La ripresa avviata nel 2010 rischia però di affievolirsi nel 2012, complice il quadro internazionale ancora particolarmente instabile.
Secondo il preconsuntivo elaborato da UCIMU-Sistemi per produrre, nel 2011, la produzione italiana di settore è cresciuta a 5.019 milioni di euro, segnando un incremento del 19,6% rispetto all’anno precedente. Il risultato è stato determinato dall’ottima performance delle esportazioni che, cresciute del 29,3%, hanno raggiunto quota 3.367 milioni di euro.
Secondo l’elaborazione del Centro Studi UCIMU sui dati ISTAT, nei primi otto mesi dell’anno, paesi di destinazione dell’export italiano di macchine utensili sono risultati:
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Germania (+62,9%) - 228 milioni
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Stati Uniti (+99,4%) - 170 milioni
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Brasile (+84,1%) - 115 milioni
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Francia (+23,2%) - 105 milioni
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India (+19,7%)
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Russia (+15%)
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Turchia (+85,1%)
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Polonia (+55,3%)
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Spagna (+14%).
In controtendenza le vendite in Cina (-0,4%) che, con 240 milioni di euro, è comunque primo mercato di acquisizione di made in Italy di settore.
Differente è invece l’andamento del mercato domestico. Il consumo, pur in crescita dell’11,9%, si è attestato a 2.761 milioni di euro, valore che denota la debolezza della domanda espressa dagli utilizzatori italiani.
Più marcato l’incremento delle importazioni (+26,7%) il cui valore assoluto resta comunque appena sopra i 1.100 milioni. Dall’analisi relativa al periodo 2008-2011, emerge che la quota di import su consumo cresce meno di un punto percentuale, passando da 39,9% a 40,2%. Al contrario, il rapporto export su produzione guadagna dieci punti percentuali, passando dal 57% del 2008 al 67,1% del 2011. Pur non essendo direttamente collegati, i due indicatori evidenziano la capacità dei costruttori di mantenere il presidio del mercato interno pur intensificando, in modo deciso, l’attività oltre confine.
Le previsioni 2012, pur di segno positivo, evidenziano una “crescita rallentata”. In particolare, la produzione, attesa in crescita del 3,4%, raggiungerà quota 5.190 milioni di euro. A fronte del buon andamento del mercato estero, che crescerà del 4,8% a 3.530 milioni di euro, il mercato interno frenerà la sua corsa: i consumi saliranno a 2.820 milioni di euro, il 2,1% in più rispetto al 2011. La quota di produzione destinata oltre confine arriverà al 68%.
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