Abstract della Guida Paese curata dall'Agenzia Consolare della Repubblica Slovacca.
Panoramica sull'attuale situazione economica, le normative che regolano gli investimenti esteri, i business cost.
La Repubblica Slovacca, nata il 1° gennaio 1993 come stato democratico sovrano e con governo parlamentare, nel maggio 2004 è entrata a far parte dell'Unione Europea.
Il governo precedente (due periodi, anni 1998 – 2006), sotto la guida del ministro delle Finanze Ivan Miklos, è riuscito a ridurre il disavanzo di bilancio ed ha approvato una riforma fiscale di ampia portata con l'introduzione di un'aliquota unica del 19%. L'attuale obiettivo è di far scendere il deficit pubblico sotto il 3,5% entro il 2007 per poter adottare l'euro nel 2009.
La Slovacchia occupa una posizione geografica strategica: ha una lunga esperienza commerciale con la Repubblica Ceca e la Polonia, stanno crescendo anche i rapporti di business con Austria, Ungheria, Ucraina, Russia, Romania, Bulgaria ed ex-Jugoslavia.
Per sfruttare a pieno questa situazione nei prossimi anni verranno costruiti nuovi tratti autostradali, ammodernate le linee ferroviarie e rinnovate le strutture aeroportuali, anche con l'apporto di fondi strutturali concessi dall'Unione europea.
Principali settori economici
L'agricoltura rappresenta uno dei settori primari. Viene praticata soprattutto nella Slovacchia occidentale, percorsa dal Danubio. I principali prodotti sono il frumento, l'orzo, il mais, le patate e la barbabietola da zucchero.
Importante è l'allevamento (soprattutto bovini e suini).
A livello industriale la Slovacchia dispone di mano d'opera qualificata nei settori: automobilistico, elettronico, meccanico, chimico, tessile. Il più importante settore è quello automobilistico: il gruppo Kia, il gruppo VW ed il gruppo PSA-Peugeot-Citroen hanno aperto importanti stabilimenti che a breve porteranno la produzione annua a 1,3 milione di autoveicoli.
Sulla scia di questi investimenti si sono insediate grandi e piccole aziende specializzate nella fornitura di componenti.
Altro comparto piuttosto sviluppato è l'industria elettromeccanica, specializzata in prodotti di media gamma; si va dalla fornitura di componenti per l'energia alle costruzioni, dall'informatica alle telecomunicazioni.
Negli ultimi anni si è sviluppata anche l'industria leggera (tessile-abbigliamento, calzaturiero, lavorazione del legno e della carta).
Esistono interessanti opportunità per le aziende italiane nel settore agro-alimentare e nelle public utilities (gas, energia elettrica, rifiuti, acqua). Le risorse naturali più importanti riguardano le materie ceramiche, pietra calcarea e sale di rocca. In Slovacchia si estraggono carbone e lignite, magnesite, sale di rocca, amianto e talco.
Principali indicatori macroeconomici
| |
2004 |
2005 |
2006* |
2007* |
| Crescita % del PIL |
5,5 |
6,0 |
5,6 |
5,3 |
| Tasso di Inflazione % |
7,5 |
3,9 |
3,0 |
2,5 |
| Tasso di disoccupazione % |
18,1 |
16,2 |
13,5 |
11 |
* Previsioni
Interscambio con l'Italia
L'Italia si colloca al quarto posto tra i partner commerciali più importanti dopo Repubblica Ceca, Germania e Russia.
Le due principali voci dell'export slovacco verso l'Italia sono i prodotti metallurgici e gli autoveicoli che escono in gran parte dagli stabilimenti Volkswagen-Skoda.
L'import slovacco dall'Italia si concentra prevalentemente su macchinari, mobili e abbigliamento.
La classificazione doganale delle merci utilizzata è la stessa di quella internazionale e conforme alla Tariffa Doganale d'Uso Integrata del Ministero delle Finanze italiano.
Dal 1° maggio 2004 gli scambi commerciali tra paesi membri dell'UE e la Slovacchia sono da considerarsi come scambi intra-comunitari.
Il confezionamento e l'etichettatura dei prodotti sono disciplinati dalle leggi 264/99, 400/99 e 13/2001.
Investimenti esteri
La normativa assicura un identico trattamento a investitori stranieri e locali. In Slovacchia sono presenti le seguenti grandi aziende internazionali: US Steel, Volkswagen, Peugeot, KIA Hyundai, IBM, Johnson Controls, Fujitsu, Samsung, Coca-Cola, Whirlpool, Swedwood, Henkel, Siemens, Schule, Heineken, South Africa Breweries, Rajo, Andor, Kappa.
Un motivo di attrazione è rappresentato dalla legge sugli incentivi dei parchi industriali, approvata di recente, che consente agli investitori esteri ampia scelta sulla localizzazione.
Attualmente esistono 12 parchi industriali ed altri sono in costruzione. I parchi sono attrezzati con infrastrutture, collegamenti e dispongono di manodopera nelle vicinanze. Nel paese non ci sono zone franche.
Il costo del lavoro in Slovacchia è di 4 euro l'ora, il più basso tra i paesi di recente entrati nell'Unione Europea. E' basso anche il costo per assicurazioni obbligatorie mediche e sociali.
Dal 1° gennaio 1993 al 31 dicembre 2005, il volume degli I.D.E. ha raggiunto nel periodo di riferimento la quota complessiva di 454,7 mld. di SKK. Nel settore imprenditoriale sono stati investiti 376,1 mld. di SKK e nel settore bancario 78,6 mld. di SKK (1 mld di SKK sono ca. 25 mil. di EUR).
L'Olanda è il maggior paese investitore con una quota del 21,9%, seguita dalla Germania 19,2% e dall'Austria 15%. L'Italia con l'ultimo investimento ENEL mantiene con il 6,49% la quinta posizione.
Gli investimenti diretti sono stati orientati soprattutto nella regione di Bratislava (56,78% del totale), seguita dalla regione di Trnava. Certamente le regioni di Trnava, Zilina e Kosice registreranno negli anni avvenire un maggior incremento grazie soprattutto alla costruzione delle fabbriche della PSA Peugeot/Citroen (Trnava), KIA MOTORS (Zilina) e FORD Getrag (Kosice).
Incentivi agli investimenti
Il Consiglio dei Ministri ha di recente approvato nuove misure volte a disciplinare gli incentivi statali concessi agli investitori, sia al fine di favorire lo sviluppo nelle aree con un maggior tasso di disoccupazione, sia per la realizzazione di progetti ad alto valore aggiunto. Le disposizioni attuative, che non necessitano dell'approvazione del Parlamento, saranno recepite in un prossimo futuro nella legge che regola la materia e pertanto non si escludono eventuali altri aggiustamenti.
Sulla base della ripartizione adottata il sistema per la concessione degli incentivi prevede in sintesi:
- suddivisione del paese in tre aree in cui il tasso di disoccupazione risulta rispettivamente inferiore al 10% (Red zone), compreso tra il 10 e 15% (yellow zone), e dove supera la soglia del 15% (green zone)
- la destinazione dell'investimento in tre settori d'attività quali: l'industria di trasformazione (A), ad alta tecnologia (B), ed in centri di ricerca e sviluppo (C).
Per quantificare ulteriormente gli incentivi è stato predisposto un range finanziario variabile tra i 30 ed i 200 milioni di Corone (da 0,8 a 5 milioni di Euro).
L'investitore può richiedere la concessione degli incentivi all'Agenzia dello Stato SARIO (Slovak Investment and Trade Development Agency), la quale entro 10 giorni dalla presentazione del progetto stesso si pronuncerà sul rispetto delle condizioni preliminari della proposta d'investimento e della richiesta d'aiuto.
La SARIO, dopo aver espresso il proprio parere, provvede all'inoltro della proposta ai competenti Ministeri dell'Economia, Finanze, Costruzioni e Lavoro che si pronunceranno entro 15 giorni lavorativi e provvederanno a redigere il contratto d'investimento per la successiva approvazione da parte del Consiglio dei Ministri.