Malgrado le recenti migliorie alla regolamentazione sull’Intellectual Property Rights (IPR), la protezione della proprietà intellettuale resta ancora uno dei maggiori ostacoli all’ingresso di nuovi investitori stranieri in Cina.
Secondo i dati contenuti nei report dell’IPRI per il 2007 e 2009 (forniti dalla Property Rights Alliance) sebbene abbia ricevuto la stessa votazione in entrambi gli anni (4.4 nell’IPR Index), la Cina è scesa dalla 45ma alla 68ma posizione nel ranking internazionale.
Analizziamo la distinzione tra l’azione amministrativa e civile (secondo il principio del dual enforcement fornito dalla legislazione cinese).
L’azione amministrativa
Può essere promossa attraverso diverse agenzie cinesi, quali il Technical Supervision Bureau (TSB), l’Administration for Industry and Commerce (AIC) e il Copyright Office and Patent Administration Office, che hanno il potere di effettuare ispezioni e, in alcuni casi, perfino di sequestrare i beni oggetto della contravvenzione e imporre multe.
L’azione è sempre eseguita dagli uffici amministrativi locali. I vantaggi di questo tipo di procedimento sono la sua velocità ed economicità, mentre dall’altro canto esso non conduce spesso ad intimazioni reali ai contravvenenti.
L’azione può assumere tre diverse accezioni a seconda del tipo di proprietà violata:
- contro violazioni di brevetti (invenzioni, utility model e design): esse sono applicate dal SIPO (State Intellectual Property Office della Repubblica Popolare Cinese
- contro violazioni di marchi registrati (attuata dal SAIC): è molto popolare poiché le formalità necessarie al suo espletamento sono ridotte al minimo e può essere condotta senza informare preventivamente il contravventore
- contro violazioni di diritto d’autore, attuata dal National Copyright Administration (NCA). Tra i suoi effetti si hanno la confisca e la distruzione delle riproduzioni illegali, oltre che l’imposizione di multe.
Se il caso fosse suscettibile di giudizio criminale, è importante chiedere agli ufficiali di mettersi in contatto con il Public Security Bureau PSB), l’organo di polizia cinese, al fine di coinvolgerlo il prima possibile nell’azione amministrativa.
L’azione civile
Può essere richiesta attraverso la Corte Popolare nel caso si riscontri una sufficiente quantità di prove, o quando l’imposizione amministrativa non abbia successo. Questa azione può essere richiesta direttamente dal danneggiato. Quando si è in presenza di una grave contravvenzione, può essere attuata l’azione criminale attraverso il PSB.
È importante tuttavia condurre indagini preventive al fine di raccogliere prove sull’identità del contravventore e sul crimine. L’onere probatorio che deve essere consegnato al PSB o alla Corte Popolare è maggiore di quello richiesto dagli organi amministrativi competenti (precedentemente elencati). Infatti, il titolare dei diritti deve fornire:
- il certificato di proprietà intellettuale (certificato di marchio registrato o di concessione d’uso)
- i relativi documenti dei prodotti coinvolti (dichiarazione di vendita non autorizzata da parte del contravventore, verifica dei prodotti sequestrati e dichiarazione sul prezzo di vendita)
- nel caso un agente agisse in nome del right holder, si deve fornire una procura distinta per il caso specifico (se la procura è firmata dal titolare fuori dai confini cinesi, il documento deve essere vidimato dal notaio responsabile per l’area e legalizzato dall’ambasciata del Paese d’origine del titolare danneggiato).
Altri e più immediati modi di tutela sono:
- la compilazione di una lettera firmata, da spedire al contravventore chiedendogli/le di fermare l’attività illecita, allegando l’impegno scritto di non procedere oltre con la violazione (se infruttuosa, essa costituirà comunque una prova per le azioni successive)
- i centri di assistenza per la Proprietà Intellettuale (IPR complaint centers), creati su iniziativa del governo cinese, che però non hanno il potere di attuare alcuna azione amministrativa (il servizio è telefonico e fornito solo in lingua cinese).
Federica Andrighetto
In collaborazione con China Briefing