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L’inarrestabile Cina

La ricerca cinese di nuovi mercati di sbocco e di nuove fonti di approvvigionamento e gli sforzi per rendere più efficiente il sistema paese non conoscono sosta.

Nel 2004 l'interscambio con l'area Asean dovrebbe crescere più del 35%. E per consolidare la sua presenza nell'area, al recente vertice di Ventiane la Cina ha firmato un accordo con i dieci Paesi Asean (Birmania, Brunei, Cambogia, Filippine, Indonesia, Laos, Malaysia, Singapore, Thailandia e Vietnam) che punta a rimuovere le barriere doganali entro il 2010 e a sviluppare nuove forme di cooperazione nella logistica, nei trasporti e nell'ICT.

E dall'altra parte del mondo la Cina insidia Europa e Stati Uniti che faticano a far decollare i tanto attesi accordi commerciali con il Mercosur.
La Cina deve infatti alimentare la sua vertiginosa crescita economica ed ha trovato in Argentina, Brasile, Cile e Venezuela validi fornitori di petrolio, materie prime, soia e cereali.
Nel 2003 l'interscambio Cina – America Latina è cresciuto più del 50%.
Nello stesso anno il 75% delle esportazioni brasiliane di minerali, acciaio, legno e soia è andato in Cina.
In Venezuela la Cina ha investito 300 milioni di dollari nel settore petrolifero e importa dal Cile ingenti quantitativi di rame e cellulosa.

Variazione percentuale annua del Pil cinese

 2000 

 2001 

 2002 

 2003 

 2004* 

 8,0

7,5

8,0

9,3

8,9

* previsione

E anche sul fronte interno non mancano le novità.

E' appena entrata in vigore la nuova legge sulla distribuzione che consente alle imprese straniere di importare, esportare, vendere (sia al dettaglio che all'ingrosso) merci prodotte localmente o in altri paesi senza dover più necessariamente affidarsi ad un partner cinese. L'operatore straniero deve investire almeno

  • 40mila dollari per operare al dettaglio
  • 60mila per l'ingrosso.

Sono state introdotte misure più rigide contro le violazioni in materia di marchi, brevetti e copyright.
I contraffattori non rischiano più solo pene pecuniarie e le imprese stranieri possono ricorrere più facilmente alla giustizia ordinaria.

Nel settore bancario continua la ricapitalizzazione dei giganti pubblici del credito e ci si prepara alla concorrenza straniera per rispettare gli accordi firmati con il Wto. I primi gruppi stranieri sono stati autorizzati ad operare in Yuan con le società cinesi in alcune città, ma bisognerà attendere la fine del 2006 per offrire servizi in valuta locale ai cittadini privati.