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Scheda Paese: il Messico

Il Messico rappresenta la dodicesima economia mondiale con un PIL che ha superato nel 2006 i 700 miliardi di dollari. Ha una popolazione pari a 108 milioni di abitanti e un notevole grado di apertura internazionale, grazie ai numerosi accordi commerciali preferenziali.

Congiuntura

Nell'ultimo decennio il Messico ha subordinato gli obiettivi di crescita e riduzione della disoccupazione ad altre priorità: il contenimento del deficit di bilancio, la gestione del debito pubblico e il controllo dell'inflazione.

Tra il 2001 ed il 2006 il Governo Fox (centro destra) ha proposto riforme strutturali tese ad accrescere la competitività del Paese, che sono state bocciate dal Parlamento.
Per rilanciare l'economia il Presidente Felipe Calderon (centro destra, dal 1 dicembre 2006) si è impegnato a:

  • mantenere la stabilità economica (gestione della finanza pubblica, abbattimento inflazione e miglioramento del "rischio paese")
  • creare un sistema fiscale competitivo
  • sviluppare nuove fonti di energia e le infrastrutture
  • potenziare il settore turistico
  • creare nuova occupazione e contrastare la povertà anche grazie alla realizzazione di sei milioni di abitazioni "economiche" nei prossimi anni
  • sostenere la piccola e media impresa (accesso ai capitali, assistenza tecnica e tecnologica, incentivi ed incubatori).

Nel primo trimestre 2006 il PIL ha registrato una crescita del 5,5% su base annua, trainato dall'aumento della produzione industriale (+6,1% costruzioni, +4,8% minerario e +4% manifattura) e quello terziario (+5,1% trasporti e comunicazioni).
Buoni segnali arrivano anche dall'incremento degli IDE (+12,8%), dal consumo (+6,4% l'acquisto di beni durevoli) e dall'occupazione.

Il manifatturiero negli ultimi anni ha sofferto la concorrenza cinese nei settori tradizionali (tessile, abbigliamento e pelletteria): è passato dal +6,9% del 2000, al -4% nel 2001, -1,3% nel 2002, -1,6% nel 2003. Nel 2004 il ritorno all'attivo +4%, e nel 2005 +1,2%.

La crisi dell'industria manifatturiera tradizionale rispecchia le difficoltà dell'industria maquiladora (assemblaggio per conto terzi e successiva riesportazione) che rappresenta il 47% dell'export e il 17% degli IDE messicani.
Reggono bene invece i settori automobilistico, elettronico ed alimentare.

Apertura internazionale

Il Messico è attualmente l'unico Paese al mondo che può vantare accordi preferenziali con le tre principali economie mondiali (NAFTA, UE, Giappone). Nell'ambito dei numerosi accordi, un'importanza crescente riveste quello con l'Unione Europea, secondo partner commerciale del Messico, con una quota pari all'8%.

In relazione al commercio internazionale rappresenta il quattordicesimo paese al mondo (primo in America Latina) per volume di importazioni ed esportazioni.
Occupa invece il terzo posto tra i paesi emergenti nella classifica di attrazione degli IDE, dopo Cina e Hong Kong e prima del Brasile.
Occupa insieme al Cile la più bassa posizione di rischio tra paesi latinoamericani.

Nei primi cinque mesi del 2006 la bilancia commerciale messicana ha registrato un surplus di 1.258 milioni di dollari.
Le esportazioni (petrolio e derivati, tessili e abbigliamento, macchinari e siderurgici, chimici, alimenti e bevande) sono state trainate soprattutto dalla crescita del prezzo del petrolio (+41%) e dalla rinnovata dinamicità del settore automobilistico (+62%).
Le importazioni (beni intermedi 74%, beni capitali 11,7%, beni di consumo 14%) sono aumentate in virtù della notevole domanda interna (beni intermedi +19,3%, beni di consumo +25,6%, beni capitali +21,9%).
La stima per il 2006 è di una crescita del 21% sia per le esportazioni che per le importazioni.

Nel 2005 i primi dieci fornitori sono stati: USA (53,4%), Cina (8%), Giappone (5,9%), Germania, Corea del Sud, Canada, Brasile, Taiwan, Italia e Spagna.
I principali mercati di sbocco, invece, sono stati: USA (85,7%), Canada (2%), Spagna (1,4%), Germania, Regno Unito, Svizzera, Giappone, Colombia, Venezuela e Guatemala.

Rapporto Italia - Messico

Nel 2005 l'Italia è stata il 10º partner commerciale del Messico, 3º in Europa (dopo Germania e Spagna) e 2º fornitore europeo, dopo la sola Germania.

L'85% dell'export italiano diretto in Messico è costituito da beni intermedi e strumentali (macchinari vari, prodotti metallurgici, chimici, plastici, apparati elettrici), il 15% restante è rappresentato da beni di consumo (moda e tessile, pellame, calzature, gioielleria, arredo casa, agroalimentare, medicinali).
Le importazioni messicane dall'Italia nel settore delle pelli e del cuoio (esclusa la pelletteria) sono più che quadruplicate dal 2000 ad oggi, passando da 30 a 125 milioni di euro.
Le esportazioni di calzature italiane sono aumentate di oltre il 31%, i componenti di oltre il 24% e gli accessori di oltre il 36%.

Il Messico esporta verso l'Italia prevalentemente prodotti chimici, macchine automatiche ed elettriche, motori per autoveicoli, turbo-reattori e turbo-propulsori, pesce congelato e legumi.

Con riferimento agli investimenti, ad oggi risultano registrate in Messico poco meno di 900 imprese partecipate da italiani (pari al 2,6% delle imprese straniere presenti in Messico), per un investimento totale accumulato dal 1994 al 2006 pari a 418 milioni di dollari (0,2% degli IDE totali).

Gli investimenti italiani sono concentrati nel Distretto Federale (61%), Chihuahua (6,5%), San Luis Potosí (5,1%), Nuevo León (4,6%), Stato del Messico (4,6%) e Puebla (4,6%). Per numero di imprese, è importante rilevare la cospicua presenza nello Stato del Quintana Roo (prevalentemente settore turistico).

Per quanto riguarda i settori di attività, le imprese con capitale italiano si concentrano nei servizi (60% degli investimenti e 46% delle imprese), nell'industria manifatturiera (39% degli investimenti e 23% delle imprese) e nel commercio (1,2% degli investimenti e 26% delle imprese).

Il sistema bancario italiano è scarsamente presente nel paese: oltre ad un Ufficio di Rappresentanza del Sanpaolo IMI, è presente Unicredit attraverso la controllata HVB. Banca di Roma-Capitalia ha chiuso il proprio ufficio di rappresentanza nel giugno 2006, come già aveva fatto la Banca Commerciale Italiana.

Opportunità per le imprese italiane

Tra i principali settori produttivi dell'economia messicana, offrono interessanti opportunità per le imprese italiane:

  • tessile
  • calzaturiero
  • costruzioni
  • agroalimentare.

Anche i settori ambientale, aerospaziale, automobilistico, chimico, trasporti e militare presentano buone occasioni per le imprese italiane operanti nel campo dell'high-tech.
In Baja California e nello Stato di Veracruz esistono occasioni di business nel settore della pesca e dell'acquacultura.
Buone opportunità commerciali per la meccanica strumentale : comparto meccano tessile, industria conciaria, packaging, industria delle costruzioni, macchine utensili, macchine per l'estrazione e la lavorazione del marmo, industria grafica e comparto metallurgico.

Per quanto riguarda il settore terziario, ha particolare rilevanza il turismo: il Messico è una delle maggiori mete del turismo mondiale con i siti archeologici precolombiani, le chiese ed i monumenti spagnoli e le città d'arte. Altra grande attrattiva sono i centri balneari che si susseguono sulle coste.

Barriere commerciali

La poca trasparenza delle procedure burocratiche inerenti le importazioni causa impedimenti al normale afflusso di prodotti europei; in particolare, oltre alle complessità delle procedure di sdoganamento, si segnalano le pesanti imposizioni derivanti dall'obbligo di etichettatura e di apposizione di particolari sigilli a gran parte dei prodotti destinati ad essere immessi nel mercato messicano.

Serie criticità derivano anche dalla non completa conformità del sistema di classificazione merceologica (ATECO) ai principali standards internazionali.
La recente concessione in outsourcing al sistema privato della gestione di gran parte delle attività inerenti alle procedure doganali non sembra fino ad oggi aver portato i risultati auspicati.

Le barriere non tariffarie che penalizzano maggiormente l'export italiano sono costituite prevalentemente dalle misure sanitarie e fito-sanitarie: nonostante le agevolazioni previste dal TLC, la mancanza di regole fito-sanitarie definite determina occasionalmente il blocco dell'importazione dei prodotti italiani.

Si è definitivamente risolto il principale contenzioso tra Italia e Messico riguardante il divieto di esportazione in Messico di carni di origine suina. Dal 2005, infatti, le Autorità messicane hanno avviato la liberalizzazione.
Contenziosi minori concernono l'importazione di kiwi e mele, bloccate a seguito dell'introduzione di misure sanitarie e fito-sanitarie.
Dal 2004 sono state imposte misure compensative a carattere temporaneo sulla importazione di olio d'oliva proveniente da Italia e Spagna. Per quanto concerne generi alimentari quali vino, pasta, formaggi, olio (con l'esclusione della "sansa", la cui importazione è attualmente proibita), aceto, sottoli e sottaceti, non esistono particolari restrizioni.

È stata però evidenziata un'elevata farraginosità e mancanza di trasparenza a livello burocratico, che comporta l'obbligo di fornire un'articolata documentazione relativa all'origine e alla certificazione di qualità del prodotto.
Medesime problematiche presenta l'importazione di insaccati (la scarsa trasparenza e la complessità delle norme in materia fito-sanitaria limitano notevolmente l'iniziativa degli importatori).

Documenti di spedizione

Oltre alla dichiarazione in dogana (DAU) usualmente richiesta per tutte le spedizioni al di fuori dell'Unione europea, le spedizioni destinate al Messico devono essere accompagnate dai seguenti documenti.

Fattura commerciale in tre esemplari redatta preferibilmente in lingua spagnola (con l'indicazione del valore FOB delle merci, espresse nella moneta di fatturazione, con l'indicazione per esteso della moneta; il dettaglio dei costi di spedizione e assicurazione, la firma autografa di una persona abilitata, preceduta dalla ragione sociale o dal timbro dell'impresa).

Documento EUR.1 come giustificativo di origine per beneficiare del regime preferenziale applicabile ai prodotti della Comunità esportati verso il Messico. Le spedizioni di valore inferiore a 6.000 Euro o effettuate da un esportatore accreditato, dovranno essere accompagnate da una dichiarazione redatta sulla fattura, un buono di consegna o altro documento commerciale che descriva i prodotti in modo dettagliat.

La dichiarazione è la seguente: "L'esportatore dei prodotti riportati dal seguente documento (autorizzazione doganale n°....) dichiara che, salvo indicazione chiara del contrario, questi prodotti hanno origine preferenziale ...... Luogo e data ......... (firma dell'esportatore e indicazione per esteso del nome della persona che firma la dichiarazione)".

Certificato fitosanitario
E' richiesto per la frutta, i legumi e le sementi.

Certificato sanitario
Necessario per le carni.

Certificato di origine
E' necessario per le merci di origine terza e deve essere stabilita sul modello comunitario.

Certificato o attestato di libera vendita per i prodotti cosmetici
Sulla base delle indicazioni fornite dall'esportatore, attesta che i prodotti spediti sono conformi alla legislazione italiana in vigore e in libera vendita in Italia. Il certificato dovrà essere vistato e legalizzato dalla Camera di commercio competente. È richiesto per la registrazione dei prodotti.
Altri certificati di libera vendita o di analisi potrebbero essere richiesti.

Marchio nazionale esportazione vini - INE
L'articolo 32 della legge 20 febbraio 2006 n. 82 (collavini) ha abolito la procedura prevista R.D.L. 1443/33 che rendeva obbligatoria l'approvazione dell'etichettatura dei vini da parte dell'Istituto Nazionale per il Commercio Estero e l'emissione di apposito certificato da parte dei laboratori di analisi per l'esportazione di vino italiano. Pertanto dal 28 marzo 2006 (entrata in vigore della legge) non vi è più l'obbligo del marchio I.N.E. sulle partite di vino destinate ai mercato del nord-America (Stati Uniti - Canada - Messico).

Trasporto
a) Documenti di trasporto
b) Lista dei colli
c) Assicurazione trasporto (non è richiesta alcuna assicurazione per il trasporto).
d) Trattamento degli imballaggi in legno

Il Messico riconosce le disposizioni della normativa NIMP N°15, ma non la applica in modo completo. E' fortemente consigliato il trattamento secondo la normativa internazionale.

Spedizione temporanea
Il Messico ha aderito alla convenzione, ma l'entrata in vigore del sistema ATA non è ancora effettiva anche se le dogane messicane possono accettare i carnet ATA. Altri documenti Etichettatura Esistono delle disposizioni particolari in materia di etichettatura dei prodotti alimentari e delle bevande importate.