Nel 2006 la Lombardia con il 28,45% mantiene il primato sulle altre regioni italiane in termini di peso sull'export nazionale. Tale incidenza, tuttavia, diminuisce leggermente tra il 1995 e il 2006.
La riduzione è dovuta principalmente alla performance di Milano che, coprendo oltre il 40% delle esportazioni regionali, condiziona sensibilmente l'andamento di queste ultime: fatta eccezione per Como, la crescita media annua della provincia capoluogo è inferiore a quella di tutte le altre.
Nel 2006 si evidenzia:
- un leggero incremento delle quote di Bergamo e Brescia (rispettivamente 3,6% e 3,7%)
- una leggera diminuzione di Varese (il cui peso sull'Italia è pari al 2,6%)
- le quote di Como e Mantova si aggirano sull'1,4%
- le altre province pesano sull'Italia meno dell'1%.
In termini di variazioni medie annue sono le province caratterizzate da valori dell'export di entità relativamente modesta (Lodi, Lecco e Cremona) a offrire i tassi di crescita più elevati.
Macroaree di destinazione delle esportazioni lombarde
L'Unione Europea copre quasi il 60% dell'export lombardo.
Al secondo posto si trovano le altre economie avanzate la cui quota, tuttavia, tra il 1996 e il 2006 diminuisce di quasi 3 punti percentuali.
Le economie in transizione, invece, vedono quasi raddoppiare nel corso del decennio la loro incidenza sul totale delle esportazioni.
Anche altre aree presentano un seppur lieve incremento del loro peso (i paesi in via di sviluppo del Medio Oriente e dell'Europa e quelli africani), mentre si riduce la quota già piuttosto modesta dei paesi in via di sviluppo dell'Asia e dell'America Latina.
Sia nel 1995 che nel 2006 i primi due mercati di sbocco dell'export lombardo sono Germania e Francia.
Nel 2006 al terzo posto si trova la Spagna che guadagna posizioni rispetto al 1995, mentre un'incidenza superiore al 5% sul totale delle esportazioni regionali coinvolge Stati Uniti, Svizzera e Regno Unito.
Tra i paesi il cui peso aumenta maggiormente nel periodo considerato si segnalano la Russia, la Turchia, la Romania e la Repubblica Ceca.
In termini di variazioni medie annue 1996-2006 il primato spetta a questi ultimi due paesi con, rispettivamente, 16,8% e 12,3%, mentre più lenta appare la crescita delle esportazioni dirette nei Paesi Bassi (1,9% in media all'anno) e in Germania (2,5%).
L'export per settori
Nel 2006 come nel 1995 il primo settore d'esportazione per la Lombardia è quello delle macchine ed apparecchi meccanici. Il comparto, tuttavia, vede scendere lievemente il suo peso nel decennio in esame.
All'opposto i prodotti in metallo e la chimica, posizionandosi, rispettivamente, al secondo e terzo posto, presentano nel 2006 un'incidenza maggiore rispetto a quella del 1995.
Un altro settore che mostra una consistenza rilevante è quello delle macchine elettriche, elettroniche ed ottiche, mentre gli altri comparti presentano un'incidenza inferiore al 10%.
La differenza negativa più ampia tra le quote % 2006 e 1995 coinvolge il tessile ed abbigliamento, settore caratterizzato da un lato da una crescente propensione alla delocalizzazione della produzione, dall'altro da una domanda mondiale non particolarmente dinamica.
In termini di variazioni medie annue 1996-2006 valori molto elevati caratterizzano l'estrattivo e il comparto energetico che tuttavia esercitano un peso irrisorio sul totale dell'export lombardo.
Gli altri settori che evidenziano un incremento medio annuo superiore a quello complessivo sono le industrie alimentari, il coke e petrolio, la chimica, la gomma e plastica, i prodotti in metallo e i mezzi di trasporto.
Nel settore alimentare un'espansione della domanda mondiale piuttosto modesta si affianca ad un incremento dell'export regionale relativamente sostenuto.
L'export per provincia
Nel 2006 Milano copre quasi il 45% dell'export lombardo. Ad una notevole distanza il capoluogo di regione è seguito da Brescia (13,1%), Bergamo (12,6%) e Varese (9,2%).
Nel 2002-2006 tuttavia l'andamento dell'export milanese è migliore solo di quello relativo a Como, caratterizzato da un lieve calo.
Negli anni più recenti mostrano l'incremento più elevato Cremona e Lodi; ciò nonostante il peso delle due province sull'export regionale complessivo nel 2006 rimane di entità ridotta.
Una crescita relativamente sostenuta nel 2002-2006 coinvolge Brescia, Bergamo e Varese, province che, come già detto, esercitano un'incidenza non trascurabile sulle esportazioni lombarde.
Se si prende in esame il lungo periodo si nota che tra il 1995 e il 2006 quasi tutte le province lombarde vedono aumentare la propria incidenza sull'export regionale a scapito delle diminuzioni di Como, Varese e soprattutto Milano.
Gli incrementi più consistenti in termini di quote sul totale regionale coinvolgono Bergamo, Brescia e Lecco, quelli più modesti Sondrio e Pavia.
Le variazioni medie annue 1996-2006 mostrano valori superiori alla media regionale per tutte le province ad eccezione di Milano e Varese.
La crescita più intensa coinvolge Lodi e Lecco che, tuttavia, coprono l'export lombardo per meno del 5%.
Se si guarda all'incidenza dell'export provinciale sulla domanda mondiale si nota che tra il 1995 e il 2005 quasi tutte le province seguono l'andamento della quota regionale caratterizzata da un calo tra il 1995 e il 2000 ed un lieve recupero tra il 2000 e il 2005.
Non seguono tale evoluzione Milano e Como, le cui quote percentuali scendono progressivamente nei due sottoperiodi e Lecco e Lodi, la cui incidenza sulla domanda mondiale, sebbene estremamente ridotta, aumenta tra il 1995 e il 2005.
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