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FMI: l’Asia crescerà del 7%

Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha pubblicato all'inizio di maggio il Regional Economic Outlook dedicato all'Asia e al Pacifico. La crescita prevista del 7% sarà sostenuta in particolare dall'export di prodotti elettronici. Solo un ulteriore rialzo del prezzo del petrolio potrebbe compromettere questo positivo scenario.

Il report suddivide l'area nei seguenti gruppi:

  • industrial Asia: Giappone, Australia e Nuova Zelanda
  • emerging Asia: Cina, India + Paesi di recente industrializzazione (NIEs): Hong Kong, Corea, Singapore e Taiwan + 4 Paesi Asean: Filippine, Indonesia, Malesia e Thailandia.

Crescita % del PIL reale

2005 2006
Industrial Asia 2,7 2,8
Giappone 2,7 2,8
Australia 2,5 2,9
Nuova Zelanda 2,0 0,9
Emerging Asia 8,3 8,0
Cina 9,9 9,5
India 8,0 7,3
NIEs 4,5 5,2
4 – Asean 5,2 5,1
ASIA 7,1 6,9

Nella seconda metà del 2005 la crescita in Cina e nei 4 Paesi Asean è stata decisamente più sostenuta delle previsioni anticipate dallo stesso FMI in agosto. Nello stesso periodo anche India e Giappone hanno riservato piacevoli sorprese.
Uniche eccezioni Australia e Nuova Zelanda meno brillanti del previsto.

Fattore trainante ancora una volta le vendite all'estero di beni elettronici - in particolare video LCD, MP3, soluzioni Wireless - che rappresentano circa un terzo dell'export dell'area.
Le previsioni indicano che la domanda statunitense ed europea di questi prodotti rimarrà forte durante tutto il 2006.

Non sorprende la crescente attenzione con la quale Organismi finanziari, investitori e multinazionali seguono le sorti dell'Asia. Una recente indagine di Boston Consulting Group ha evidenziato che:

  • le due locomotive India e Cina insieme agli altri Paesi più dinamici dell'area nel 2010 acquisteranno circa un terzo di quanto viene prodotto dalle aziende occidentali
  • nei prossimi 10 anni questi Paesi saranno protagonisti del 40% della crescita del Prodotto interno lordo mondiale.

Ma l'Italia è pronta a cogliere le opportunità offerte dai mercati asiatici?

Secondo la "Guida rischio Paese 2006" realizzata da Coface, leader nell'assicurazione dei crediti export, il made in Italy nel decennio 1994 – 2004 ha perso terreno soprattutto nell'Asia orientale (passata dall'8,5% al 6,6% in valore) e in Medio Oriente (3,7% rispetto al 4,1% del '94).

Fortunatamente gli imprenditori italiani mantengono le posizioni nel Nordamerica, ma soprattutto stanno sfruttando bene le occasioni offerte dalla crescita economica dell'Europa dell'Est (che passa dall'8,2 al 12,3 per cento).