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Emirati Arabi Uniti: contratto di agenzia registrato e non registrato

Le imprese straniere che desiderano fornire beni e servizi senza stabilire una presenza fisica negli Emirati, trovano vantaggioso incaricare un agente locale. Va anzitutto detto che il contratto di agenzia può essere registrato e non registrato.

Scheda Paese Emirati Arabi Uniti

  • Secondo la Heritage Foundation in termini generali negli Emirati Arabi Uniti è più facile svolgere business rispetto all'Italia. La grande differenza riguarda principalmente l'aspetto della libertà fiscale che negli Emirati Arabi Uniti è quasi totale.
  • In termini assoluti gli Emirati Arabi Uniti hanno un Pil inferiore solo a quello dell'Arabia Saudita e dell'Iran a livello regionale e per quanto riguarda quello procapite è inferiore solo a quello del Qatar.
  • Per quanto riguarda il rating delle maggiori agenzie internazionali si tratta di una valutazione unanime sulla stabilità economica del paese con una valutazione da doppia A.

 

Gli Emirati Arabi hanno un complesso sistema per la gestione del potere attraverso la federazione dei 7 Emirati. Abu Dhabi è l'Emirato più esteso e insieme a quello di Dubai raccolgono circa i 2/3 dell'intera popolazione. E' in questi due centri che si concentra il potere politico del paese.

Gli Emirati Arabi Uniti continuano ad essere uno dei paesi con il maggiore reddito pro capite al mondo e con una crescita economica sostenuta principalmente dal petrolio, ma che negli anni si sta rapidamente diversificando.

Il Pil pro capite  supera i 48.000 $ all'anno. Tuttavia non esiste una reale redistribuzione della ricchezza soprattutto per il fatto che l'85% della forza lavoro del paese è straniera. Infatti il 21% della popolazione interna vive al di sotto della soglia di povertà.

Gli Emirati continuano ad avere una solida stabilità politica garantita dal fatto che meno del 20% della popolazione residente è cittadina e quindi riceve sovvenzioni e benessere da parte dello Stato. Per questa ragione gli Emirati sono divenuti in tempi recenti un ottimo luogo per gli investitori arabi fuggiti dalle rivoluzioni del Nord Africa e dall'instabilità siriana e libanese.

La diversificazione in campo economico, in particolare nel settore finanziario e degli investimenti, ha fatto emergere il paese come un hub economico nella regione e per molti aspetti anche a livello globale.

Negli Emirati Arabi Uniti il livello di corruzione è decisamente basso sia in termini reali sia in termini di percezione: Fondazioni quali la Heritage Foundation ha collocato gli Emirati al 35esimo posto tra i paesi più virtuosi al mondo, con un netto miglioramento avuto nel 2012.

Il clima per il business negli Emirati Arabi Uniti è tendenzialmente positivo: facilità all'import/export, sistema di tassazione, flessibilità nella determinazione della paga gli elementi positivi. Tuttavia esistono elementi che influenzano negativamente il business e tra questi una stretta legislazione sul lavoro, una scarsa disponibilità di personale specializzato e problemi di carattere burocratico.

Le prospettive del paese in numerosi settori a partire da quello turistico e dell'edilizia sono rosee, senza dimenticare il maggiore settore trainante del paese che è quello degli idrocarburi e delle infrastrutture ad esso collegate.

(Informazioni aggiornate a luglio 2012)

Gli Emirati Arabi Uniti sono uno Stato monarchico di circa 8 milioni di persone. La maggior parte dei residenti, circa l'85%, provengono dall'estero:

  • oltre il 42% proviene dall'Asia del sud ed orientale (India, Pakistan e Bangladesh)
  • il 23% proviene da altri paesi arabi
  • il 12% da altri paesi dell'Asia
  • il 6% dai paesi occidentali.

La religione predominante è quella musulmana e non è prevista la possibilità che altre confessioni religiose possano svolgere attività di proselitismo. Tuttavia nel paese sono presenti 31 chiese cristiane e templi di altre religioni delineando un clima religioso più aperto rispetto ad altre realtà della penisola arabica.

Nel paese esiste un rigido comportamento per quanto riguarda l'abbigliamento in pubblico codificato da numerose leggi. Gli occidentali possono indossare i propri abiti grazie alla presenza massiccia di espatriati nel paese, tuttavia non tutti i luoghi sono accessibili ai costumi occidentali. Esiste, infatti, l'impossibilità nei luoghi pubblici quali le spiagge mettersi in costume ed in generale mostrare ampie parti del corpo nude o poco vestite. Differente è l'atteggiamento nei luoghi dove si svolgono il business o nei luoghi privati dove possono essere attuate regole diverse e più permissive.

Dagli anni '80 ad oggi vi è stato un miglioramento per quanto riguarda la concentrazione di ricchezza passando da un indice Gini di 0,77 (alta concentrazione di ricchezza) a 0,59. Inoltre per quanto riguarda un altro importante indice, quello dello sviluppo sociale, gli Emirati Arabi Uniti hanno standard che si avvicinano più a quelli occidentali rispetto alla media dei paesi arabi.

Le maggiori problematiche legate alla stabilità del paese sono costituite dal crescente ruolo dei Fratelli Musulmani, organizzazione politico-sociale proveniente dall'Egitto, e da alcune lamentele da parte dei piccoli Emirati molto più poveri. Tuttavia non vi sono nel prossimo futuro possibilità di grandi trasformazioni nel paese grazie anche al fatto che gli apparati di sicurezza e di giustizia hanno sempre esercitato una forte repressione dei movimenti di opposizione all'ordine costituito.

L'economia degli Emirati Arabi Uniti ha subito tra il 2007 ed il 2010 importanti momenti di crisi. Tuttavia le proiezioni di crescita per il 2012 ed il 2013 sono positive. Si prevede infatti una crescita del Pil del 3,5% per il 2012 e del 4,2% per il 2013.

Per quanto riguarda la composizione del Pil per settori gli Emirati Arabi Uniti hanno nell'industria il maggior contribuente con il 53,9%, nei servizi il 45,3% e nell'agricoltura appena lo 0,8%.

Le proiezioni di crescita maggiori di anno in anno in termini percentuali sono riservate ai servizi che cresceranno più dell'industria mentre l'agricoltura continuerà il suo inesorabile declino facendo registrare ancora nei prossimi anni tassi negativi.

Il settore dominante dell'economia del paese continua ad essere quello della produzione ed esportazione di idrocarburi le cui riserve continuano ad essere ingenti rispetto al livello produttivo. Questo settore incide per il 40% delle entrate dello Stato.

Creazione di un'azienda

Gli Emirati Arabi Uniti hanno procedure piuttosto semplici per la creazione di una società sul loro territorio, tenendo sempre presente il fatto che, se l'azienda non viene costituita all'interno di una zona di libero scambio, questa deve appartenere per il 51% ad un cittadino degli Emirati Arabi Uniti.

In ogni caso per la costituzione di un'azienda servono 7 passaggi e 13 giorni. Negli ultimi 4 anni le procedure, i tempi e soprattutto i costi per l'apertura di un'azienda si sono notevolmente ridotti facendo emergere un processo di miglioramento costante e sensibile.

Attualmente vi sono alcuni vincoli che incidono su alcune tipologie di aziende. Ad esempio le S.n.c. possono essere costituite solo da cittadini degli Emirati oppure le Joint Venture la cui partecipazione locale deve essere per almeno il 51%, ma la distribuzione di profitti e perdite può essere regolata diversamente.

Per quanto riguarda le Public e Private shareholding companies il capitale minimo richiesto è di Euro 2.000.000,00 circa per una Public shareholding company e di Euro 418.000,00 circa per una private shareholding company. L’amministratore e la maggioranza del Consiglio di Amministrazione devono essere cittadini emiratini e vi è meno flessibilità nella distribuzione dei profitti di quanto previsto nelle società a responsabilità limitata.

Le Srl rappresentano una struttura adatta per soggetti interessati a sviluppare una relazione a lungo termine nel mercato locale. La Limited Liability Company Può essere formata da un minimo di due ad un massimo di 50 persone la cui responsabilità è limitata al valore delle azioni possedute.

Le filiali e gli uffici di rappresentanza di società straniere possono essere al 100% di proprietà straniera solo se viene nominato un agente locale.

Solo cittadini e società possedute al 100% da cittadini EAU possono essere nominati agenti che non sono degli agenti commerciali, ma figure il cui compito è quello di assistere l'azienda in attività tecniche ed amministrative.

Sistema di tassazione

I vari Emirati disciplinano le imposte societarie in modo differente con propri atti normativi, ma nel rispetto di principi comuni. L'imposta si applica all'utile netto prodotto dalle società, branch, filiali e sedi secondarie di società estere, al netto delle deduzioni. Una deduzione è ammessa nel limite del 10 per cento annuo delle spese di preparazione e avviamento complessivamente sostenute dal contribuente.
Esiste un'eccezione che riguarda le filiali di imprese di banche estere e delle società operanti nel settore petrolifero, del gas e petrolchimico nell'Emirato di Dubai che hanno una tassazione progressiva che varia dal 10% al 55%.

Per quanto riguarda la tassazione delle persone fisiche negli Emirati Arabi Uniti non sono previste imposte sul reddito. Le imprese che impiegano cittadini nazionali sono obbligate a versare una quota del salario a questi corrisposto in appositi fondi pensione. Come ricordato in precedenza la tassazione all'interno delle zone economiche speciali per imprese straniere è nulla. Non esistono attualmente differenze rilevati per quanto riguarda la tipologia dell'imposta in base ai diversi settori produttivi.

Per quanto riguarda i dazi doganali è stata fissata un’imposta nominale del 5% per l’importazione della maggior parte dei beni nell’area GCC, ad eccezione di prodotti e derivati di alcool e tabacco per i quali vengono applicati dazi maggiorati. I beni una volta introdotti in area GCC non sono più sottoposti a tassazione nel caso transitino nei 6 paesi membri.

Nonostante gli Emirati Arabi Uniti siano inclusi nelle black list italiane, tra i due Stati è in vigore una Convenzione contro le doppie imposizioni. La Convenzione, firmata ad Abu Dhabi il 22 gennaio 1995, è stata ratificata con legge 28 agosto 1997, n. 309, ed è in vigore dal 5 novembre 1997.

Gli Emirati, infine, sono inclusi anche nella white list che individua i Paesi che consentono lo scambio di informazioni e che, pertanto, possono beneficiare di una tassazione di favore relativamente agli interessi e ai proventi da titoli obbligazionari e assimilati provenienti dall'Italia.

Mercato del lavoro

Il mercato del lavoro, soggetto ad una rigida disciplina, è costituito per l’80% da manodopera straniera. I lavoratori meno specializzati provengono prevalentemente dal sub continente indiano, mentre tra i lavoratori più specializzati è alta la percentuale di europei e medio-orientali.

Da anni il governo ha intrapreso una politica di "Emiratizzazione", il cui fine ultimo è quello di sostituire i lavoratori stranieri con lavoratori nazionali. Per incoraggiare l'occupazione il governo ha esteso la quota di occupazione nel settore bancario e in quello assicurativo. Restrizioni sono state introdotte al riguardo per i lavoratori immigrati non qualificati. Il governo mira a ricoprire in cinque anni il 90% dei posti pubblici e l`80% del settore finanziario con cittadini degli Emirati. Negli altri settori il target è del 60%. Questa misura avrà un pesante effetto sulla comunità asiatica.

La remunerazione per alcune categorie di lavoratori prevede i seguenti livelli che sono del tutto indicativi e hanno lo scopo di fornire un ordine di grandezza:

  • Dirigente 3.000-7.000$ + casa e automobile
  • Impiegati 900$
  • Operai specializzati 400$
  • Operai 350$.

Non esiste una disciplina legislativa o amministrativa relativa al salario minimo. E' il mercato a determinare la retribuzione. Esiste semplicemente un livello di salario minimo non ufficiale, il quale dovrebbe consentire al lavoratore ed alla sua famiglia uno standard di vita dignitoso. L’obiettivo è di assicurare che il salario pattuito soddisfi i bisogni di base del lavoratore, consentendogli di vivere in condizioni accettabili.

Gli EAU non riconoscono ai lavoratori il diritto di organizzarsi in sindacati. L’orario di lavoro standard è di 8 ore al giorno per 6 giorni a settimana. I giorni di ferie sono minimo 24, ai quali si aggiungono i giorni di festa retribuiti.

Accesso al credito

Negli Emirati Arabi Uniti operano 46 banche, di cui 21 nazionali e 25 straniere, con un totale di 564 filiali. Tra queste, 4 sono Banche islamiche. Delle 21 banche nazionali, 14 figurano tra le prime 1.000 banche del mondo, e 18 tra le prime 100 banche del mondo arabo.

Il mercato finanziario degli EAU si caratterizza per l’esistenza, dal 2004, del Dubai International Financial Center (DIFC), zona franca “on shore” che mira a far diventare Dubai il centro regionale della finanza internazionale sul modello di Londra, Hong Kong e Singapore.

Il sistema credizio è piuttosto solido e profittevole. Tuttavia per quanto riguarda l'accesso al credito alcune lacune sono state individuate nei diritti dei soggetti che prendono a prestito il denaro.

Il quadro degli istituti bancari italiani nel paese è attualmente limitato:

  • ad una sola banca operativa - il Gruppo Intesa San Paolo, presente sul mercato dal 2004 con un suo Ufficio di Rappresentanza, in partnership con National Bank of Abu Dhabi, è operativa da agosto 2008 a Dubai presso il DIFC (Dubai International Financial Center) con una licenza di Cat.1 (cioè filiale di banca estera autorizzata a ricevere depositi e fare finanziamenti)
  • a due presenze di rappresentanza quali Desk BNL Italia presso la sede di Dubai di BNP Paribas e, dal 2010 Unicredit.

Infrastrutture

Gli Emirati Arabi Uniti dispongono di infrastrutture stradali, aeree e marittime di buona qualità e con uno sviluppo quantitativo rilevante. I trasporti sono principalmente stradali, non esistono linee ferroviarie interne o voli domestici a causa delle distanze interne limitate.

Nelle principali aree urbane la rete stradale è molto sviluppata, in maniera particolare ad Abu Dhabi e Dubai. Sono iniziati i lavori per la realizzazione di un sistema metropolitano che colleghi il centro di Deira, l’aeroporto internazionale di Dubai, il distretto finanziario di Sheikh Zayed e Jebel Ali.

Molto sviluppate sono anche le infrastrutture marittime e portuali. Oltre ai due principali impianti dell’Autorità dei Porti di Dubai, di Jebel Ali e di Port Rashid, ci sono altri due porti a Sharjah, di cui il più importante è Khor Fakkan sulla costa orientale. Lavori di dragaggio sono stati eseguiti nelle vicinanze del porto di Fujairah nel tentativo di incentivarne i traffici.

Jebel Ali e, in misura minore, Port Rashid sono emersi come i primi porti degli EAU in termini di volume di cargo nazionali e internazionali. I timori che la preminenza di Dubai come nodo marittimo regionale potesse essere messa in discussione dal lancio di nuovi terminal per container a Aden, nello Yemen, e nel porto di Salalah, in Oman, si sono rivelati infondati. Infatti, sebbene sia l’Oman che lo Yemen siano situati più vicino alle corsie di navigazione internazionali rispetto ai porti degli Emirati, questi ultimi hanno clienti consolidati, nonchè servizi e infrastrutture di prima qualità, il che unitamente all'instabilità politica dello Yemen, spiega il successo crescente del porto di Dubai.

Anche le infrastrutture aeroportuali sono principalmente rivolte al mercato internazionale dei passeggeri e delle merci e la compagnia di bandiera “Emirates” sta raccogliendo negli anni quote di mercato rilevanti.

Gli Emirati Arabi Uniti fanno parte del GCC (Gulf Cooperation Council) organizzazione regionale il cui scopo principale è quello di:

  • armonizzare in numerosi settori economici le legislazioni dei paesi partecipanti
  • fondare joint venture che possano competere meglio a livello globale
  • migliorare e stimolare la cooperazione del settore privato
  • creare le condizioni per la realizzazione di una moneta comune.

Grazie a questa cooperazione i paesi arabi del Golfo persico offrono condizioni simili sotto il profilo legislativo e consentono agli operatori internazionali di meglio comparare le condizioni economiche presenti nell'area.

Gli Emirati Arabi Uniti si trovano al quinto posto assoluto per quanto concerne la facilità in termini di procedure e velocità di attuazione delle operazioni di import e di export:

  • per esportare un container standard servono appena 7 giorni e 5 documenti
  • per importare lo stesso container ci vogliono sempre 7 giorni e soli 4 documenti, con un prezzo che si aggira intorno ai 635 dollari.

Negli Emirati Arabi Uniti non esistono particolari restrizioni alle importazioni o alle esportazioni, sia che siano direttamente destinati agli Emirati sia che le merci siano in transito. Tuttavia esistono dei vincoli specifici che riguardano gli oggetti (o iservizi) che siano contrari all'Islam o che possano corrompere la cultura, la morale e la società degli Emirati.

Bilancia commerciale

La bilancia commerciale degli Emirati Arabi Uniti continua ad essere estremamente positiva raggiungendo circa i 78 mld di dollari. Si tratta di un valore quasi doppio rispetto al 2007. Una spiegazione potrebbe essere quella dell'aumento del prezzo degli idrocarburi di cui il paese è esportatore netto.

Per quanto riguarda le esportazioni gli Emirati Arabi Uniti hanno nel Giappone il loro primo partner commerciale con il 17%, l'India con il 13% e l'Iran con quasi il 7%, la Corea del sud con il 6% e la Thailandia con il 5,5%. Oltre il 50% dell'intero export è ripartito tra un elevato numero di paesi.

I maggiori prodotti esportati rimangono quelli legati all'industria estrattiva e della raffinazione del petrolio. Tuttavia degni di nota sono le esportazioni nel campo dei metalli e alcuni prodotti meccanici quali autoveicoli prodotti dell'industria metallurgica.

La stessa situazione riguarda le importazioni all'interno delle quali esiste un valore molto elevato di importatori che raggiungono percentuali piccole. Tuttavia il maggior partner è costituito dall'India con il 17%, la Cina con il 13%, gli Stati Uniti con l'8%, la Germania con il 5,7% ed il Giappone con il 5%.

I prodotti importati sono sempre prodotti metallurgici per la trasformazione, veicoli e macchinari generici per la trasformazione e generi alimentari.

Per quanto riguarda l'interscambio degli Emirati Arabi Uniti con l'UE le importazioni dagli Emirati Arabi Uniti riguardano principalmente i prodotti estrattivi, ma è importante aggiungere che i valori maggiori sono riscontrati nell'importazione di prodotti manifatturieri.

Per quanto riguarda le importazioni degli Emirati Arabi Uniti i computer ed in generale i prodotti tecnologici sono il settore maggiormente coinvolto. Al secondo posto ci sono i mezzi di trasporto di vario genere e poi i prodotti della metallurgia.

Relazioni commerciali con l'Italia

Per quanto riguarda l'interscambio con l'Italia nel 2009, le attività di esportazione hanno fatto registrare un valore inferiore a quello realizzato durante il 2008. Da un valore pari ad Euro 5.286.129.340 si è passati ad un valore pari ad Euro 3.774.455.422 del 2009.

Tra i principali prodotti esportati dal nostro Paese vanno menzionati gli oggetti di oreficeria, i rubinetti e valvole, i prodotti della raffinazione del petrolio, macchine per impieghi speciali.

Tra i principali prodotti importati nel nostro Paese troviamo l'alluminio e semilavorati, materie plastiche in forme primarie, prodotti della raffinazione del petrolio, oggetto in ferro in rame ed altri metalli.

Per quanto riguarda la Lombardia i prodotti maggiormente importati dagli Emirati Arabi Uniti sono i macchinari generalmente quelli non classificati insieme ai prodotti chimici, prodotti metallurgici e apparecchiature di elettronica. Verso gli Emirati la Lombardia esporta prevalentemente prodotti alimentari e, in passato, anche prodotti metallurgici.

Tutela investimenti e proprietà intellettuale

Negli Emirati Arabi Uniti la protezione degli investimenti è a un livello piuttosto elevato sia in termini di paragone globale sia in relazione con gli altri paesi arabi e della regione. Il punto a favore riguarda la tutela legale degli investimenti grazie ad una forte legislazione in merito.

Il capitolo che riguarda invece gli stimoli agli investimenti è caratterizzato principalmente alla possibilità per le aziende che si installano in alcune aree del paese di non pagare tasse, nemmeno per i prodotti che serviranno a nuovo export, alla forte diversificazione del tessuto produttivo e alle ampie possibilità in ambito finanziario, nonostante la crisi del 2010.

Gli Emirati Arabi Uniti sono, a livello mondiale, la seconda piú ampia piazza di beni contraffatti tra i quali medicine, cosmetici, parti di ricambio di auto, CD, telefoni cellulari. Nei soli porti di Port Rashid e Jeble Ali,nell’Emirato di Dubai, transitano ogni anno oltre un milione di containers, che fanno di Dubai un hub d’importanza mondiale, collocandolo al secondo posto dietro la Cina.

Tuttavia nel paese esiste una cultura, estremamente legata alla legge islamica che prevede una forte tutela della proprietà intellettuale. Il processo di registrazione dei marchi è di circa 8 mesi, ma proprio a causa della forte diffusione dei marchi e dei beni contraffatti nel paese si tratta di un'operazione necessaria.

Zone di libero scambio

Gli Emirati Arabi Uniti hanno un elevato numero di Free Trade Zones. La maggiorparte di esse, circa 26 su 37 complessive risiedono nell'Emirato di Dubai, l'Emirato che rispetto a Abu Dhabi ha minore riserve petrolifere a disposizione.

Il vantaggio maggiore delle zone economiche speciali consiste nel fatto che non avviene alcuna forma di tassazione e che in queste aree le aziende possono essere completamente appartenere a cittadini stranieri, mentre nel resto del paese il 51% deve appartenere ad un cittadino degli Emirati o appartenente al GCC, il Consiglio per la Cooperazione del Golfo (che ha lo scopo di armonizzare tra i paesi rivieraschi del Golfo Persico, eccetto l'Iran, molte procedure economiche e commerciali).

Un altro vincolo per quanto riguarda le FTZ riguarda il fatto che le imprese in esse registrate devono possedere, a seconda della zona alla quale si iscrivono, un capitale che varia dai 10.500 euro ai 200.000 euro.

 

Idrocarburi

Gli Emirati Arabi Uniti hanno nella produzione di idrocarburi il principale settore industriale che contribuisce per oltre il 27% alla composizione del prodotto interno lordo.
Gli Emirati sono collocati nella classifica dei paesi con le maggiori riserve petrolifere al settimo posto con oltre 98 mld di barili e si trovano al sesto posto per la quantità di riserve di gas stimate in 6,1 trilioni di metri cubi.
La produzione di greggio si è attestata nel 2011 introno ai 2,57 mln di barili al giorno, ma la prospettiva per il 2016 è quella di raggiungere i 3 mln di barili al giorno.

La penetrazione del mercato estrattivo è strettamente legato alle grandi imprese che ottengono commesse e concessioni a livello governativo. Tuttavia le grandi imprese che ottengono le commesse pubbliche hanno spesso la necessità di esternalizzare alcuni servizi specifici e ad alto valore tecnologico.

Il mercato petrolifero nel paese è in mano alla compagnia nazionale DNOC e alle grandi compagnie internazionali quali Exxon e Japan Oil Development Company per lo sviluppo dei nuovi giacimenti. Per svolgere questa attività di rinnovamento il paese avrà la necessità di sviluppare in particolare alcuni settori paralleli. Il primo riguarda le infrastrutture interne di pipelines che porteranno il petrolio verso i porti. Un incremento della produzione necessiterà di infrastrutture nuove e probabilmente di un rinnovamento di quelle esistenti.

Inoltre all'interno dei porti sarà necessaria la costruzione di aree di stoccaggio del petrolio estratto e strumentazioni nuove per il pompaggio del greggio verso le petroliere. Inoltre, dato il business del petrolio e la tendenza del paese ad esportare e a trasformare parte del petrolio estratto in prodotti raffinati o prodotti chimici, un incremento della produzione porterà certamente ad un incremento delle industrie di trasformazione.

Nonostante gli Emirati Arabi Uniti abbiano ingenti quantità di riserve di petrolio e di gas, sono particolarmente inefficienti nell'estrazione di gas tanto da doverlo importare dal vicino Qatar. Il gas naturale è una risorsa indispensabile e alternativa al petrolio. Inoltre la richiesta globale di gas è sempre in netta crescita in particolare per quanto riguarda il gas liquefatto che può essere immagazzinato nelle navi e trasportato in maniera simile a quella del petrolio.

Attualmente l'Italia ha nel Qatar un partner strategico per l'acquisizione di gas liquido, ma non è detto che anche gli Emirati non possano dare il loro contributo con la costruzione di impianti di liquefazione del gas.

Le buone prospettive per il mercato degli idrocarburi negli Emirati Arabi Uniti sono riconducibili ai seguenti fattori:

  • ampie riserve di gas e di petrolio
  • necessità di incrementare la produzione petrolifera nei prossimi anni per incontrare la domanda crescente
  • carenza di infrastrutture nel settore estrattivo del gas che impiegheranno crescenti investimenti.

Costruzioni

Il settore dell'edilizia e delle costruzioni negli Emirati Arabi Uniti, dopo una forte battuta di arresto nel triennio 2007-2010, sta vivendo una nuova primavera. Nel paese adesso è possibile ottenere visti fino a tre anni per le imprese di costruzioni e questo favorisce la stabilità della manodopera qualificata e non qualificata che lavora nel paese.
Inoltre si stanno abbassando in maniera costante i tassi ipotecari, che stimolano in genere il mercato edilizio, e il prezzo del petrolio continua a rimanere alto garantendo al paese introiti significativi che in una percentuale non trascurabile si riversano nel settore delle costruzioni tra le quali anche le infrastrutture. Un ulteriore elemento riguarda il fatto che le rivoluzioni scoppiate nel mondo arabo negli scorsi 18 mesi hanno fatto affluire capitali e persone negli Emirati che hanno prodotto un incremento delle abitazioni di lusso nel paese.

Gli affitti hanno stabilizzato i loro prezzi ed in molti casi sono cresciuti sensibilmente in soli due anni con un incremento fino al 10%. Si tratta in particolare degli appartamenti in prossimità delle linee metropolitane di Dubai. Condizioni economiche migliorate e prezzi delle case che erano scesi nei mesi scorsi hanno portato molte famiglie di altri Emirati a ricollocarsi nel mercato di Dubai facendone crescere i prezzi. Tra il 2010 ed il 2011 si sono registrati aumenti nei prezzi delle transazioni di oltre il 20%.

Il mercato immobiliare degli Emirati Arabi Uniti è sostanzialmente diviso tra i due grandi centri produttivi e finanziari quali Abu Dhabi e Dubai.

  • Il primo continua a risentire della crisi che ha investito il paese, ma i progetti pubblici per la costruzione di infrastrutture stanno attirando contemporaneamente imprese private, capitali, manager e famiglie che avranno la necessità di arredare e decorare le abitazioni in un nuovo e più positivo clima economico.
  • Il prezzo del petrolio sostenuto attirerà investimenti e renderà la piazza finanziaria di Dubai ancora più interessante. Inoltre l'incertezza nei grandi paesi arabi quali l'Egitto, il Libano e la Siria porteranno nel paese persone che avranno la necessità di luoghi confortevoli per la gestione del proprio business.

Per quanto riguarda le prospettive del mercato è importante sottolineare la necessità del paese di puntare verso la ripresa. La stabilità politica degli Emirati ha reso il paese una meta privilegiata dei capitali del mondo arabo e maggiori saranno le incertezze nella regione maggiore sarà la prospettiva per la crescita del mercato immobiliare di lusso.

La forte carenza nell'industria del gas necessiterà che vengano rapidamente messe in opera le infrastrutture necessarie alla produzione energetica e ciò comporterà quindi la richiesta di tecnologia e commesse nel settore delle costruzioni industriali.

Turismo

Il settore turistico è stato nel 2011 estremamente profittevole negli Emirati Arabi Uniti anche grazie all'afflusso di turisti che in altri anni avrebbero scelto mete mediorientali quali l'Egitto, oggi in forte crisi politica, sociale ed economica.

L'incremento delle presenze turistiche negli Emirati ha interessato tutti i segmenti: gli hotel, le guest house e gli appartamenti. Nel 2011 è stato raggiunto quasi l'80% dell'intera capacità di posti letto con un incremento del 4% rispetto all'anno precedente.

A Dubai i visitatori sono stati quasi 9 milioni nel 2011, un 11% in più rispetto al 2010. Un termini di valore l'incremento annuo è stato del 20% tra il 2010 ed il 2011. Un trend simile sebbene in parte ridimensionato riguarda l'Emirato di Abu Dhabi dove la crescita del mercato in termini di valore è stata solo del 4%.

Il mercato turistico degli Emirati Arabi Uniti si basa principalmente su: strutture vacanze per l'attività balneare, la presenza in occasione di eventi nazionali, regionali o internazionali quali fiere, eventi sportivi o culturali di particolare rilevanza oppure la presenza di manager per periodi brevi.

La penetrazione del mercato turistico degli Emirati Arabi Uniti richiede l'offerta di servizi a standard elevati per una clientela occidentale, la fornitura di infrastrutture e accessori dal design italiano per l'arredamento degli alberghi, dei centri turistici o degli appartamenti. La sempre maggiore presenza di persone nel paese per ragioni di business o turistici necessiterà la creazione di servizi di ampio raggio e dalla professionalità di chi lavora nel settore da molti anni.

Il paese è privo di luoghi storici o religiosi degni di nota e tutta l'industria del turismo si basa dunque sul mercato del divertimento e dei servizi alla persona. Eventi sportivi come il Gran Premio di F1 costituisce solo la punta di diamante di una strategia che ha l'obbiettivo di far diventare gli Emirati una tappa fondamentale non solo per un operatore finanziario nella regione ma anche per coloro che vogliono scoprire attrattive spettacolari e tecnologiche.

Le imprese italiane hanno la possibilità di offrire agli operatori del settore degli Emirati pacchetti e servizi che siano in grado di accrescere il numero di turisti presenti nel paese e di godere delle iniziative provenienti dall'Italia.

Il settore riceve dal Governo importanti attenzioni attraverso la costruzione di infrastrutture pubbliche utilizzate dal privato per migliorare le condizioni dei servizi. Inoltre alcuni operatori locali hanno cominciato a investire anche nelle linee aeree e a creare importanti collaborazioni con altre mete turistiche della stessa tipologia come ad esempio le Seychelles.

Un elemento chiave riguarda certamente l'andamento dell'economia all'intero dell'Eurozona e del Regno Unito. I paesi europei sono infatti tra i principali clienti del paese.

Paese: Emirati Arabi Uniti