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Positivo 2005 per l'economia russa

Dopo l'incertezza dei primi mesi del 2005, la produzione industriale e l'economia russa si sono riprese in giugno-luglio, come indicano anche i dati sul Pil che è cresciuto del 6,2% nei primi nove mesi dell'anno.

L'economia ha continuato a sfruttare la congiuntura estremamente favorevole sul mercato del greggio che ha fatto affluire un fiume di valuta nelle casse dell'erario.

Secondo i dati dell'Agenzia statistica federale (Rosstat), nei primi undici mesi del 2005 la produzione industriale rispetto ai primi undici mesi del 2004 è aumentata del 4,1%.
Nei primi nove mesi del 2005 rispetto al corrispondente periodo del 2004 la produzione di elettrotecnica, elettronica e ottica ha registrato la maggiore crescita (+19%), seguita da quella di macchinari e impianti con il 6,6%.

Hanno avuto una crescita superiore al 5% il settore della lavorazione del legno e prodotti del legno (+5,9%), l'industria manifatturiera (+6,1%) e la produzione di carbon coke e prodotti petrolchimici (+5,6%).
La produzione dell'industria alimentare è cresciuta rispetto ai primi nove mesi 2005 del 4,7%, quella dei mezzi di trasporto del 4,3%, mentre una crescita minore l'hanno avuta l'industria chimica (+2,8%), quella metallurgica e quella delle materie plastiche (entrambe con il 2,5%), la produzione di energia elettrica, gas e acqua (+1,9%) e quella della estrazione e lavorazione delle materie prime (1,6%). In calo invece il settore della pelle e calzature (-2,3%) e quello del tessile e abbigliamento (-2,2%).

Gli investimenti interni sono ripresi, avvicinandosi all'11% cumulativo a fine ottobre. L'andamento a fine ottobre dei redditi reali (superiore all'8,4%) e del commercio al minuto (+12%), conferma il forte sviluppo del mercato dei beni di consumo, e soprattutto di quelli di importazione (di maggiore qualità).

E' la domanda interna di beni di consumo a tirare l'economia, piuttosto che gli investimenti, soprattutto nella produzione, che rimangono inferiori fino a 2 punti percentuali al mercato dei consumi.
Questo si traduce in aumento delle importazioni, causato anche dal continuo rafforzamento del rublo sul dollaro.

L'inflazione (indice dei prezzi al consumo), nei primi 10 mesi del 2005 è stata del 9,2%. L'obiettivo del governo è ridurre tale indice all'8,5% a fine 2006.

I redditi reali della popolazione continuano comunque a crescere: dopo il boom del 13,7% in valore reale nel 2003, nel 2004 essi sono aumentati dell'8,7% e nei primi 10 mesi del 2005 del 9,4%.
Il valore nominale del reddito pro-capite era intorno agli 8.250 rubli a ottobre 2005, ovvero di 288 dollari, contro circa 220 dollari di un anno prima, mentre il salario medio era di 8.962 rubli (circa 313 dollari), contro 253 dollari nel 2004.

Nei primi nove mesi del 2005, le esportazioni russe sono aumentate del 39,1% in valore, a 134,4 miliardi di dollari, mentre le importazioni sono aumentate del 27,7% a 64,6 miliardi di dollari, con un saldo attivo della bilancia commerciale di quasi 70 miliardi di dollari (69,8) contro appena la metà del gennaio-luglio 2004.
Le previsioni per fine 2005 sono di un forte attivo commerciale intorno ai 120 miliardi di dollari, contro gli 88,4 miliardi del 2004 e i 60,5 del 2003.

I dati disponibili per i primi nove mesi 2005 indicano una diminuzione del 7,9% degli investimenti stranieri complessivi, ma anche un aumento del 18,1% per quanto riguarda gli investimenti diretti.
Si noti comunque che la loro entità è ancora modesta in rapporto al potenziale dell'economia russa e che sono concentrati prevalentemente nel settore energetico e in quello industriale-militare.

A fine ottobre è stata annunciata la costituzione delle prime sei nuove zone economiche speciali, con particolari agevolazioni fiscali per gli investitori russi e stranieri:

  • quattro tecnoparchi (Zelinograd e Dubna vicino a Mosca, Tomsk in Siberia e San Pietroburgo)
  • due zone produttive industriali a Lipetz (dove c'è la Merloni-Stinol) e a Yelabuga, in Tatarstan.

Per quanto riguarda l'ingresso della Russia nella WTO (Organizzazione mondiale del commercio), i negoziati con gli Stati Uniti ed altri paesi non sono stati ancora conclusi e un effettivo completamento delle trattative non è prevedibile fino a fine 2006.

Oltre alla questione dell'apertura di filiali di banche straniere in Russia, negata pubblicamente dallo stesso presidente Putin, altri ostacoli investono le tariffe del trasporto aereo, i diritti di proprietà intellettuale e le norme sanitarie sui prodotti agricoli.

La Russia ha visto riconosciuto il proprio solido status finanziario: il 5 agosto 2005 l'agenzia internazionale Fitch ha annunciato di elevare il suo rating sovrano in valuta a lungo termine da BBB- a BBB, con outlook "stabile".
Seguita dall'Agenzia Moody's che il 25 ottobre ha alzato il rating da Baa3 a Baa2, e infine da Standard & Poor's che il 15 dicembre 2005 ha alzato il rating da BBB- a BBB.

Per il 2006 le previsioni sono di una crescita del Pil del 5,5-6%, della produzione industriale del 4-4,3% e dell'inflazione dell'8,5%.

Desk Promos Mosca