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Macchine tessili in rosso

Il meccanotessile italiano sta affrontando dal lato della domanda la recessione in molte industrie tessili dei Paesi industrializzati; dal lato dell'offerta l'ingresso di nuovi competitor e il rafforzamento di quelli tradizionali.
Per il quarto anno consecutivo si registra una contrazione nell'attività produttiva.

I dati forniti dall'ACIMIT, l'associazione dei costruttori italiani di macchine tessili, indicano che nell'ultimo anno il fatturato del settore è sceso a 2.500 milioni di euro.

Sul mercato interno le consegne si sono attestate a 532 milioni di euro. I settori a valle, nonostante i segnali di ripresa innescatisi nel corso dell'anno, stentano ad avviare un programma di investimenti consistente.

Anche le importazioni di macchinario, che nel corso del 2005 sembravano progredire rispetto ai valori del 2004, hanno chiuso l'anno con un valore di 571 milioni di euro, stabili rispetto all'anno precedente.
La stagnazione del mercato italiano ha contribuito ad innalzare la quota dell'export sul fatturato totale delle aziende italiane (passata dal 76% del 2004 al 79% dell'anno successivo).

Tuttavia, le esportazioni confermano anche nel 2005 l'andamento riflessivo riscontrato nel periodo precedente. Il loro valore, pari a 2.000 milioni di euro, è inferiore rispetto a quello registrato nel 2004.

A tale risultato contribuisce il rallentamento del mercato turco e la prolungata contrazione dei più importanti mercati dell'Unione Europea (Germania, Francia e Spagna).

A ciò si deve aggiungere che nel 2005 alcuni mercati asiatici di significativa rilevanza per i costruttori italiani (Pakistan, Iran, Siria e Bangladesh) hanno rallentato i loro investimenti in macchinari.

Tradizionali mercati di sbocco danno invece soddisfazioni maggiori.
Primo fra tutti quello dell'India, in grado nel 2005 di crescere a ritmi superiori al 30%.
Si segnala, poi, il recupero delle nostre esportazioni in Cina e la maggiore dinamicità del mercato statunitense.

Le prospettive

Il clima di fiducia dei costruttori italiani nel primo trimestre di quest'anno è migliorato. Per aumentare la propria competitività le aziende italiane stanno potenziando la presenza sui mercati asiatici e sviluppando tecnologie adatte alle nuove e più promettenti nicchie di mercato. I primi risultati, anche se differenti per i diversi comparti, si stanno già vedendo.

A pesare sulla ripresa del meccanotessile gravano, tuttavia, le incognite relative ad un ulteriore rincaro delle materie prime e ad un rafforzamento dell'euro.
Fattore, quest'ultimo, particolarmente penalizzante per un settore come quello delle macchine tessili, votato all'export.

Segni di una maggiore vitalità arrivano dall'Asia, dove il principale mercato per le esportazioni italiane, la Cina, registra una ripresa delle vendite. Resta elevata anche nel 2006 la richiesta proveniente dall'India.

Più difficile fare previsioni per gli altri mercati.
In Turchia il tessile/abbigliamento da un lato sta affrontando problemi strutturali che lasciano poco spazio alla possibilità di attivare investimenti consistenti, dall'altro la forte competizione con prodotti a basso costo sta sempre più spingendo verso una produzione ad elevato valore aggiunto, rendendo indispensabili investimenti in macchinario tessile ad elevato contenuto tecnologico.

I mercati comunitari potranno svilupparsi soprattutto in comparti dove i volumi produttivi, seppur ancora limitati, mostrano tassi di sviluppo interessanti (tessili tecnici).

Informazioni:
Ufficio Economico ACIMIT
Mauro Badanelli
Tel. 02 4693611
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