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L’industria guida la ripresa brasiliana

Dopo la flessione del 2009 l’economia brasiliana è tornata a crescere. Secondo le stime del Fondo Monetario internazionale, nel 2010 il Pil dovrebbe aumentare del 3,4%.

L’ottima performance dell’industria, che contribuisce per circa il 25% del PIL nazionale, è uno dei fattori determinanti della ripresa. Secondo i dati dell’Istituto brasiliano di statistica (IBGE) alla fine del 2009 la produzione industriale è cresciuta del 19% rispetto al mese di dicembre dell’anno precedente e le stime per i primi mesi del 2010 confermano il trend positivo.

L’incremento è dovuto in gran parte al dinamismo dell’industria estrattiva e della trasformazione che hanno beneficiato della ripresa delle esportazioni di materie prime verso la Cina che avevano subito una brusca frenata nel 2008.

Inoltre gli incentivi fiscali stanziati dal governo a sostegno del consumo privato hanno determinato un picco di domanda rivolta al settore dell’industria meccanica (in particolare elettrodomestici ed elettronica) e dei mezzi di trasporto.

Secondo l’analisi trimestrale della Confederazione Nazionale dell’Industria brasiliana il livello di fiducia delle aziende del settore industriale rispetto alle aspettative dell’attività dei prossimi sei mesi ha raggiunto a gennaio un livello record. L’indice di fiducia delle aziende sull’attività industriale ICEI a gennaio ha raggiunto il valore 68,7 (su una scala da 1 a 100, dove 50 individua il livello di ottimismo medio). Il livello di fiducia è cresciuto del 40% rispetto a gennaio 2009.

Senza dubbio la Coppa del Mondo del 2014 e le Olimpiadi del 2016, eventi per cui sono attesi circa 70 miliardi di euro di investimenti, rappresentano ottime opportunità in particolare per il settore dei trasporti e delle costruzioni.
Inoltre per il 2010, anno in cui si svolgeranno le elezioni presidenziali e legislative, è prevista un’accelerazione del piano di crescita nazionale (PAC) con ulteriori stanziamenti di risorse per progetti infrastrutturali.

Tali manovre espansive, costate circa il 2% del PIL in termini di deficit fiscale, è plausibile che si trasformino in restrittive nella fase post elettorale.
La conclusione dei programmi di incentivo ai consumi privati potrebbe infliggere una battuta d’arresto ai settori legati alla produzione di elettrodomestici e prodotti dell’elettronica.
Infine, il processo di transizione politica e l’assetto post-Lula saranno fondamentali per l’andamento degli investimenti e per il livello di fiducia dei mercati globali nei confronti del paese.

Prospettive per l’export italiano

Dopo la flessione generale delle importazioni brasiliane nel 2009 (-30% rispetto all’anno precedente) e una flessione del 20% circa per le importazioni dall’Italia, per il 2010 si attende un’inversione di tendenza per il Made in Italy nel paese.

Secondo le previsioni di SACE le esportazioni italiane di beni e servizi nel paese dovrebbero crescere complessivamente di circa il 4% nel 2010, raggiungendo circa i 3,5 miliardi di euro e mantenendo tassi più che positivi sia per il 2011 (+9%) che per il 2012 (+11%).

La ripresa degli investimenti da parte delle aziende brasiliane, l’avviamento o la prosecuzione di progetti nel settore dei trasporti, delle costruzioni e delle infrastrutture logistiche e il trend positivo del consumo privato sono i principali driver della ripresa delle esportazioni italiane in Brasile.

In particolare a beneficiare di questa situazione saranno i settori dell’industria legata ai beni intermedi (per cui è atteso un incremento dell’export nei prossimi tre anni pari a circa il 50%) e ai beni di investimento (+30% nel prossimo triennio).

Fonte: Scenari SACE n. 37 (febbraio 2010)