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L’Italia sbarca in Turchia

Gli Investimenti diretti esteri in Turchia sono passati dai 900 milioni di euro del 2002 ai 2,3 miliardi del 2004 fino a raggiungere i 4 miliardi del 2005. Per gli anni 2006 – 08 il flusso degli Ide attesi potrebbe superare i 13 miliardi.

Le imprese italiane sono particolarmente attive su questo mercato. Oltre alle presenze storiche (Fiat, Pirelli, Eni, Finmeccanica e Indesit) altre realtà industriali italiane stanno puntando su quest'area strategica, testa di ponte per i mercati mediorientali.

Il Gruppo Astaldi sta realizzando l'autostrada Ankara – Istanbul, l'azienda farmaceutica fiorentina Menarini ha raddoppiato le dimensioni dello stabilimento turco operativo dal 2000, Unicredit controlla il terzo gruppo bancario locale.

Anche a livello commerciale l'Italia gioca un ruolo di primo piano: è il terzo partner commerciale dopo Germania e Russia con un interscambio che a fine 2005 ha superato i 12 miliardi di dollari.

Secondo il Rapporto annuale sulle performance produttive della Nuova Europa, realizzato da Unicredit, i settori che in Turchia nel prossimo futuro registreranno i tassi di crescita maggiori sono:

  • la componentistica elettrica ed ottica (+10,9%)
  • l'edilizia (+9%) sostenuta dagli investimenti pubblici in infrastrutture e dalla crescente richiesta di case, uffici e centri commerciali.