La ricerca di Confindustria "L'Italia vista dall'Europa" confronta i progressi dei 27 Paesi dell'Europa in termini di riforme strutturali a supporto della competitività.
L'Italia, come al solito, figura in coda alla classifica insieme a Malta e Portogallo. Tra i big, progressi medi per Gran Bretagna e Francia, più contenuti per Germania.
Il trend migliore è stato registrato da Irlanda, Olanda e Danimarca.
Rispetto alle scorse edizioni, l'Italia migliora solo per:
- la riduzione del numero di giorni necessari ad aprire un'impresa passato da 23 a 13 giorni (contro i 5 della Danimarca)
- il tasso di disoccupazione pari al 7,1% leggermente inferiore alla media Ue (7,9%).
Negativo lo scenario per quanto riguarda:
- la crescita economica (+2% contro il 2,9% medio dell'Ue nel 2006)
- la produttività del lavoro (+0,4% contro il +2% della Germania)
- gli investimenti in Ricerca e Sviluppo (18 miliardi di dollari all'anno contro i 40 della Francia e i 60 della Germania)
- il numero di ricercatori (72.000 contro i 280.000 circa della Germania)
- la capacità di attrarre gli investimenti esteri
- il business climate (in Italia si attendono anni per avere verdetti che in altri Paesi si ottengono in pochi mesi e il costo dell'energia è doppio rispetto alla Francia).