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I primati dell'agroalimentare italiano

Coldiretti - Swg ha realizzato a ottobre 2009 un’indagine sull’agroalimentare italiano presentata nel corso del Forum Internazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione organizzato dalla Coldiretti a Villa d'Este di Cernobbio.

Il modello agricolo italiano ha conquistato primati a livello internazionale non solo nella qualità, tipicità e salubrità delle produzioni, ma anche nel valore aggiunto per ettaro di terreno (la ricchezza netta prodotta per unità di superficie) che è oltre il triplo di quello Usa, doppio di quello inglese, e superiore del 70 per cento a quelli di Francia e Spagna.

Le produzioni italiane hanno anche il primato della sicurezza alimentare, con un record del 99 per cento di campioni regolari di frutta, verdura, vino e olio, con residui chimici al di sotto dei limiti di legge.

Nel nostro Paese si trova un terzo delle imprese biologiche europee e un quarto della superficie bio dell'Unione superando il milione di ettari. L'agricoltura italiana vanta inoltre la leadership nei prodotti tipici con 182 prodotti a denominazione o indicazione di origine protetta riconosciuti dall'Unione Europea senza contare le 4.471 specialità tradizionali censite dalle regioni.

Delle quattro A (Alimentare, Automazione meccanica, Arredamento, Abbigliamento) normalmente considerate i punti di forza del made in Italy, solo il cibo e la moda hanno un valore aggiunto se fatti in Italia secondo la maggioranza degli italiani.
Dall’indagine emerge che quasi la metà degli italiani (47 per cento) ritiene che un alimento realizzato con prodotti coltivati o allevati interamente in Italia valga almeno il 30 per cento in più (il 27 per cento ritiene che valga almeno il doppio e il 20 per cento un terzo in più). Non sorprende quindi che il 54 per cento degli italiani preferisce acquistare prodotti alimentari locali e artigianali che battono nettamente le grandi marche.

La superiorità del Made in Italy alimentare è attribuita nell'ordine:

  • al rispetto di leggi più severe
  • alla bontà e freschezza
  • alla garanzia di maggiori controlli.

L'attenzione all'origine del prodotto è evidenziata dal fatto che ben il 98 per cento degli intervistati ritiene che dovrebbe essere sempre indicato il luogo di allevamento o coltivazione dei prodotti contenuti negli alimenti.

La vittoria del prodotto legato al territorio è confermata dal fatto che quasi due terzi degli italiani (65 per cento) si sentirebbero più garantiti da un marchio degli agricoltori italiani rispetto al marchio industriale (13 per cento) e a quello della distribuzione commerciale (8 per cento).

L’opinione è confermata dal fatto che nel 2009 è si registrato un vero boom degli acquisti diretti dai produttori dove compra regolarmente l'11 per cento degli italiani e ben il 47 per cento ha dichiarato di farlo almeno qualche volta.

I prodotti di qualità resistono alla crisi con un italiano su tre (33 per cento) che acquista regolarmente prodotti a denominazione di origine e il 14 per cento prodotti biologici.
Nel primo semestre del 2009 i consumi familiari di prodotti biologici confezionati in Italia crescono, secondo Ismea Ac Nielsen, del 7,4 per cento, in controtendenza rispetto all'andamento generale.

Fonte: Indagine Coldiretti – Swg