L’industria mondiale delle macchine tessili mostra una scarsa dinamicità degli scambi commerciali. Negli ultimi anni hanno incrementato le proprie quote di mercato soprattutto i costruttori del Far East, in special modo quelli cinesi.
Secondo l’Osservatorio sulla dinamica economico finanziaria delle imprese meccanotessili la Cina, oltre a rappresentare il principale mercato del settore, è il quinto esportatore mondiale di macchine tessili, alle spalle di Germania, Giappone, Italia e Svizzera.
La concorrenza asiatica, pur posizionata su fasce basse del mercato, si dimostra in tutta la sua forza soprattutto nei mercati asiatici, dove la richiesta per macchine tecnologicamente avanzate è ancora limitata.
Nel contesto internazionale l’Italia resta tra i leader del settore, sia in termini produttivi che esportativi. La sua quota di mercato è pari all’11%.
Il 2007 ha confermato il recupero del meccanotessile italiano già evidenziatosi nel 2006.
Il valore della produzione nazionale ha sfiorato lo scorso anno i 2.800 milioni di euro, con un incremento del 3% rispetto all’anno precedente.
Le esportazioni, cresciute del 2% rispetto al 2006, hanno raggiunto i 2.150 milioni di euro.
Il risultato del 2007 deriva soprattutto dal buon momento delle macchine per la manutenzione del tessile:
- produzione +42%
- export +66%.
Il comparto delle macchine tessili propriamente detto, invece, ha subito una flessione sia della produzione (-1%) che dell’export (-4%).
Il mercato interno rappresenta una nota positiva: le consegne realizzate dai costruttori italiani sono cresciute dell’8% su base annua.
La ripresa degli investimenti da parte del settore tessile italiano è confermata anche dall’andamento delle importazioni: nel 2007 hanno superato i 630 milioni di euro, con un incremento del 10% sul 2006.
La situazione congiunturale attuale presenta però varie incognite:
- il rincaro delle materie prime
- il rallentamento delle principali economie
- il forte apprezzamento dell’euro (le esportazioni italiane rappresentano l’80% della produzione).
Il ruolo della Grande Distribuzione
Hermes lab - che ha curato il focus dell’Osservatorio ACIMIT dal titolo “Chi dirige la filiera tessile/abbigliamento?” - ha rilevato che, a partire dalla metà degli anni Novanta, c’è stata una crescita del potere di mercato della grande distribuzione su scala globale.
In passato le decisioni strategiche (cosa produrre, a quali prezzi e attraverso quali canali vendere) erano in larga parte nelle mani dell’industria. Oggi sono invece i distributori, con dimensioni quasi sempre superiori a quelle dei produttori, a controllarle.
Questa riorganizzazione accentua la pressione della concorrenza in campo industriale e tende a concentrare il valore aggiunto e i profitti nella parte terminale della filiera.
I costruttori meccanotessili hanno inoltre visto diminuire la loro capacità di fare previsioni della domanda di macchinario a livello mondiale.
Le aziende del settore nei prossimi anni saranno chiamate a:
- spostare sempre più in alto il livello tecnologico della propria offerta
- approfondire le competenze tecnologiche e la stretta relazione con il cliente per soddisfare la richiesta proveniente dalle nuove nicchie di mercato
- proporsi non più come semplice costruttore di macchinario, ma come società di servizi capace di fornire soluzioni complesse.
Informazioni:
Ufficio Studi/Stampa ACIMIT
Mauro Badanelli
Tel. 02 4693611
Mail