Per l’industria italiana delle macchine tessili il 2008 è stato un anno decisamente negativo. La produzione, pari a 2.447 milioni di euro, è diminuita del 13% rispetto al 2007.
La recessione globale e il conseguente rallentamento dei consumi hanno influenzato l’intera attività produttiva del tessile/abbigliamento mondiale. La frenata degli investimenti penalizza i costruttori di macchine tessili. Non solo quelli italiani. Le aziende tedesche, quelle giapponesi e quelle svizzere incontrano le medesime difficoltà, con ordini e fatturato in calo.
In Italia la flessione riguarda sia le vendite all’estero sia quelle sul mercato interno.
Le esportazioni sono passate dai 2.164 milioni di euro del 2007 ai 1.909 milioni di euro del 2008. Nei principali mercati, Cina, India e Turchia, le imprese tessili non investono. L’export italiano ha registrato aumenti solo in pochi paesi (Brasile e Russia in primis).
Sul mercato italiano la difficile situazione in cui si dibatte l’intera filiera tessile ha depresso la domanda di nuovi macchinari (-17% su base annua).
L’Osservatorio ACIMIT 2009, riflettendo sul futuro della filiera produttiva, ha sottolineato come alle aziende meccanotessili sarà richiesto uno sforzo ulteriore per adattare la propria produzione alle richieste che provengono dalla grande distribuzione (che ha quasi sempre dimensioni superiori a quelle dei produttori).
Consegne rapide, personalizzazione dell’offerta e lotti minimi non si possono più considerare dei costosi servizi offerti solo ad alcuni clienti. Sono ormai diventati un cruciale fattore di competitività, tanto quanto la qualità dei prodotti.
Le aziende meccanotessili vincenti saranno quelle capaci di proporre un modello di produzione flessibile e di adattarsi alle esigenze della filiera a valle.
Informazioni:
Ufficio Studi/Stampa ACIMIT
Mauro Badanelli
Tel. 02 4693611
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