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ICT: -1,7% nel primo semestre 2011

Assinform ha diffuso i primi dati sull’andamento dei settori It e Tlc nel primo semestre 2011, elaborato in collaborazione con NetConsulting.  

It: hardware -4,1%, crollano i Pc: desktop -9,7%, notebook - 14,6%, software a +0,3% e i tablet crescono del 347% (398.000 unità vendute). Tlc: - 2,7%, servizi Tlc -2,8%, terminali -0,8%; infrastrutture -3,3%, crescono solo i Vas mobili +6,8%,   fissi +2,1% - banda larga: + 5,2% raggiunta quota 13.602.000 accessi.

Il calo dell’1,7% registrato dalla domanda di Information Technology nel primo semestre del 2011, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, conferma che l’It italiano sta vivendo una forte crisi di mercato, che perdurerà nei prossimi mesi.

L’indagine congiunturale, effettuata a luglio su un campione di aziende associate, evidenzia uno stato di sofferenza sull’andamento dei fatturati  (in peggioramento per il 25% delle medie imprese rispetto al 14% rilevato ad aprile, per il 7% delle grandi rispetto al 5% di aprile).

Tagli di spesa, differimento degli investimenti da parte soprattutto dei grandi clienti: la Pa, il settore bancario, la grande distribuzione, l’industria. E la situazione è aggravata dai crescenti ritardi di pagamento (la voce crediti insoluti è in peggioramento per il 27% del campione).

Gli ordinativi sono in peggioramento per il 25% delle piccole e delle medie, mentre sul fronte dell’occupazione la gravità della crisi si manifesta con un netto peggioramento del numero dei dipendenti per il 29% delle grandi imprese e il 25% delle medie, mentre per i consulenti il peggioramento riguarda il 25% delle medie (ad aprile le medie si dividevano fra 57% stabile e 43% migliorato), mentre nelle grandi imprese riappare la voce “molto peggiorato” per quasi l’8%. Vale per tutte le categorie di imprese It uno stato di crescente indebitamento e

Il processo di digitalizzazione viaggia ormai soprattutto a livello locale, attraverso l’azione di alcune Regioni, grazie a spinte dal basso. Tanti gli esempi virtuosi quello dell’Emilia Romagna, dove l’amministrazione regionale, intensificando la digitalizzazione, risparmia su carta, energia, spazi, trasporti per milioni di euro.

I tablet nei primi sei mesi dell’anno hanno registrato una crescita del 347% passando dalle 89.000 unità vendute nel primo semestre 2010, alle 398.000 di giugno 2011. Un altro piccolo, ma significativo segnale positivo è costituito dalla risalita del software a +0,3%, rispetto al - 1,2% registrato a fine primo semestre dell’anno precedente, a riprova del fatto che le imprese continuano a investire, anche se meno di prima.

Il mercato dell’ICT - Informatica (IT) e Telecomunicazioni (TLC) – si è attestato a metà 2011 a quota 28.913 milioni di euro, con un calo di -2,4% eguale a quello registrato nel primo semestre dell’anno precedente.

Il mercato dell'informatica, 8.763 milioni di euro ha mostrato uno slittamento (-1,7%) più contenuto rispetto alla prima parte del 2010 (-2,5%) e soprattutto del 2009 (-9%), a conferma dello sforzo delle imprese di continuare comunque ad investire in IT anche in condizioni di criticità. In questo senso vanno anche i cali molto modesti delle componenti dei servizi (-1,2%, contro il -3,7% del primo semestre 2010) e dalla tenuta del software (+0,3, a fronte del - 1,2% del primo semestre 2010). Sul calo dell’hardware (-4,1%) hanno invece influito difficoltà di mercato e il calo dei prezzi.

Il mercato delle telecomunicazioni (apparati, terminali e servizi per reti fisse e mobili) è risultato pari a 20.150 milioni, con un calo (-2,7%) che appesantisce ulteriormente quello dell’anno prima (-2,3%), ancora per effetto di evoluzioni fisiologiche sul fronte delle componenti di rete fissa e di evoluzioni tariffarie non compensate da maggiori volumi di traffico nelle aree di punta (servizi in banda larga, servizi valore aggiunto su rete mobile, ecc.)..

Informatica -1,7%

Il mercato italiano dell’IT - pur mostrando evoluzioni qualitative interessanti sui fronti delle applicazioni mobili, del cloud computing, dell’informatica personale, dei pagamenti - permane in una fase recessiva. Le componenti assunte a indicatore della volontà di innovare (software e servizi) sono quelle che meno hanno sofferto, senza però compensare un calo dell’hardware che dà conto dei limiti oggettivi a investire in un contesto di stagnazione.

Nell’hardware, il calo delle vendite in valore (-4,1%, da rapportare al -1,1% del primo semestre 2011) è testimoniato soprattutto dal calo delle vendite di PC (3.129.000 unità, -12,8%), risultante da un calo marcato dei portatili (2.100.000 unità, -14,6%) e dei desktop (940.000, - 9,7%), non certo compensato dal lieve incremento del PC server (89.000, +1,6%). Il calo riporta i risultati di vendita in volume al di sotto dei livelli del primo semestre del 2009, dopo il forte ricupero del primo semestre del 2010 (3.587.600 unità, + 16%). Tutto questo in volumi. Infatti, il risultato in valore ha sofferto anche di un calo dei prezzi medi unitari del 3-4%. Nota positiva del comparto è il decollo dei tablet PC mostrano vendite quadruplicate rispetto al primo semestre del 2010.

Nel software (1.937 milioni di euro) il mercato ha tenuto, mostrando anche un lieve incremento (+0,3% contro il -1,2% del periodo corrispondente dell’anno prima). Il software di sistema (255 milioni) ha contenuto il calo al –0,8% contro il -1,2% del primo semestre 2010; il software applicativo (-0,2%) è rimasto pressoché stabile, mentre il middleware è cresciuto dell’1,8%.

Telecomunicazioni: -2,7%

Nel primo semestre 2011 il mercato delle telecomunicazioni (apparati, terminali e servizi per reti fisse e mobili) ha raggiunto i 20.150 milioni di euro (-2,7%), limando al ribasso la già modesta performance dell’anno prima (-2,3%). Tutte le componenti sono risultate in affanno: le infrastrutture (1.615 milioni, in calo del -3,3%, dopo il -5,6% dell’anno prima), che continuano a soffrire di un quadro di riferimento incerto; i terminali (2.490 milioni, -0,8%); e la componente più corposa, quella dei servizi (16.045 milioni- 2,9%, dopo il – 2,2% dell’anno prima), per la prosecuzione di lanci di tariffe al ribasso, integrate voce-dati e promozionali, sia sul fronte mobile che fisso.

L’altra vista del mercato complessivo delle telecomunicazioni, quella per fisso e mobile (11.145 milioni per il mobile, -1,4%; 9.005 milioni per il fisso, -4,3%) non fa che accentuare le difficoltà dello scorso anno, evidenziando la raggiunta maturità del segmento mobile.

Nei servizi tutte le componenti più tradizionali sono risultate ancora in calo: servizi tradizionali di fonia, dati e connettività su rete fissa - 6,6%, nonostante l’incremento del traffico Internet)e servizi voce su rete mobile (6.040 milioni, -5%). Sono invece cresciuti i servizi a valore aggiunto su rete fissa +2,1% e mobile (SMS, MMS, Internet), con 2.905 milioni di servizi erogati.

Il mobile vede crescere ancora del 3,2% (a 96 milioni) il numero di linee e dell’1,1% quello degli utenti attivi (47 milioni, in gran parte con più linee, legate anche ad internet key e tablet connessi).

E’ anche cresciuto, ma di poco (5,2%) il numero di connessioni in banda larga, che ora interessano oltre 13,6 milioni di utenti (96,6% in modalità XDSL e 3,4% in fibra ottica).

Previsioni incerte

Sulle previsioni dei mercati dell’IT e delle TLC per l’intero 2011 gravano le recenti revisioni al ribasso sui fondamentali macroeconomici del Paese. Per l’intero anno, ci si attende un calo del mercato aggregato delle telecomunicazioni (apparati, terminali e servizi) compreso tra il -1,5 e il -4,1%. Per l’IT nel suo complesso (hardware software, assistenza e servizi) il calo atteso è più contenuto, tra il -1,2% e il -2,8%.

Ufficio Stampa Assinform
Stefania Follador
s.follador@assinform.it