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Rapporto innovazione Italia e Lombardia

Secondo il Rapporto innovazione presentato dalla Camera di Commercio di Milano a fine novembre, in Italia ci sono 124.623 imprese innovative e ad alto contenuto tecnologico che rappresentano il 2,4% del totale nazionale.
Dal primo trimestre 2005 al terzo trimestre 2006 sono cresciute del 6,7% con un incremento di 7.790 aziende.

Milano è la prima provincia italiana per imprese innovative: sono più di 15.400 le imprese meneghine che guardano al futuro (12,4% del totale nazionale).
Seguono Roma con 8.753 imprese (7%) e Torino, con 6.742 imprese (5,4%). Vicine alla testa della classifica Napoli, che occupa il quarto posto e Brescia, che rimane stabile al quinto posto.
Caserta è la provincia italiana che ha dimostrato la crescita percentuale più forte nei diciotto mesi, +13,9% (+130 imprese), seguita da Foggia e Lecce con rispettivamente +12,9% e +12,2% (+76 e +115 imprese).

HIGH TECH

La Lombardia, con le sue 27.617 imprese, costituisce il 22,2% del totale nazionale delle imprese innovative e ad alto contenuto tecnologico (prima regione in Italia; seconda il Lazio con il 9,1%).

A livello settoriale il 63,8% è concentrato nel settore dell'informatica e attività connesse (17.630), il 19,9% nel comparto degli strumenti di precisione, il 6,8% nelle telecomunicazioni, il 2,5% nella fabbricazione di elaboratori, sistemi e altre apparecchiature informatiche, il 2,2% nella ricerca e sviluppo.

Milano si conferma centro di gravità lombardo concentrando il 55,8% delle aziende high tech, seguono Brescia 10,7%, Bergamo 8,2% e Varese 6,8%.
La Milano tecnologica si dedica per il 66,1% all'informatica. Secondo settore quello delle industrie che fabbricano strumenti di precisione (17,7% del totale high tech milanese e il 10,9% del comparto italiano).
Importante anche la fabbricazione di prodotti farmaceutici (99 imprese, più del 52% del totale nazionale) e gli studi di architettura ed ingegneria (180, pari al 9,6% del totale italiano). Sono 423 le imprese che si dedicano alla ricerca e sviluppo, pari al 15,5% delle imprese nazionali del comparto e a quasi il 3% delle aziende innovative meneghine.

Varese è specializzata nello spazio con 14 aziende dell'aero-spazio (0,7% delle imprese innovative varesine).
Brescia nelle telecomunicazioni (9,9%) Sondrio negli strumenti di precisione (28,7%) e Lodi nei servizi di ingegneria integrata (0,5%).

Il settore high tech fornisce in Italia lavoro a 833.323 addetti (5% degli addetti di tutti i settori), il 17,4% dei quali, quasi 145.000 unità, è attivo nella provincia di Milano.
Roma è la seconda per occupazione nel settore dell'alta tecnologia con il 13,3% degli addetti.
Torino chiude il podio con il 7,6% degli addetti pari a 62.945; quarta Napoli con 4,2% del totale nazionale pari a 34.585 addetti.

Quasi un addetto italiano high tech su 4 è lombardo. Con i suoi 212.789 addetti nel settore tecnologico la Lombardia da sola rappresenta il 25,5% di tutti gli addetti nazionali del comparto.
Milano da sola concentra il 68% di tutti gli addetti lombardi.

Varese pesa per il 7,5% sul totale lombardo e per il 2% circa su quello nazionale. Seguono, a pari merito, Bergamo e Brescia con il 6% lombardo e con l'1,6% nazionale.

RICERCA E SVILUPPO

Nel 2004 in Italia si è destinato alla ricerca e sviluppo l'1,14% del PIL nazionale, meno della media europea dell'1,9%. I Paesi europei che più hanno investito sono la Svezia con il 3,7% e la Finlandia con il 3,51%.
Nello stesso anno in Italia sono stati investiti in ricerca e sviluppo oltre quindici miliardi di euro, di cui oltre la metà (55,2%) concentrata nelle regioni del Nord Italia.

La spesa maggiore in Lombardia con 3.234.374.000 euro, il 21,2% del totale Italia, Lazio (17,5%) e Piemonte (12,4%).
I maggiori finanziatori le imprese con oltre sette miliardi di euro, il 48% dell'investimento totale, e le università con oltre cinque miliardi di euro, il 33% del totale.

Nelle regioni del Nord la maggiore concentrazione di investimenti delle imprese: Lombardia (70,3% della spesa regionale in R&D), Piemonte (77,9%), Valle d'Aosta (63,2%), Liguria (50,8%).
Il Lazio la regione dove è stata maggiore l'incidenza delle amministrazioni pubbliche sulla spesa in R&D, con investimenti per oltre 1,3 miliardi di euro, pari al 50,9% del totale della spesa regionale.

Sono oltre 164.000 gli addetti nel settore della ricerca e sviluppo in Italia, concentrati soprattutto nel Nord-Ovest (32,1%, 53 mila addetti). Le regioni che assorbono il maggior numero di addetti sono il Lazio, che con oltre 30.000 unità pesa per il 18,3% del totale italiano, la Lombardia (29.407, 18%), il Piemonte (11,1%) e l'Emilia-Romagna (10,2%).

Il settore privato viene diviso tra istituzioni no profit e imprese.
Nel settore no profit il maggior numero di addetti, oltre 67.500, il 41,2% del totale addetti, distribuiti soprattutto in Lombardia (63% del totale addetti lombardi e 27,3% del totale addetti no profit Italia) e Piemonte (74% e 20%).

Le imprese italiane impiegano quasi 61 mila addetti, il 37% del totale nazionale, mentre il 20% (32.401) lavora per amministrazioni pubbliche.

BREVETTI EUROPEI 

Sono state 4.199 le domande di brevetto europee di origine italiana depositate nel 2005. L'Italia è il 6° Paese europeo con il 6,6% del totale delle domande di provenienza europea e il 3,3% delle domande totali.
Per numero di brevetti concessi nello stesso anno, l'Italia scala invece una posizione raggiungendo con 1.868 brevetti il 5° posto, dopo Germania, Francia, Regno Unito e Svizzera, ma prima di Olanda, Svezia e Finlandia.

La Lombardia vanta il seguente primato: 7.180 brevetti europei pubblicati in 6 anni, 1.456 solo nel 2004, con una crescita nel periodo del 39% ed un peso del 26% sul totale dei brevetti italiani pubblicati nel 2004. 
È Milano la regina del brevetto europeo tra le province lombarde. Si concentra in questa provincia, infatti, il 69% delle domande lombarde e il 26% di quelle italiane pubblicate nel 2004, per un totale di 1.004.
Seguono le province di Bergamo con 113 domande, il 7,8% del totale Lombardia, Brescia con 93 domande, il 6,4%, e Varese con 71, il 4,9%.

IMPORT EXPORT NEI SETTORI AVANZATI

Un export di merci innovative di oltre 13 miliardi di euro e un import di circa 21, per un giro d'affari complessivo di circa 34 miliardi.
I prodotti farmaceutici, chimici e botanici si attestano come la merce italiana più esportata con il 43% sul totale delle esportazioni innovative, ma anche la più importata con il 32,5% sul totale delle importazioni.
Al secondo posto con il 13% dei prodotti innovativi italiani esportati, valvole e tubi elettronici.

Nell'import emergono le macchine per ufficio, elaboratori ed apparecchiature per sistemi informatici con il 18% delle importazioni italiane, seguono gli apparecchi trasmittenti per la radiodiffusione e la televisione e gli apparecchi per la telefonia con il 13%.

Un export che supera i 5 miliardi di euro e un import che sfiora i 13 miliardi per un interscambio totale di quasi 18 miliardi nei primi sei mesi del 2006. La Lombardia copre, così, il 40% delle esportazioni italiane e il 61% delle importazioni.
Tra tutte le province lombarde è Milano a imporsi con il 73% delle esportazioni regionali e con il 29% di quelle nazionali. Milano pesa anche per l'87% sulle importazioni lombarde.
Tra le province lombarde Varese contribuisce al 13% dell'export regionale e al 5% di quello nazionale.

Tra le merci innovative lombarde più esportate nel mondo risaltano i prodotti farmaceutici, chimici e botanici per usi medicinali con il 40,5% sul totale delle esportazioni regionali.
Nell'import sono ancora i prodotti farmaceutici, chimici e botanici per usi medicinali ad emergere con il 30% delle importazioni lombarde.

Nel primo semestre del 2006, Milano detiene un interscambio commerciale di prodotti innovativi superiore a Paesi come Lussemburgo, Portogallo, Slovacchia e Grecia e di poco inferiore all'interscambio di una nazione come la Finlandia.
Nell'Europa a 25, l'Italia si piazza al sesto posto, dopo Germania, Gran Bretagna, Francia, Olanda e Belgio e rappresenta il 5,8% dell'interscambio innovativo europeo.

IN EUROPA

Tra i prodotti high tech europei più esportati emergono i macchinari elettrici, registratori e televisori, loro accessori e parti connesse, con il 44% sul totale dell'export. Gli stessi prodotti sono i più esportati anche in Italia con il 46% delle esportazioni innovative nazionali.

Stesso discorso per l'import che vede di nuovo i macchinari elettrici prevalere sia a livello europeo, con il 42,2% delle importazioni di merci innovative, sia a livello italiano con il 42% sul totale dell'import di prodotti high tech.

La Lombardia con le sue quasi 25.000 imprese è seconda in Europa per numero di imprese innovative (settore ricerca e sviluppo e informatica), superata solo dall'Île de France con 25.453 imprese.
Da segnalare che tra le prime venti regioni europee, sei sono italiane: oltre alla Lombardia, Lazio (al 4° posto), Veneto (al 9° posto), Piemonte (10°), Emilia Romagna (11°), Toscana (14°), Campania (19°).

Considerando in termini assoluti l'occupazione nel settore manifatturiero ad alta e medio-alta tecnologia, la Lombardia è la prima regione in Europa con 443.600 addetti. Davanti a Stoccarda, Oberbayern, Île de France e Catalogna.
Tra le prime 15 regioni a livello europeo sono 4 le italiane, dopo la Lombardia che è prima, si piazzano al 6° e 7° il Veneto e il Piemonte, mentre l'Emilia Romagna è 12°, per oltre un milione di addetti, il 30% del totale delle 15 regioni.
Meglio dell'Italia solo la Germania che con 7 regioni tra le prime 15 impiega oltre 1,6 milioni di addetti, il 45% del totale.
Sono francesi complessivamente il 13,1% (473.4000) degli addetti nel settore manifatturiero high-tech e medium-tech delle regioni considerate.

Settori tenuti in considerazione

  • Fabbricazione di prodotti farmaceutici di base
  • Fabbricazione e installazione di apparecchi e impianti per telecomunicazioni (esclusa l'installazione da parte di imprese non produttrici)
  • Costruzione, riparazione e manutenzione di aeromobili e di veicoli spaziali (compresa l'attività di impiantistica)
  • Ricerca e sviluppo, fabbricazione, installazione, riparazione e manutenzione di robot industriali (per usi molteplici, compresi parti e accessori)
  • Fabbricazione di apparecchi medicali, di apparecchi di precisione e di orologi
  • Commercio al dettaglio effettuato via internet
  • Telecomunicazioni
  • Studi di architettura e di ingegneria
  • Fabbricazione di elaboratori, sistemi e altre apparecchiature informatiche (compresi gli accessori, escluse l'installazione, la riparazione e la manutenzione, informatica ed attività connesse)
  • Servizi di ingegneria integrata.