Nella zona dell’euro molti paesi hanno definito piani di rientro dei deficit pubblici a medio periodo e hanno rafforzato le istituzioni fiscali. Ciononostante sono aumentati i differenziali del costo del credito, in particolare in Italia e in Spagna.
I paesi che stanno subendo i più forti attacchi speculativi non hanno altra possibilità che ridurre rapidamente il proprio deficit di bilancio. I paesi che godono invece di maggiori margini di manovra fiscale possono adottare un piano di rientro più graduale.
Per minimizzare gli effetti delle nuove misure fiscali sulla crescita economica è importante spostare parte del carico impositivo dalla manodopera al consumo e realizzare efficaci piani di privatizzazione.
In Giappone e negli Stati Uniti gli interventi di riequilibrio delle finanze pubbliche sono stati più limitati, ma i tassi di interesse rimangono storicamente bassi.
Nelle economie emergenti, che richiedono a medio periodo minori interventi di risanamento, l’approccio fiscale in alcuni casi non è sufficientemente restrittivo in considerazione delle spinte inflazionistiche e della rapida crescita sostenuta in parte dal grande afflusso di capitali.
Fiscal Monitor