Previsioni, analisi congiunturali, dati sull'interscambio commerciale italiano (Istat) e report internazionali.
Il mercato italiano M&A nel 2011 fatica a decollare. Circa 23,6 miliardi di euro di controvalore (contro i 20 del 2010) con 295 operazioni completate (contro le 279 del 2010).
Nel 2010 gli operatori commerciali attivi all’esportazione, pari a 205.974 unità, hanno dimostrato capacità di recupero nei mercati esteri.
Il Global competitiveness Index misura i fattori microeconomici e macroeconomici di 142 Paesi per determinarne il livello competitivo.
L’Ufficio Informazione Economica e Statistica della Camera di Commercio di Milano ha realizzato uno studio sull’interdipendenza economica tra Italia e Paesi Bric.
L’analisi della Banca Mondiale, condotta su 183 Paesi, prende in considerazione le tasse che una piccola e media impresa deve pagare sui profitti commerciali.
Il 2011 si era aperto con una ripresa dei flussi mondiali di investimenti diretti esteri. Si è però manifestata un’inversione di tendenza che nel terzo trimestre è tramutata in crollo, in concomitanza con l’aggravarsi della crisi finanziaria dell’Eurozona.
In un contesto globale negativo per gli investimenti cross border, nel secondo trimestre 2011 l’Italia ha attirato solo 31 nuovi progetti di investimento estero. È quanto emerge dall’aggiornamento di ottobre dell’Osservatorio degli Investimenti diretti Esteri, realizzato da Invest in Milan e dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Milano.
L'Istat ha pubblicato l’edizione 2012 di Noi Italia. Il sito offre un quadro d’insieme dei diversi aspetti socio economici del nostro Paese, della sua collocazione nel contesto europeo e delle differenze regionali che lo caratterizzano.
Nel 2009, il Pil pro capite si attesta a 30.408 euro nel Nord-Ovest; seguono il Nord-Est, con 29.965 euro e il Centro con 27.914 euro. Il Pil pro capite, nel Mezzogiorno, scende a 17.417 euro, il 44% in meno di quello del Nord-Ovest.
Anche se molti paesi hanno saputo correggere squilibri fiscali fondamentali, lo scenario fiscale mondiale è ancora soggetto a un alto tasso di rischio.