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Registrare un marchio in Italia o in Europa?

Che differenza c'è tra la registrazione di un marchio in Italia e in Europa in termini di costi e tempi?

È possibile registrare come marchio qualunque segno distintivo dell'impresa (parola, logo, disegno, sigla, colore, ecc.), purché:

  • sia idoneo a distinguere i prodotti/servizi di un'impresa da quelli delle altre imprese
  • non sia un'indicazione generica.

Occorre innanzitutto svolgere delle preventive ricerche di anteriorità per verificare che marchi identici e/o simili non siano già stati depositati/registrati da terzi nel territorio di interesse.
Per tutelare il marchio bisogna depositare una domanda di registrazione presso i competenti Uffici.

Marchio italiano valido solo in Italia

Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – uffici decentrati presso le Camere di Commercio.
Le tasse si pagano al momento del deposito; la registrazione viene normalmente concessa dopo circa 2 anni.
Il marchio deve essere usato entro 5 anni dalla registrazione.
Eventuale azione di nullità deve essere instaurata dinanzi ad un Tribunale, sezione Specializzata di proprietà industriale.

Marchio Comunitario valido in tutti i 25 Paesi UE considerati unitariamente

Ufficio per l'Armonizzazione nel Mercato Interno UAMI di Alicante in Spagna.
Si pagano al momento deposito.
Uso entro 5 anni dalla registrazione.

A fronte dei vantaggi economici e di gestione della pratica (unico deposito, unica scadenza; possibilità di usarlo anche solo in parte dell'UE), bisogna tenere conto anche dei possibili rischi che corre un marchio comunitario.
Il marchio, infatti, sarà valido in tutto il territorio dell'Unione Europea, ma un'eventuale rilievo sollevato dall'esaminatore oppure un'opposizione o azione di nullità presentata dal titolare di un marchio o altro diritto anteriore anche solo in uno Stato dell'UE potrebbe determinare la invalidità del marchio comunitario nella sua complessità.

Singoli Stati

Designando gli Stati di interesse tra quelli aderenti all'Accordo/Protocollo di Madrid sulla Registrazione Internazionale: Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale OMPI/WIPO di Ginevra (www.wipo.int/madrid/en).

Con depositi locali presso i singoli Uffici marchi nazionali (es. Ufficio marchi francese, tedesco etc.). Ogni registrazione nazionale sarà vincolata quanto a procedura di esame, opposizione e termini d'uso alla propria legislazione nazionale.
Nelle domande di registrazione occorre sempre indicare i prodotti e servizi che si intendono contraddistinguere, designando le classi merceologiche secondo la Classificazione Internazionale di Nizza (http://oami.europa.eu/it/database/euroace.htm).

I costi

I costi variano a seconda dei Paesi da designare e degli strumenti che si vogliono utilizzare (Marchio Italiano, Marchio Comunitario, Registrazione Internazionale oppure depositi locali) e delle classi merceologiche da tutelare. Inoltre i costi devono tenere conto delle tasse, valori bollati e spese, oltre che, eventualmente, degli onorari del Consulente Marchi dal quale ci si può far assistere per valutare, depositare e gestire le pratiche di deposito e registrazione del marchio.

Esiste un Albo dei Consulenti in Proprietà Industriale abilitati (www.ordine-brevetti.it).

In collaborazione con Infoexport.it