Classifica della globalizzazione – realizzata da A. T. Kearney in collaborazione con Foreign Policy.
L'indagine prende in considerazione:
- l'integrazione economica (interscambio commerciale, Ide pro capite)
- le relazioni personali (viaggi all'estero, telefonate internazionali, rimesse estere, retribuzioni a dipendenti che vivono oltreconfine)
- la connettività tecnologica (utilizzo internet, numero di server Internet, e-commerce)
- l'integrazione politica (adesione a organismi internazionali, ratifica trattati multilaterali, partecipazione a missioni di pace dell'Onu).
Singapore guida la classifica 2005 grazie anche all'accordo bilaterale di libero scambio che ha siglato con gli Usa.
Si piazzano bene i piccoli paesi, in particolare quelli dell'Europa occidentale (Irlanda, Svizzera, Olanda, Danimarca, Svezia, Austria e Finlandia si piazzano tra i primi 10).
L'Italia invece arretra dalla 25esima alla 27esima posizione per la scarsa capacità di attrarre investimenti dall'estero.
Arretrano anche Francia, Germania e Russia.
Bene gli Stati Uniti che guadagnano tre posizioni e per la prima volta raggiungono il quarto posto.
La Cina è al 54esimo posto penalizzata soprattutto dalla popolazione che deprime il dato fondamentale degli investimenti diretti esteri pro capite.
Nei prossimi anni cresceranno in particolare i Paesi emergenti con manodopera qualificata (il 70% degli investimenti esteri è infatti assorbito dal settore servizi).
| 1 |
Singapore |
| 2 |
Irlanda |
| 3 |
Svizzera |
| 4 |
Stati Uniti |
| 5 |
Olanda |
| 6 |
Canada |
| 7 |
Danimarca |
| 8 |
Svezia |
| 9 |
Austria |
| 10 |
Finlandia |