L'Ambasciata d'Italia a Montevideo ha realizzato uno studio che illustra le opportunità per gli investitori italiani nel settore dei servizi in Uruguay.
L'Uruguay (insieme all'Argentina) si presenta come il paese più interessante della regione per eventuali investimenti nel settore dei servizi. Il settore comprende: elettricità, acqua e gas, commercio, ristorazione e alberghi, edilizia, trasporti e telecomunicazioni, insegnamento, imprese assicurative, finanziarie e bancarie, servizi prestati alle imprese, servizi del governo centrale e servizi comunali, sociali e personali.
Nel 2006 i servizi hanno contribuito per il 68,5% alla formazione del PIL, per un valore di 13.274 milioni di USD e l'Uruguay ha esportato servizi per 1,3 miliardi di USD.
La bilancia dei pagamenti, alla voce servizi, registra un saldo positivo di 361 milioni di USD, grazie soprattutto al buon risultato del turismo, che, nonostante stia riscontrando alcune difficoltà, continua a giocare un ruolo da protagonista.
Secondo la Camera Nazionale di Commercio e Servizi dell'Uruguay, i sotto-settori più rilevanti sono:
- il turismo
- la logistica
- l'Information and Communication Technology
- gli audio-visivi
- i servizi professionali e commerciali.
Presenza italiana
La presenza italiana nel settore dei servizi gode di ampi margini di miglioramento. Tra le imprese più significative si annoverano:
- nell'edilizia e servizi immobiliari "Inmobiliaria Lamaro SA", del Gruppo Lamaro
- nei trasporti e comunicazioni "Puerta del Sur S.A.", consorzio di cui fa parte la SEA (Società Esercizi Aeroportuali S.p.A.) per la concessione di servizi dell'aeroporto internazionale di Montevideo e "Alitalia" presente sul mercato per mezzo della rappresentanza commerciale di Discover the World
- nell'ICT "Olidata Uruguay" assemblatrice di hardware, derivazione di una branca del Gruppo Olivetti. Già presente in Cile da dieci anni (leader di mercato), ha aperto a dicembre 2006 a Montevideo la sua seconda sede in America Latina
- RAI International (Montevideo è la sede per l'America Latina).
Incentivi fiscali e Zone Franche
Nel settore dei servizi, la normativa nazionale è favorevole agli investimenti. La legge sulla protezione degli investimenti e quella sulla promozione industriale garantiscono esoneri e incentivi fiscali senza distinzione fra investitori nazionali ed esteri. Un ulteriore importante incentivo è costituito dalla presenza di Zone Franche nel paese.
Il regime di tali zone è disciplinato dalla legge n° 15.921 del 17 dicembre 1987 che punta a promuovere gli investimenti, espandere le esportazioni, incrementare l'utilizzo di manodopera nazionale e incentivare l'integrazione economica internazionale.
Nelle Zone Franche l'attività economica (industriale, commerciale o di servizi) viene stimolata attraverso una normativa doganale e fiscale particolare. Attualmente sono dieci le Zone Franche in Uruguay:
- una sotto il controllo statale situata a Nueva Palmira
- una sotto controllo misto privato e statale a Colonia
- altre otto, controllate da operatori privati, che sono situate, rispettivamente, a Montevideo (Zonamerica), Colonia Suiza, Libertad, Florida (Floridasur), Río Negro, Fray Bentos (Botnia), M'Bopicuá e Rivera.
Recentemente è stata approvata la creazione di due ulteriori zone franche nella città di Montevideo, prevalentemente orientate al settore dei servizi: si tratta delle zone franche di Aguada e del World Trade Center, che saranno operative rispettivamente nel 2009 e nel 2010.
Molti fornitori di servizi concentrano attualmente le loro attività nella Zona Franca di Zonamerica.
Accordi in ambito multilaterale e bilaterale
In ambito internazionale, l'Uruguay ha aderito:
- all'Accordo Generale sul Commercio dei Servizi (AGCS del 1/1/1995), stipulato in seno al WTO
- al Protocollo di Montevideo (DEC/CMC-13/97) approvato dal Consiglio del Mercato Comune del Mercosur ed entrato in vigore il 7 dicembre 2005.
Questi accordi vincolano il Paese all'adempimento di obblighi generali (clausola della nazione più favorita e trasparenza in materia di legislazione e politiche riferite ai servizi) e specifici (accesso al mercato e trattamento nazionale, cioè assenza di restrizioni e discriminazioni fra servizi e fornitori di servizi stranieri e nazionali).
In quanto membro del Mercosur, l'Uruguay beneficia degli accordi multilaterali e bilaterali conclusi dal blocco regionale, come gli accordi siglati con i membri della Comunità Andina, gli accordi-quadro sottoscritti con il Sudafrica nel 2002, con l'India nel 2004 e l'Accordo di Libero Commercio con Israele nel 2007.
Nel 2005 il Mercosur ed il Consiglio di Cooperazione del Golfo hanno firmato un accordo programmatico che pone le basi per un futuro trattato di libero commercio.
L'Uruguay è membro dell'ALADI (Asociación Latinoamericana de Integración) dal 1980. In questo ambito ha concluso accordi parziali di promozione economica con l'Ecuador, il Messico e con l'Argentina.
Nel 2003 l'Uruguay ha firmato un Trattato di Libero Commercio (TLC) con il Messico e nel 2004 il Parlamento uruguayano ha approvato un accordo programmatico commerciale con l'Iran di durata quinquennale, rinnovabile.
Per quanto riguarda le relazioni bilaterali tra Uruguay e Stati Uniti, nel 2006 è stato approvato il Trattato di Promozione e Protezione Reciproca degli Investimenti e nel 2007 è stato firmato un Accordo Quadro sul Commercio e gli Investimenti (TIFA nella sua sigla inglese).
Nel 2007 sono anche stati siglati alcuni accordi che favoriscono la cooperazione economica con il Cile.
Per quanto riguarda le relazioni bilaterali con l'Italia, fra l'Uruguay e il nostro Paese è in vigore un Accordo per la promozione e protezione degli investimenti, siglato a Roma nel febbraio del 1990 ed entrato in vigore nel 1998.
Ostacoli e difficoltà di accesso al mercato
In Uruguay esistono dei settori il cui monopolio è riservato allo Stato. Tra questi hanno particolare importanza la trasmissione e la distribuzione di energia, l'importazione di greggio, la successiva raffinazione ed esportazione di petrolio, i servizi di telefonia fissa (con l'eccezione delle chiamate internazionali), i servizi di acqua potabile e di rete fognaria e le assicurazioni per la copertura degli infortuni sul lavoro.
In Uruguay non si può lavorare né come lavoratori autonomi, né come dipendenti se si è in possesso del solo visto turistico. Coloro che vogliano svolgere un'attività professionale devono infatti risiedere in Uruguay.
L'indice d'intensità normativa è un parametro statistico per visualizzare il grado di densità della regolamentazione in alcuni settori, il quale va ad incidere sull'attrattività di IDE nel paese.
Per quanto riguarda i servizi, l'Uruguay presenta un quadro globalmente favorevole agli investimenti, grazie ad una regolamentazione meno pesante nel settore delle banche ed in quello della telefonia mobile, dove presenta un indice più basso rispetto alla media regionale.
I settori delle assicurazioni e della telefonia fissa presentano, invece, un grado di regolamentazione più elevato della media regionale, il che può scoraggiare eventuali investitori.
Elettricità, gas e acqua
Il settore elettricità, gas e acqua nel 2006 è stato in recessione dell'1,5% rispetto al 2005. Tale risultato può essere spiegato con la diminuzione nella produzione di energia idroelettrica che ha avuto luogo nel periodo in esame a causa della siccità.
L'acquisto di energia ha costituito la seconda voce dell'import per categorie in Uruguay nel 2006.
L'Uruguay è il paese latinoamericano che offre il miglior servizio di acqua potabile, raggiungendo il 98% della popolazione.
Nel settore operano tre aziende pubbliche:
- UTE (Administración Nacional de Usinas y Trasmisiones Eléctricas) nella fornitura di energia elettrica
- ANCAP (Administración Nacional de Combustibles, Alcohol y Portland) in quella di combustibili
- OSE (Obras Sanitarias del Estrado) in quella idrica.
Esistono investimenti esteri nel settore dell'energia, come quello nel Consorzio Gasoducto Cruz del Sur da parte di operatori britannici (British Gas) e misti (Pan American Energy, di proprietà al 60% della British Petroleum e al 40% dell'argentina Bridas Corporation) e quello della brasiliana Petrobras, che ha acquisito il controllo di Montevideo Gas nel giugno del 2006.
È necessaria una preventiva autorizzazione del Consiglio dei Ministri per investimenti stranieri in alcuni settori quali elettricità, idrocarburi, petrolchimica di base ed energia atomica.
Secondo il nuovo schema di regolamentazione del settore elettrico (Legge n. 16.832 del giugno 1997) sono state separate le diverse fasi dell'attività elettrica ed è stato eliminato il monopolio della generazione, mantenendo il carattere di servizio pubblico della trasmissione e della distribuzione.
Lo Stato detiene inoltre il monopolio della gestione dell'acqua e della rete fognaria.
Nel 2003 e nel 2004 sono stati indetti dei referendum per permettere la privatizzazione (o la partecipazione di capitali privati) rispettivamente di ANCAP e di OSE. I cittadini uruguayani si sono dimostrati contrari a tali iniziative, esprimendosi in maggioranza per il no.
Nel marzo del 2005 l'Uruguay si è impegnato a importare i 2/3 del petrolio di cui ha bisogno dal Venezuela, che mette a sua disposizione delle condizioni vantaggiose di finanziamento e la possibilità di pagare il debito con l'esportazione di prodotti uruguayani, tra cui software, prefabbricati e bestiame.
Edilizia
L'edilizia ha registrato nel 2006 una crescita del 14%, grazie ad investimenti pubblici e privati.
Tra i primi figura la costruzione del nuovo impianto di produzione di energia elettrica dell'UTE nel dipartimento di San José.
Tra i secondi troviamo invece gli investimenti nelle principali città del paese, Montevideo e Punta del Este (che vive attualmente il maggior boom dell'edilizia dagli anni '70) e le grandi opere realizzate nel dipartimento di Río Negro (costruzione degli impianti per la lavorazione della cellulosa dell'azienda finlandese Botnia).
Esistono incentivi per la costruzione di hotel e complessi turistici.
Le aziende operanti nell'edilizia sono prevalentemente argentine, anche se in questi anni gli investimenti europei sono considerevolmente aumentati. Recentemente sono stati annunciati importanti investimenti nel settore alberghiero a Punta del Este da parte di Taiwan, per 40 milioni di USD, e del magnate USA Donald Trump, per 60 milioni di USD.
La normativa concernente l'edilizia può essere scaricata dal sito del Ministerio de Vivienda, Ordenamiento Teritorial y Medio Ambiente (MVOTMA): www.mvotma.gub.uy
Commercio, ristoranti e hotel
Questo settore ha registrato nel 2006 un incremento dell'8,4% rispetto al 2005, dovuto essenzialmente alla crescita dell'attività commerciale. In particolare, hanno avuto andamento positivo il commercio di beni di consumo e intermedi importati, così come il commercio di beni dell'industria manifatturiera, principalmente grazie all'aumento della domanda interna.
In Uruguay sono presenti oltre 42.000 aziende operanti nel settore del commercio. Si tratta prevalentemente di piccole imprese con meno di 4 impiegati, che danno lavoro a più di 148.000 persone.
L'aumento dell'attività di ristoranti e alberghi è stato limitato nel periodo preso in esame: infatti, nonostante la spesa reale media dei turisti in alimentazione e alberghi sia cresciuta, il numero di turisti nel paese, in aumento fino al 2005, è diminuito nel 2006 come conseguenza della chiusura dei ponti internazionali con l'Argentina, a causa del contenzioso sorto tra i Paesi per la costruzione delle cartiere lungo la sponda uruguayana del Río Uruguay.
Nel settore turistico operano 4.500 aziende, il cui personale è nell'80,5% dei casi uguale o inferiore a 4 unità e solo nello 0,35% superiore ai 100 impiegati. Alberghi e ristoranti danno lavoro a circa 23.800 persone e sono particolarmente concentrati nella città di Montevideo e nel dipartimento di Maldonado (dove si trova la famosa località turistica di Punta del Este).
Gli introiti generati dal turismo sono stati comunque pari a 1 miliardo di USD.
Il turismo è un'attività che viene incentivata dallo Stato, ed esistono diverse normative volte ad incoraggiarne lo sviluppo. È previsto, ad esempio, un regime speciale per gli alberghi, basato sui Decreti 230/985, 788/, 227/987 del 30/04/87, 617/989 e sull'Art. 447 della Legge 15.903, che stabiliscono una serie di benefici, prevalentemente di natura fiscale, per la costruzione, l'ampliamento o la ristrutturazione di alberghi così come per il loro arredamento.
Ulteriori benefici sono previsti per la costruzione di alberghi di lusso e per la creazione di Complessi Turistici, intesi come insieme di complessi residenziali, infrastrutture e strutture complementari concepite per il turismo e destinate all'offerta di servizi alberghieri, culturali, commerciali, sportivi o ricreativi, così come di ogni struttura realizzata con lo scopo di attrarre il turismo interno ed internazionale.
La legislazione riguardante le attività turistiche può essere scaricata dal sito.
Sono presenti nel paese significativi gruppi alberghieri internazionali, come il canadese Four Seasons Hotels and Resorts, gli spagnoli Sol Meliá e NH, gli americani Best Western, Sheraton, Hilton (qui presente con l'Hotel Conrad a Punta del Este) e Radisson, il francese Accor Hotels e l'inglese Holiday Inn.
Trasporti
La posizione strategica dell'Uruguay, nel cuore del Mercosur, lo pone come punto di snodo fondamentale per la regione. Il porto di Nueva Palmira, situato all'estremità sud dell'idrovia Paraguay-Paraná, è uno snodo privilegiato per l'ingresso e l'uscita di merci dal continente. Il Paese gode inoltre di buone infrastrutture per il trasporto terrestre, marittimo/fluviale e aereo.
Questo settore ha registrato nel 2006 un aumento del 12% rispetto all'anno precedente. Sull'incremento delle attività di trasporto e stoccaggio hanno inciso in modo positivo i risultati del trasporto via nave (grazie soprattutto al trend dell'attività portuaria) e il trasporto di merci su gomma (principalmente beni importati e merci dell'industria agroforestale).
La bilancia dei pagamenti, alla voce trasporti, registra un saldo leggermente negativo, ma che si inserisce in una tendenza al sostanziale pareggio. L'aumento delle importazioni che ne è alla radice può essere interpretato come una conseguenza del miglioramento del potere d'acquisto in seguito alla crisi del 2002.
Più di 15.250 imprese operano nel settore trasporti e comunicazioni, di cui 1.175 nelle poste e telecomunicazioni. Il 90% di queste imprese è costituito da 4 impiegati. Il settore dà lavoro a circa 61.100 persone, di cui 5.100 nel settore delle comunicazioni. Il 90% di queste lavora per ANTEL.
La normativa di riferimento per quanto riguarda i trasporti può essere consultata sul sito della Dirección Nacional de Transporte: www.dnt.gub.uy
Le compagnie di navigazione aerea o marittima godono di particolari benefici fiscali secondo la Legge 18.083 del 27.12.2006 (riforma tributaria). Nel caso di compagnie straniere questi vantaggi si applicano se nel loro Paese di origine le compagnie uruguayane godono dello stesso trattamento.
Parimenti, il governo può decidere di concedere lo stesso tipo di benefici alle compagnie di trasporto terrestre sotto condizione di reciprocità.
L'Italia non ha, finora, realizzato alcun accordo di preferenza commerciale in materia.
Il trasporto interno di passeggeri si effettua principalmente via autobus, ed il servizio viene garantito prevalentemente da imprese private, in un regime di "concorrenza regolata" che ha permesso di raggiungere buoni standard qualitativi.
Nel 2006, 70 milioni di passeggeri, su una popolazione complessiva di 3.323.900 abitanti, hanno usufruito di tali servizi, di cui il 73% per tratte suburbane.
Esistono attualmente dei progetti per migliorare la rete autostradale, con la costruzione dell'Eje del Cono Sur, un'autostrada di 2.500 km che dovrebbe permettere di collegare San Paolo con Buenos Aires, passando attraverso l'Uruguay. Questo progetto prevede anche un ponte che collegherà Buenos Aires con la città di Colonia.
È allo studio anche la costruzione di un anello stradale intorno alla città di Montevideo, con il sostegno di capitali spagnoli.
La rete ferroviaria, lunga 1.641 km e destinata prevalentemente al trasporto merci, non è particolarmente efficiente e versa attualmente in condizioni precarie. Essa è strutturata in tre linee che confluiscono nella stazione del porto di Montevideo.
Il sistema è gestito dalla Administración de Ferrocarriles del Estado (AFE), un'impresa statale autonoma, aperta alla partecipazione di privati per il trasporto merci.
Lo scartamento ferroviario è standard (scartamento "Stephenson"): per gli scambi con l'Argentina non c'è bisogno di effettuare cambi di veicoli, mentre per gli scambi con il Brasile sì.
Nel 2006 sono state trasportate sulla rete ferroviaria 1.393.315 tonnellate di merci. Il trasporto ferroviario di passeggeri non è particolarmente sviluppato ed attualmente sono in funzione solo piccoli segmenti interurbani, utilizzati da 667.000 passeggeri nel 2006.
Nel 2006 l'Italia ha donato all'Uruguay 80 vagoni per il trasporto merci, contribuendo in questo modo al potenziamento della rete ferroviaria. Allo stesso fine sono in atto le licitazioni dell'AFE per la ristrutturazione di 960 km di binari.
Il porto di Montevideo è uno snodo di fondamentale importanza per il transito di esportazioni ed importazioni. Nel 2006 ha accolto 8.725.000 tonnellate di merci. Si tratta dell'unico terminal della costa atlantica dell'America latina ad operare come Porto Libero.
La Ley de Puertos n° 6.246 del maggio 1992, sancisce la libera circolazione delle merci in tale porto, senza bisogno di richiedere autorizzazioni o di avviare procedure formali. Durante la loro permanenza all'interno della zona doganale portuaria, le merci sono esenti da ogni tipo di dazio o tributo all'importazione.
Non ci sono limiti di tempo o quantità per l'immagazzinamento di merci nel porto, e le mercanzie possono essere trasformate in qualsiasi modo purché non venga alterata la natura delle stesse (imbottigliamento, aggruppamento, frammentazione, classificazione, cambio di marca, ecc...). Questo regime si applica anche ai porti di Nueva Palmira, Fray Bentos e Colonia.
Al fine di non saturare il limitato spazio portuario e di migliorare le operazioni di logistica relative al commercio estero, in aggiunta ai recinti portuari sono stati creati dei "terminal extraportuari".
I servizi di trasporto passeggeri sono stati utilizzati da 2.149.500 persone, di cui il 66% sulla tratta che collega Colonia a Buenos Aires, operata, dal 2007, in regime di concorrenza da tre imprese, Buquebus, che in passato deteneva il monopolio su questa tratta, Ferrylineas e Sea Cat.
Le maggiori strutture aeroportuali sono situate a Montevideo (Carrasco) e Punta del Este (Laguna del Sauce). Nel 2006 il trasporto aereo ha servito 1.334.800 passeggeri, di cui l'82% a Carrasco, il 16% a Laguna del Sauce ed il restante 2% distribuito tra gli altri 14 piccoli aeroporti del paese.
L'aeroporto di Carrasco si trova a 18km dal centro di Montevideo ed è servito da 13 linee aeree internazionali per il trasporto di passeggeri e cargo.
Attualmente sono in corso lavori per l'ampliamento dell'aeroporto a cura del consorzio Puerta del Sur, di cui fa parte la SEA (Società Esercizi Aeroportuali S.p.A.) di Milano.
Nel settore della logistica, l'investimento più rilevante è quello che è stato effettuato dall'azienda belga Katoen Natie, che ha ottenuto nel 2001 la concessione trentennale per l'amministrazione e l'utilizzo di un intero terminal del Porto di Montevideo.
Sono anche presenti la società a partecipazione inglese ed australiana Río Tinto Company e l'indiana Central Warehousing Corporation.
Tra le principali compagnie presenti nel settore del trasporto aereo troviamo: Iberia, American Airlines, Air France e Lufthansa, queste ultime due limitatamente ai servizi cargo.
Telecomunicazioni
L'Uruguay ha realizzato importanti investimenti nelle telecomunicazioni, raggiungendo un livello di digitalizzazione del 100%. Per investimenti stranieri in questo ambito è necessaria una preventiva autorizzazione del Consiglio dei Ministri. La normativa concernente il settore delle comunicazioni può essere consultata sul sito dell'URSEC, l'Unidad Reguladora de Servicios de Comunicaciónes: www.ursec.gub.uy.
Secondo il rapporto di ANTEL (Administración Nacional de Telecomunicaciones) del 2006, 74 famiglie su 100 dispongono di servizi di telefonia fissa. Per quanto riguarda Internet, il grado di penetrazione è del 33,6%, con 1.100.000 utenti, di cui il 66% vive nell'area metropolitana di Montevideo.
L'Uruguay si colloca così al terzo posto in America latina per il grado di penetrazione di internet, preceduto da Cile (42%) ed Argentina (34%).
Per quanto riguarda i servizi televisivi, a livello nazionale si contano 360.000 abbonati a utenze televisive a pagamento, con un livello di penetrazione, su scala nazionale, del 27,5%. Solo nell'area di Montevideo si concentrano 165.000 abbonati.
Per l'Italia si sono aperte nuove opportunità in questo settore con la recente scelta dell'Uruguay di adottare lo standard europeo per il digitale terrestre (norme DVB-T/DVB-H).
Il settore telefonia, trasmissione dati ed internet ha fruttato, nel 2006, 736 milioni di USD. A questo risultato hanno contribuito la telefonia fissa per un 53% (in calo rispetto al 62% del 2005), la telefonia mobile per un 34% (in aumento rispetto al 26% del 2005) ed il settore trasmissione dati ed internet per l'11%.
ANTEL continua ad essere l'azienda leader del settore, avendo il monopolio delle comunicazioni su rete fissa nazionale, ma i settori della telefonia mobile, delle comunicazioni internazionali e di internet sono aperti alla concorrenza con operatori privati.
Sul mercato della telefonia internazionale sono presenti circa 10 operatori.
Il mercato uruguayano di telefonia mobile è raddoppiato tra il marzo 2005 ed il marzo 2006, e alla fine dell'anno nel paese si potevano contare più di 1,5 milioni di abbonati. ANTEL è presente sul mercato della telefonia mobile con ANCEL: nello stesso periodo, questo operatore ha perso parti importanti di mercato, passando dal 60% al 48%, mentre i concorrenti, ossia la spagnola Telefonica, con il marchio Movistar, e AM WIRELESS S.A. del messicano Carlos Slim, con il marchio CTI Movil, sono passati rispettivamente dal 35% al 36% e dal 5% al 16%.
Attualmente esistono in Uruguay due fornitori di accesso ad internet: Antel è presente su questo mercato con AntelData, insieme all'unico fornitore privato Dedicado.
Ad oggi in Uruguay sono presenti 5 canali televisivi le cui trasmissioni non sono codificate, 114 fornitori di servizi televisivi per abbonati e 30 stazioni radio (AM/FM).
Imprese assicurative e finanziarie
In questo settore si registra una crescita dell'8,4% rispetto al 2005, segno di un progressivo recupero della fiducia degli investitori in seguito alla crisi finanziaria che ha colpito il Paese nel 2002. L'attività bancaria e finanziaria in Uruguay è regolata dalla BCU, che autorizza l'insediamento di nuove entità.
Una disciplina giuridica che garantisce una notevole libertà finanziaria e la vigenza di un rigoroso segreto bancario, hanno portato il Paese a trasformarsi negli ultimi anni nel più grosso centro regionale di credito off-shore.
Infatti, in Uruguay, le operazioni off-shore godono di ampi vantaggi fiscali e non esistono limitazioni ai movimenti di capitale in entrata o in uscita, né controlli di cambio su operazioni in valuta estera. Il Decreto Legge n°15.322 del 17 settembre 1982 introduce un regime speciale per istituti finanziari che operano esclusivamente in transazioni off-shore, garantendo loro un trattamento fiscale preferenziale.
Le banche off-shore possono operare in due forme legali distinte, o come Società Anonime o come succursali di banche straniere. Attualmente sono presenti in Uruguay 6 banche off-shore, e le loro attività sono strettamente separate da quelle delle banche nazionali.
Con la Riforma Tributaria entrata in vigore il 1º luglio 2007 sono state abolite l'imposta agli attivi delle imprese bancarie (IMABA) e l'imposta di controllo del sistema finanziario (ICOSIFI).
Inoltre sono state dichiarate esenti dal pagamento dell'IVA le operazioni bancarie effettuate da banche e cooperative di risparmio e credito (tranne gli interessi sui prestiti concessi a persone fisiche che non siano soggette al pagamento dell'Impuesto a las Rentas de las Actividades Económicas o della Tassa sulla Vendita di Beni dell'Agropastorizia, e gli interessi sul credito concesso mediante ordini di acquisto o carte di credito).
È stata tuttavia introdotta la Tasa de Control Regulatorio del Sistema Financiero, che grava, in percentuali diverse, su tutti gli operatori finanziari sottoposti al controllo della BCU (istituzioni d'intermediazione finanziaria, cambi valuta, assicurazioni, ecc...).
L'entità di tale tassa sarà stabilita dall'esecutivo, tenendo presente che in ogni caso non potrà superare il 2º/oo della media annuale del totale delle commissioni incassate.
Con la Legge 16.426 del 1993 è stato liberalizzato il mercato delle assicurazioni (rimangono a totale gestione statale solo le assicurazioni per gli infortuni sul lavoro), precedentemente sotto il controllo del Banco de Seguros del Estado. L'insediamento ed il funzionamento delle compagnie di assicurazione e di riassicurazione che operano in Uruguay è controllato dalla BCU.
È interessante ricordare che le compagnie di riassicurazione non hanno l'obbligo di avere una sede in Uruguay per poter operare nel Paese.
Dopo la decisione della BNL di lasciare il Paese e la vendita della "Sudameris", appartenente al Gruppo Intesa BCI, al Crédit Agricole-Banco ACAC (operazioni finalizzate nel corso del 2004) non ci sono più banche italiane in Uruguay.
Sono presenti 6 istituti finanziari, 6 istituti finanziari off-shore, 3 cooperative d'intermediazione finanziaria, 4 imprese amministratrici di fondi previdenziali e 32 imprese amministratrici di credito al consumo, insieme a diverse rappresentanze di entità finanziarie costituite all'estero.
Il mercato delle assicurazioni è dominato dal Banco de Seguros del Estado, un'entità pubblica che gode del regime di monopolio nelle operazioni del settore pubblico e per gli indennizzi ai lavoratori. Le 16 compagnie private rappresentano il 34% del mercato. Tra queste troviamo: le spagnole Mapfre e Santander, l'inglese Royal & Sun Alliance, e l'American International Group (Alico).
Servizi alle imprese
Il settore dei servizi alle imprese ha registrato un aumento del 10,9% nel 2006, rispetto al 2005.
L'ICT mostra particolare dinamismo, offrendo lavoro a 7.300 persone, in 3.609 imprese (di cui 1600 ditte individuali) prevalentemente concentrate nell'area di Montevideo (90%). Di fronte alla crisi che ha attraversato la regione nel 2002, l'ICT si è rivelato meno vulnerabile rispetto al resto dell'economia locale e ha dimostrato una ripresa più rapida.
Questi i quattro punti di forza:
- presenza di risorse umane competenti e con un buon livello di formazione nel settore (l'Uruguay è stato il primo in America Latina a creare corsi universitari in Ingegneria di Sistemi e Analisi di Sistemi)
- presenza di capacità imprenditoriali che hanno permesso lo sviluppo di decine di aziende operanti in settori tecnologici di punta estremamente competitive
- creazione di alleanze e reti di cooperazione tra queste imprese e con imprese multinazionali, clienti e soci su diversi mercati
- presenza di un'ottima infrastruttura per l'ICT nel Paese.
I maggiori clienti di questo settore sono lo Stato, le grandi imprese e le banche. Per quanto riguarda in particolare il sotto-settore sviluppo software, i principali acquirenti sono invece le Pmi.
Il valore delle esportazioni di software è passato da 250.000 USD nel 1989 a 104,5 milioni di USD nel 2005. La maggior parte delle esportazioni riguarda il settore della produzione di software, ma a partire dal 2004 si può constatare una perdita relativa d'importanza di questo settore rispetto a quello della consulenza e servizi informatici, le cui esportazioni sono in aumento.
Il Messico, l'Argentina, il Cile e gli Stati Uniti sono i principali importatori di servizi ICT uruguayani.
La produzione di software è stata dichiarata di interesse nazionale nel 1999, avendo così diritto ad un ventaglio di incentivi fiscali, tra cui l'esonero dal pagamento di IVA ed IMESI per l'importazione o l'acquisto di beni materiali o immateriali (patenti, diritti d'autore, ecc.) o servizi (purché a parere dell'esecutivo incorporino innovazione tecnologica e prevedano il trasferimento di tecnologie) necessari a questo tipo di attività.
Molte aziende operanti nell'ICT scelgono una Zona Franca per la propria sede. In questo senso riveste grande importanza il Parco Tecnologico Zonamerica, a nord-est di Montevideo.
Nel marzo del 2006 è stato approvato un decreto legge con il quale si stabilisce che gli utenti delle Zone Franche possono sviluppare servizi di produzione di software, consulenza informatica e formazione nel settore da una Zona Franca verso l'esterno (questo tipo di attività non era ammesso prima di tale decreto).
Di rilievo è poi la creazione dello Knowledge Development Center (KDC) per la formazione di personale per il settore dell'ICT, soprattutto in quegli ambiti che non sono sufficientemente coperti dalle formazioni universitarie.
Tra le più importanti aziende private nazionali troviamo: ARTech, IDEASOFT, Infocorp e Quanam.
ARTech è specializzata nella creazione di strumenti per lo sviluppo di software. Ha uffici negli Stati Uniti, in Messico e in Brasile e vanta un fatturato di 15 milioni di USD.
IDEASOFT ha una piattaforma tecnologica propria, che include tecnologie di Business Intelligence, chiamata IdeaSoft 03. Questa azienda si presenta quindi come un nucleo d'innovazione nell'ambito dell'ICT locale.
Infocorp gioca un ruolo importante nell'esportazione di sevizi ICT, ed ha uffici in Cile, a Porto Rico e in Costa Rica.
Quanam è un'impresa specializzata nelle tecnologie informatiche con uffici in 9 paesi e che ha fatturato, nel 2006, 20 milioni di USD.
Anche alcune aziende pubbliche operano nell'ICT, tra cui UTE, che attraverso Conex fornisce servizi di consulenza sia sul mercato interno, sia su quello estero.
Tra le imprese straniere presenti nel settore in Uruguay troviamo l'indiana TATA (che nel 2002 ha stabilito in Uruguay il suo centro di sviluppo software per l'America Latina), l'irlandese TRINTECH (VeriFone), la francese BULL, la cilena Sonda, le americane IBM e Microsoft, e la spagnola SOLUZIONA.
Altri servizi alle imprese
Il settore dei servizi alle imprese include in particolar modo l'auditing, i servizi legali e di contabilità, i servizi di back-office e la pubblicità. Molti di questi servizi sono localizzati nelle Zone Franche.
Tra le principali multinazionali presenti nel settore della consulenza troviamo: KPMG, PricewaterhouseCoopers, Deloitte e Asphar Consulting.
La presenza di Zone Franche ed il buon livello di formazione del capitale umano locale hanno portato molte imprese multinazionali fornitrici di servizi di back-office ad aprire un ufficio nel Paese.
In particolare, hanno investito nel settore dei call-center le multinazionali statunitensi Sabre Holdings e Cendant che, con il marchio RCI, ha creato a Montevideo il call-center da cui distribuirà i suoi servizi per tutta l'America Latina (con un investimento di 5 milioni di USD), l'indiana TATA e l'uruguayana Synapsis.
Si stanno inoltre sviluppando centri uffici che forniscono un ventaglio di servizi alle imprese, come il World Trade Center che, tra l'altro, inaugurerà nel 2010 una quarta torre (oltre alle 2 già esistenti e ad una terza attualmente in costruzione) che avrà statuto di Zona Franca.
Per quanto riguarda il settore della pubblicità, questo ha contribuito per lo 0,8% al PIL uruguayano nel 2006, crescendo del 9,5% rispetto al 2005 (1,3% in termini reali). Questa attività impiega (in modo diretto) circa 1.000 persone, ossia l'1,5% del personale impiegato nel settore dei servizi alle imprese.
Nel corso dell'anno sono stati investiti 156 milioni USD in pubblicità: l'Uruguay si colloca così al terzo posto in America Latina per l'investimento pubblicitario per abitante.
Tra le principali aziende presenti nel settore troviamo gli studi associati stranieri Young & Rubicam Brands, McCann Erickson, DDB e Milk.