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Come migliorare la promozione del Sistema Italia?

Il Policy brief ISPI n. 86 di Raffaele Caso dedicato alla promozione del sistema italiano all’estero suggerisce alcuni miglioramenti agli strumenti attualmente in vigore, ma scarsamente utilizzati.

In passato la promozione del sistema italiano all’estero coinvolgeva vari ministeri (degli Esteri, per il Commercio internazionale, delle Attività produttive…), amministrazioni locali (regioni, province e comuni), associazioni di categoria e altri enti (Sace, Simest, sistema camerale…).

La riforma costituzionale del titolo V del 2001 ha attribuito maggiori competenze alle regioni che:

  • rivendicavano maggior autonomia operativa
  • sottolineavano l’importanza di realizzare iniziative capaci di promuovere le peculiarità economico – imprenditoriali del loro territorio.

La nuova organizzazione presupponeva che le regioni coordinassero i loro piani promozionali con la strategia complessiva disegnata dal governo centrale per evitare di disperdere risorse e energie in una molteplicità, a volte disordinata, di piccole iniziative.

Il fatto stesso che nel giugno 2008 Raffaele Caso suggerisca di “porre in essere efficaci strutture di coordinamento e di definizione delle strategie che enfatizzino il valore aggiunto dell’azione comune stato-regioni” lascia intendere che non si è ancora giunti a un nuovo equilibrio.

Gli interventi degli ultimi tre governi

Il precedente governo Berlusconi aveva proposto di istituire gli “sportelli unici” per accorpare in un unico luogo i vari uffici di rappresentanza all’estero (del governo, delle regioni, delle Camere di commercio e delle varie associazioni di categoria) per offrire alle imprese la possibilità di avere un unico interlocutore con diverse specializzazioni e funzioni.
Ad oggi, non esistono ancora “sportelli unici” poiché le risorse da destinare sono insufficienti e perché il regolamento applicativo della legge 56 si è arenato a livello di Conferenza stato-regioni.

Il governo Prodi del 2006 aveva:

  • ripristinato il vecchio ministero per il Commercio internazionale per rilanciare la competitività del sistema produttivo italiano e per sostenere le piccole e medie imprese sul mercato globale
  • formulato un programma promozionale dell’Ice triennale, e non più annuale, per meglio condividere e discutere con tutti gli altri attori una pianificazione a lungo termine.

Il nuovo governo Berlusconi ha:

  • incorporato il ministero del Commercio internazionale nel ministero per lo Sviluppo economico
  • conferito a Luca Cordero di Montezemolo la nuova figura di “Ambasciatore del made in Italy”
  • valutato positivamente il “Tavolo strategico” (che riunisce rappresentanti delle Istituzioni centrali e periferiche con rappresentanti del mondo imprenditoriale) utile a condividere le strategie e ad assicurare la coerenza tra le iniziative decise a livello locale.

Migliorare la collaborazione orizzontale e verticale

1. Per migliorare la collaborazione orizzontale che si instaura fra regioni, l’autore consiglia di analizzare l’ordinamento federale utilizzato negli Stati Uniti, in Germania o in Austria.

I singoli stati USA hanno potuto “difendere le proprie prerogative in materia commerciale proprio attraverso un più stretto e rigoroso coordinamento che ha permesso una riduzione dei costi e una maggiore armonizzazione delle differenti legislazioni. In questo modo è stato impedito allo stato federale di invadere il campo dei singoli stati”.

In Italia, invece, la collaborazione tra le regioni finalizzata al rafforzamento delle proprie competenze rimane ancora piuttosto limitata…

2. A livello di collaborazione verticale esistono alcune forme di controllo integrativo attivabile dagli organi statali che possono garantire un maggior coordinamento fra le azioni delle singole regioni e degli altri enti locali.

A seguito della riforma costituzionale un ente autonomo non può essere controllato da un altro soggetto istituzionale, ma non vengono escluse altre forme integrative di garanzia e controllo nei confronti sia delle regioni che degli enti locali (controllo esterno non su singoli atti, ma sui risultati dell’azione locale).

Tale forma di controllo oltre a incentivare la trasparenza della gestione amministrativa locale potrebbe contribuire anche a porre in evidenza le best practices degli enti locali. Ci sarebbe quindi spazio per:

  • verifiche riguardanti il rispetto degli equilibri finanziari (riscontri sulle gestioni finanziarie e misure specifiche per gli eventuali disavanzi nei confronti dei soggetti che rientrano nell’ambito della finanza pubblica)
  • controlli esterni finalizzati a migliorare la qualità, l’efficacia e il rendimento dell’azione amministrativa.

L’autore auspica che tale controllo integrativo possa essere:

  • utilizzato con maggiore continuità dagli organi statali
  • considerato non tanto come uno strumento di ingerenza quanto piuttosto come un istituto finalizzato a una maggiore trasparenza, efficacia e coordinamento dell’esercizio delle funzioni regionali.

3. La Conferenza stato-regioni dovrebbe rappresentare un’effettiva sede di confronto politico in grado di verificare risultati, modalità e tempistica di realizzazione. A tale scopo:

  • andrebbe migliorata la reciproca informazione, la motivazione degli atti, l’accesso ai documenti…
  • l’ordine del giorno dovrebbe essere uno strumento condiviso e non più stabilito unilateralmente dal governo.

L’autore conclude affermando che: “Il miglioramento della politica commerciale internazionale italiana non deve necessariamente passare attraverso interventi legislativi e può realizzarsi in tempi relativamente brevi, purché ciascuno degli attori impegnati sfrutti fino in fondo le possibilità offerte dal legislatore.

È indispensabile infine uno sforzo comune e condiviso che veda impegnati tutti i singoli attori coinvolti (e anche le singole imprese) a far sistema, a coordinare meglio le singole attività non solo per sfruttare il principio delle economie di scala, ma anche e soprattutto per evitare la dispersione delle risorse pubbliche e proiettare all’estero una visione unitaria del nostro paese”.

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