Nel primo trimestre 2012, l’indice degli ordini macchine utensili, elaborato da Ucimu-sistemi per produrre, ha registrato un incremento del 10,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per un valore assoluto pari a 124,7 (2005=100).
Si allunga così il trend positivo che, con esclusione dell’ultima rilevazione relativa al 2011, conta otto trimestri consecutivi di crescita a conferma del buon andamento dell’attività delle imprese italiane del comparto. Il risultato è stato determinato, ancora una volta, dalla domanda straniera.
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L’indice degli ordini esteri è cresciuto del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per un valore assoluto record pari a 158,9.
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Al contrario, l’indice degli ordinativi interni, cresciuti solo dello 0,1% rispetto al primo trimestre del 2011 per un valore assoluto pari a 69,3, dimostra tutta la debolezza del mercato domestico.
La paralisi degli investimenti interni in tecnologia di produzione alimenta il rischio di perdita di competitività del sistema industriale italiano a tutti i livelli della filiera produttiva. Il mancato aggiornamento degli impianti produttivi si ripercuote direttamente sui processi manifatturieri e quindi sugli stessi prodotti made in Italy.
Il pericolo di arretramento del sistema industriale italiano è reale se si considera che molti concorrenti stranieri stanno invece continuando a investire in macchinari avanzati, efficienti, ecocompatibili, rispondenti alle norme della sicurezza e del risparmio energetico, riducendo sempre più il gap di cui godeva l’industria italiana.
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