Malgrado la crisi internazionale, nel 2009 i brevetti e marchi italiani concessi crescono rispetto all’anno precedente. Secondo l’Ufficio italiano marchi e brevetti le invenzioni certificate sono state più di 22.000 (18.219 brevetti, 2.361 modelli di utilità e 1.519 disegni).
I dati sono stati presentati nel corso della Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale che ogni anno viene organizzata il 26 aprile per:
Tra i brevetti concessi per invenzioni lo scorso anno le “tecniche industriali e trasporti” hanno rappresentato il 30,3% del totale mentre le “necessità umane” (attrezzi e apparecchiature che aiutano le attività manuali) il 22,5%.
Per quanto riguarda invece i disegni, i settori tradizionali del “made in Italy” hanno avuto il peso percentuale più rilevante:
- oggetti d’ornamento 18%
- arredamento 18%
- articoli di abbigliamento e merceria 11%
- apparecchi d’illuminazione 4,5%.
Deposito delle domande
Mentre si moltiplicano i brevetti concessi, anche il deposito delle domande fa segnare un trend positivo nel 2009:
- +4,5% per i modelli di utilità, con Lombardia capolista (550), seguita da Piemonte (258), Lazio (246), Veneto (231) ed Emilia Romagna
- +2,1% marchi e brevetti
- +2% sul fronte delle invenzioni, ancora la Lombardia in testa (2942), seguita da Emilia Romagna (1518), Piemonte (1116), Veneto (1289) e Lazio (745).
A giudicare dai dati, la fusione in un unico Dipartimento del Ministero Sviluppo economico di “lotta alla contraffazione” e “ufficio marchi e brevetti” sta iniziando a dare buoni risultati:
- da un lato il restyling organizzativo ha consentito di intensificare l’esame delle domande
- dall’altro la lotta alla contraffazione ha portato al sequestro di 112 milioni di prodotti (+19% su base annua).
Il 10 marzo 2010 è inoltre entrato in vigore il Regolamento di attuazione del Codice della Proprietà Industriale che semplifica e razionalizza gli adempimenti amministrativi.
Censimento Unioncamere sui brevetti europei (1998 – 2008)
Alla Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale, Unioncamere ha presentato un Censimento che analizza la situazione italiana rispetto a quella europea nel decennio 1998 – 2008. Tra le 12 nazioni più industrializzate del mondo, l’Italia risulta:
- quarta per numero di marchi comunitari depositati
- ottava per numero di brevetti (36.324) dietro a Stati Uniti, Germania, Giappone, Francia, Gran Bretagna, Paesi Bassi e Svizzera
- seconda, dietro la Germania, per le domande di design (crescita media annua del 10,4%).
Tra il 1999 e il 2008 l’European Patent Office (EPO) ha pubblicato 1.116.906 domande di brevetto. Le 36.324 domande depositate dall’Italia rappresentano il 3,3% del totale.
Molto positivo il tasso medio di variazione annua dell’Italia: 4,6% (migliore della performance di Gran Bretagna, Germania e Francia).
La capacità innovativa italiana si concentra nel biomedicale e nel packaging. La Stmicroelectronics Srl in 10 anni ha depositato 1.539 domande di brevetto europeo.
International property rights index 2010
L’International property rights index è uno studio internazionale comparativo condotto in 125 Paesi che rappresentano il 97% del Pil mondiale. Per definire l’indice IPRI vengono presi in considerazione tre parametri:
- ambiente legale e politico
- proprietà fisica
- proprietà intellettuale.
Nella classifica 2010 dei primi 10 classificati i Paesi Scandinavi sono protagonisti incontrastati:
- Finlandia 8,6 (10 votazione massima)
- Danimarca 8,5
- Svezia 8,5
- Olanda 8,4
- Norvegia 8,3
- Svizzera 8,3
- Nuova Zelanda 8,3
- Singapore 8,2
- Australia 8,2
- Austria 8,2.

Il valore medio IPRI è pari a 5,2. L’Italia, con un indice pari a 6, è al 44° posto (nel 2007 il suo indice era pari a 5,7).
Nella valutazione dell'Italia abbassa la media la mediocre percezione del sistema legale e politico (5,3).
Enrico Forzato