I Paesi membri dell’UE avranno 2 anni di tempo per recepire la normativa negli ordinamenti nazionali. Si prevede che verranno “liberate” risorse per circa 180 miliardi di euro soprattutto a beneficio delle Pmi che potranno finalmente contare su tempi certi e recuperare capacità di spesa e di investimento.
Questa misura era molto attesa anche perché, a seguito della crisi finanziaria internazionale, il sistema bancario ha operato una stretta sul credito che ha ridotto la circolazione di liquidità nei mercati.
I ritardi nei pagamenti su tutto il territorio Ue ammontano mediamente a 65 giorni. Attualmente in Italia i tempi medi dei pagamenti della pubblica amministrazione sono pari a 180 giorni (ma nel settore sanitario superano i 500 giorni).
I nuovi limiti imposti richiederanno quindi un grande sforzo organizzativo e un vero e proprio cambiamento di mentalità.