rispettivamente al:
- 4% per gli hotel
- 2,5% per i fabbricati
- 12,5% per gli impianti e per i macchinari
- 25 - 37,5% per i veicoli a motore
- 30% per i computer e per i materiali d'ufficio.
Inoltre i carburanti importanti, destinati alla produzione industriale, beneficiano del rimborso del dazio. E' interessante notare che i dazi pagati sui beni industriali importati da un'azienda, il cui volume d'affari supera i 5 milioni di Dollari, costituiscano un credito d'imposta sull'ammontare dell' imposta sulle persone fisiche keniota dovuta dall'imprenditore straniero all'Erario.
Export Processing Zone Programme
Allo scopo di favorire le esportazioni il Governo keniota ha creato oltre 40 aree speciali dislocate in tutta la nazione, identificate come Export Processing Zones (EPZ). Le principali aree sono: Athi River, che è la maggiore, situata a soli 30 km da Nairobi, alcune aree di Nairobi, nonchè le città di Voi, Kerio Valley, Mombasa e Kilifi.
Le imprese operanti nell'EPZ devono esportare almeno l'80% della loro produzione. Qualora lo desiderassero esse possono vendere la rimanente parte sul mercato locale, dietro l'approvazione del Ministero del Commercio e dell'Economia.
In questo caso il 20% dei beni venduti non beneficieranno di alcuna esenzione.
Dopo una prima richiesta gli investitori interessati possono presentare all'Export Processing Zone Authority (EPZA) un progetto di 2-3 pagine descrivendo il prodotto o il servizio che intendono sviluppare, il processo produttivo, i mercati di destinazione, il costo del progetto, le modalità di finanziamento, le possibilità di lavoro offerte e le tecnologie trasferibili apportate.
La spesa che si deve sostenere per sottoporre il progetto all'attenzione del EPZA è di 250$.
I criteri di scelta applicati dall'EPZA sono basati sulle prospettive di creazione di occupazione, sulle prospettive di sviluppo di nuovi prodotti e di nuovi mercati e sull'integrazione con l'economia del Kenya.
Entro 30 giorni dalla presentazione della domanda l'investitore viene informato sulla decisione presa dal preposto comitato attraverso la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Kenya. A seguito della stessa viene rilasciata la licenza d'impresa EPZ e avviene la registrazione della compagnia. Da questo momento la società è tenuta al pagamento di una tassa annua rinnovabile pari a US$ 1000.
Dal momento della registrazione è possibile iniziare la propria attività, quindi l'apertura del conto corrente, l' importazione di macchinari, l'occupazione dell'area stabilita e l'assunzione del personale. Tutte le imprese che decidono di partecipare al programma devono iniziare la loro attività in una delle sopraccitate aree EPZ.
La maggior parte delle stesse è fornita di infrastrutture industriali e commerciali di prim'ordine, tra cui: edifici ad uso industriale destinati alla locazione o alla vendita e locali per uffici. Inoltre esse sono provviste di tutti i servizi accessori quali: acqua, fognature, elettricità, servizio di nettezza urbana, pulizia stradale, recinzioni illuminate, servizio di sicurezza 24 ore su 24 e uffici doganali.
Gli investitori che operano sulle aree facenti parti del programma EPZ, sono beneficiari dei seguenti incentivi fiscali:
- 10 anni di esenzione per l'imposta sulle società e successivamente una tassa fissa del 25% (non applicabile alle autorizzazioni commerciali di EPZ)
- esenzione dalla tassa da bollo
- deduzione del 100% sull'investimento originale nel corso di 20 anni
- esenzione perpetua di dazi e dell'Iva sulle materie prime, macchinari importati.
Inoltre la Export Processing Zone Authority (EPZA) offre l'approvazione dei progetti presentati in un tempo molto breve, che di norma non supera i 30 giorni, non è richiesto un ammontare minimo per l'investimento e le operazioni sono coperte da un'unica licenza rilasciata dalla EPZA.
Per aggiornamenti o maggiori informazioni:
commerciale.nairobi@esteri.it
Contatti utili
Central Bank of Kenya (CBK)
http://www.centralbank.go.ke
East African Development Bank
www.eadb.com
Agenzie per lo sviluppo economico
Export Processing Zones Authority
http://www.epzakenya.com
Export Promotion Council
www.cbik.or.ke
Kenya Tourism Development Corporation
www.ktdc.co.ke
Uffici ministeriali e altre agenzie governative
Ministry of Trade and Industry
http://www.tradeandindustry.go.ke
Ministry of Finance
http://www.treasury.go.ke
Ministry of Planning and National Development
http://www.planning.go.ke
Ministry of Energy
http://www.energy.go.ke
Ministry of Transport
http://www.transport.go.ke
Ministry of Roads and Public Works
http://www.publicworks.go.ke
Ministry of Information and Communications
http://www.information.go.ke
Ministry of Agriculture
http://www.agriculture.go.ke
Ministry of immigration and registration of persons
http://www.immigration.go.ke
Ministry of Land & Housing
http://www.ardhi.go.ke
Ministry of Labour & Human Resource Development
http://www.labour.go.ke
Central Bureau of Statistics
http://www.cbs.go.ke
Kenya Bureau of Standards
http://www.kebs.org
Studi Legali
Walker Kontos Advocates
walkerkontos@walkerkontos.com
Daly & Figgis advocates
www.daly-figgis.com
Hamilton Harrison & Mathews
hhm@hhm.co.ke
Società di consulenza
PricewaterCoopers
www.pwcglobal.com
Deloitte and Touche
www.deloitte.com
KPMG Kenya
www.kpmg.co.ke
Società di trasporto e logistica
DHL Kenya
www.dhl.co.ke
Fedex Kenya
www.fedex.com
TNT Express Kenya
www.tnt.com
UPS Kenya
www.ups.com
Kenya Airways Cargo
www.kenya-airways.com
Kenya Ports Authority
www.kenya-ports.com
Kenya Airports Authority
www.kenyaairports.co.ke
Media
Kenya Broadcasting Corporation
http://www.kbc.co.ke
Nation Media
http://www.nationmedia.com
The East African Standard
http://www.eastandard.net
Market Intelligence
http://www.mi.co.ke
FDI Magazine
http://www.fdimagazine.com
Kenya News
http://www.kenyanews.net
Kameme FM Radio
http://www.kamemefm.com
Capital FM Radio
http://www.capitalfm.co.ke
KISS FM Radio
http://www.kissfm.co.ke