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Scheda Paese Marocco

  • Il Marocco è attualmente il Paese a maggior crescita economica dell’area nordafricana e mediorientale, e nei prossimi anni continuerà a crescere a una media del 4% annuo.
  • Il Marocco è la sesta economia del continente africano. Nel 2011 il PIL nazionale ha raggiunto la quota di 99,2 miliardi di dollari statunitensi, mentre il PIL pro capite è di 3.083 dollari statunitensi.

  • Nel ranking del “Ease of doing business” del Report della Banca Mondiale "Business Freedom 2012" il Marocco occupa il 94mo posto su 183 Paesi analizzati (l'Italia è all'87mo posto), ventuno posti in più rispetto al 2011.

Rispetto agli altri paesi dell'area nordafricana, il governo marocchino sembra essere stato in grado di mantenere un certo livello di stabilità politico-istituzionale e di attuare quelle riforme utili a mantenere un clima ideale per gli investimenti e il commercio di piccole e medie imprese.

Nonostante la percezione di instabilità interna e del rischio di attentati, la presenza di turisti nel paese continua ad essere costante, stimolando i vari settori connessi al turismo, come le costruzioni e le infrastrutture, nonché l'occupazione.

La dipendenza dell’economia dal turismo e in parte dall’agricoltura rappresenta un elemento di criticità. Entrambi i settori rimangono particolarmente esposti all’influenza di vari fattori: il primo alle dinamiche della stabilità politico-sociale e della sicurezza interna e regionale; il secondo alle fluttuazioni dei prezzi internazionali e alle condizioni climatiche.

In ogni caso, gli sforzi del Governo del Marocco per sviluppare gli altri settori industriali e dei servizi sono comunque costanti e si protrarranno nel tempo, così come il processo di apertura e liberalizzazione economico-commerciale.

Permangono alcuni limiti rappresentati dalla presenza di una forte burocratizzazione, da un carico fiscale che in alcuni settori limita lo sviluppo degli investimenti esteri e dal livello di formazione professionale in alcuni comparti.

Gli accordi internazionali con l'Unione Europea e con gli Stati Uniti consentono di rendere il Paese competitivo sul piano commerciale e strettamente legato alle infrastrutture europee e ai suoi mercati.

Oltre a turismo e agribusiness, i settori di maggior interesse per l’Italia sono diversi, legati sia alla penetrazione del made in Italy ad alto livello di qualità e design, sia a settori dove l’apporto di know how tecnologico rappresenta un fattore determinante, come nel caso della gestione dell'acqua.

(Informazioni aggiornate a febbraio 2012)

Il Marocco si affaccia sull'Oceano atlantico e sul Mar mediterraneo. E' parte della regione del Maghreb e confina con Algeria, Mauritania (attraverso il confine meridionale del Sahara occidentale) e la Spagna, tramite le exclave di Ceuta e Melilla ed altre isole.

Il Marocco ha una popolazione di 31 milioni di abitanti circa, quasi totalmente di etnia arabo-berbera. Il tasso di crescita della popolazione è attualmente all'1%, in costante declino dalla metà degli anni Ottanta del secolo scorso, quando era attorno al 2,5%.
Gran parte della popolazione marocchina (il 25% circa) ha un'età inferiore ai 15 anni. Il tasso di povertà si aggira attorno al 27%, mentre l'indice di sviluppo umano è il più basso dell'area nordafricana (0,582), con il Marocco al 130° posto su 187 paesi.

L'arabo è la lingua ufficiale. Molto diffuso è il francese e progressivamente l'inglese.
Il 99% della popolazione è di religione islamica. L’Islam caratterizza la vita di tutti i giorni, dalle relazioni sociali, ai rapporti di lavoro, alle abitudini alimentari e di consumo.
La famiglia ha un ruolo centrale all’interno della società marocchina influenzando le relazioni dell'individuo anche a livello lavorativo.

Per quanto riguarda il clima di business, i marocchini preferiscono fare affari con persone fidate di cui hanno buone referenze: talvolta preferiscono coltivare il rapporto dal punto di vista personale per poi, successivamente, concludere affari. Nella società marocchina, così come nel mondo del lavoro, la gerarchia viene rispettata nonostante il fatto che, generalmente, il decisore consulti il suo gruppo di lavoro prima di prendere qualsiasi decisione.

La società è estremamente burocratizzata e la maggior parte delle decisioni richiedono diversi livelli di approvazione, tanto che può succedere che procedure semplici richiedano parecchi giorni per essere portate a termine.
La sensibilità interculturale è essenziale: il francese è di solito la lingua del business, anche se alcune aziende utilizzano l’inglese al suo posto.

Il Marocco è una monarchia costituzionale parlamentare. Il Capo dello Stato è il re, Mohammed VI, che rappresenta anche la guida religiosa in qualità di “Comandante dei Fedeli”. Comanda le Forze Armate e presiede il Consiglio dei Ministri.

Anche il Marocco ha vissuto gli eventi della Primavera Araba che hanno caratterizzato il Nord Africa nel corso del 2011. In risposta a manifestazioni popolari per un miglioramento della situazione socio-economica e maggiori libertà politiche, nei primi mesi del 2011 il re Mohammed VI ha annunciato la riforma della Costituzione al fine di rafforzare il ruolo del governo e delle istituzioni parlamentari.

Le proposte di modifica costituzionale sono state approvate da un referendum popolare nel mese di giugno. Le elezioni per la camera bassa del Parlamento, del novembre 2011, hanno visto la vittoria del Parti de la justice et du développement (PJD), a forte ispirazione religiosa e la nomina di un nuovo Primo Ministro: Abdelilah Benkirane.

L’economia marocchina è riuscita a contenere gli effetti più duri della crisi economico-finanziaria internazionale. I settori legati alla domanda estera - come il turismo, l’agroalimentare e il tessile - sono stati quelli che maggiormente hanno risentito della crisi internazionale, così come gli investimenti diretti esteri, nel settore immobiliare in particolare.
 
Il PIL marocchino è di 99,2 miliardi di dollari statunitensi, mentre il PIL pro capite è di 3.083 dollari statunitensi (2011). L’economia marocchina è riuscita a contenere gli effetti più duri della crisi economico-finanziaria internazionale. I settori legati alla domanda estera - come il turismo, l’agroalimentare e il tessile - sono stati quelli che maggiormente hanno risentito della crisi internazionale, così come gli investimenti diretti esteri, nel settore immobiliare in particolare.
 
L'attuale governo deve far fronte alle crescenti richieste di gran parte della popolazione che riguardano maggiori posti di lavoro, il controllo dell'inflazione sui beni alimentari e di largo consumo, più abitazioni e, in generale, maggiori prospettive di crescita e redistribuzione della ricchezza.
 
Negli ultimi due decenni il Paese ha affrontato un ampio processo di riforme economiche strutturali. La prima ondata di riforme ha avuto come obiettivi una serie di modifiche per mitigare l’impatto dei meccanismi di mercato in quella che era ancora un’economia altamente centralizzata (liberalizzazione dei prezzi, abolizione dei controlli sul commercio estero, gli investimenti e la privatizzazione). La seconda ondata di riforme strutturali ha invece cercato di regolare i rapporti tra lo Stato e il settore privato.
Ulteriori riforme hanno accelerato e approfondito il processo di liberalizzazione dell'economia, di privatizzazione di alcuni settori, di riforma fiscale e di adeguamento della legislazione in ambito commerciale. Anche Il sistema finanziario e quello bancario sono stati progressivamente ammodernati.
 
L'economia marocchina è basata storicamente su agricoltura, industria estrattiva (fosfati) e turismo. Attualmente il settore primario è responsabile del 20% del PIL, l'industria del 27% e i servizi del 53%.
Il Marocco dispone di riserve di idrocarburi la cui produzione tuttavia non è sufficiente a sostenere i consumi interni. Il paese è ricco di fosfati, di cui è il primo esportatore al mondo. L'export di minerali rappresenta uno dei pilastri dell'export del Paese.

Agricoltura

Il settore dell’agricoltura è un settore chiave per l’economia marocchina dato che contribuisce alla formazione di circa il 15% circa del PIL ed occupa circa il 40% della popolazione. Si producono in prevalenza cereali, barbabietola da zucchero, agrumi, uva, verdure, pomodori, olive e allevamento. Grazie al “Piano Marocco Verde”, adottato dal Governo nel 2008, si punta a promuovere l’aggregazione dei produttori per ottenere attività più redditizie.
L’Agence pour le Developpement Agricole è l’organismo incaricato di coordinare le modalità di intervento. Il piano ha come obiettivo la produzione di 7 milioni di tonnellate annue di cereali e di portare fino a 1,220 milioni di ettari la superficie a disposizione per la coltivazione dell’olivo.

Industria

Il settore dell’industria forma circa un quarto del PIL. Le industrie trainanti il settore comprendono le imprese del comparto chimico, seguono poi le aziende agroalimentari con imprese di trasformazione dei cereali. Negli ultimi anni si sono registrati incrementi nel numero delle aziende operanti nei comparti del tessile, del cuoio e delle costruzioni. In seguito alla prima edizione della “Conferenza Nazionale sull’Industria” organizzata nell’aprile del 2010, si sono individuati quattro settori prioritari: offshoring (settore aumentato rapidamente grazie al Piano d’Azione promulgato dal Governo nel 2006), automotive (produzione di autoveicoli e componentistica), elettrico ed elettronico, aerospaziale.

Servizi

I settori maggiormente dinamici nel paese sono il turismo, l'ICT e il retail. Il primo rappresenta, nel suo complesso, circa il 60% del PIL: le mete principali sono Marrakech, Agadir, Tangeri, Meknes e Casablanca. Il Marocco ha intrapreso politiche di liberalizzazione per quanto riguarda il trasporto aereo proprio per agevolare i flussi di turisti.
Il settore delle telecomunicazioni continua la fase di consolidamento grazie al buon andamento della telefonia fissa e allo sviluppo dei servizi postali e finanziari.
Il settore del retail occupa circa un settimo della popolazione e contribuisce al 10% del PIL.

Aprire una società

Le varie tipologie di società commerciali riconosciute in Marocco sono le seguenti:
  • Società di persone: la società in nome collettivo, la società in accomandita semplice, la società di partecipazione
  • Società di capitali: la società anonima, la società a responsabilità limitata e la società in accomandita per azioni
  • Società a regime particolare: le società di investimento, le società cooperative di acquisto, le società cooperative di consumo, le società mutualistiche.

Al di fuori delle imprese individuali, la società per azioni e a responsabilità limitata sono le società più diffuse.

Le procedure necessarie per la costituzione di una società in Marocco possono essere svolte direttamente dall’imprenditore oppure attraverso i Centri Regionali di Investimento (CRI). Di media sono necessari circa una decina di giorni per costituire una nuova società, ed il costo, orientativamente, si aggira tra i 10mila e i 15mila dirhams (tra 900 e 1.350 euro). I passaggi obbligatori per aprire una nuova società riguardano:
  • richiesta di un certificato (certificat negatif) che autorizza l’uso in Marocco della denominazione sociale scelta (la domanda per ottenere tale certificato deve essere inoltrata al Servizio di Registro Centrale o presso i CRI)
  • la redazione dello Statuto della società, in lingua francese, e la dichiarazione di conformità a cura di un notaio
  • la registrazione dello statuto presso la Cancelleria del Tribunale commerciale dove ha sede la società e il pagamento delle imposte sulla società e della tassa di esercizio (licenza)
  • il versamento e vincolo di un capitale presso una banca locale (per una S.A. circa il 25% del capitale versato, per una S.A.R.L. il 100%) a cura di un avvocato o commercialista o della propria banca
  • la trascrizione della costituzione della società, immatricolazione presso il Registro del Commercio e deposito dei libri legali
  • l'iscrizione alla Caisse Nationale de Solidarité Sociale (CNSS), il nostro INPS.
Nel caso in cui si volesse costruire un immobile, i passaggi necessari sono:
  • ottenimento del piano catastale
  • ottenimento della Note de Renseignements dal Piano di Registrazione dei Terreni
  • richiesta ed ottenimento del permesso di costruzione
  • visita d’ispezione del Municipio e della Polizia Municipale
  • ottenimento del Certificato di Conformità
  • installazione della rete idrica e connessione della rete elettrica con ispezione da parte della LYDEC (Lyonnaise des Eaux de Casablanca)
  • registrazione dell’immobile all’Agenzia Urban.
Esistono delle agevolazioni per favorire l’apertura di attività in territorio marocchino. Il Fondo Hassan II è stato costituito al fine di agevolare la creazione di nuove imprese ed interviene con una sovvenzione a fondo perduto sull’acquisizione della struttura immobiliare strumentale (terreno e fabbricati relativi). La facilitazione è così strutturata:
  • Terreni: sovvenzioni pari a massimo il 50% del valore, con un massimo di 250 Dirham per metro quadrato
  • Fabbricati: sovvenzione pari a massimo il 30% del valore, con un massimo di 1.500 Dirham per metro quadrato.

Per poter avanzare domanda di accesso al programma è richiesto un investimento minimo in macchinari di 1 milione di Dirham. La risposta delle autorità competenti è prevista entro 30 giorni.

Fiscalità

L'imposta sulle società (I.S.) si applica a tutti i redditi delle società e di tutte le altre persone giuridiche, quali gli istituti pubblici e le persone giuridiche con scopo di lucro. Sono invece escluse da questa imposta le società di persone e le società immobiliari. L'aliquota applicata è del 35%, ad eccezione degli istituti di credito sui quali grava un'aliquota del 39,6%. L'aliquota è ridotta al 12% per i lavori immobiliari o d'installazione industriale realizzati da società straniere che hanno scelto il regime forfettario.
 
Le società, aventi o no sede in Marocco, sono tenute durante l'esercizio al pagamento a titolo di I.S. di quattro acconti provvisori in misura del 25% dell'ammontare dell'imposta pagata nell'esercizio precedente.
La legge prevede inoltre l'obbligo di pagamento di un ammontare minimo per ogni esercizio contabile, calcolato al tasso dello 0,50% sui ricavi derivanti dall'attività, non inferiore comunque a 1.500 dirhams.
 
Le riduzioni d'imposta previste sono:
  • esonero per cinque anni e riduzione al 50% per le aziende esportatrici di prodotti e servizi
  • riduzione del 50% per i primi cinque anni per le aziende del settore minerario
  • riduzione del 50% durante i primi cinque anni per le imprese insediate nelle province per il cui livello d'attività economica è previsto un regime fiscale preferenziale.

Per quanto riguarda le modalità di finanziamento dell’investimento estero e del rimpatrio degli utili dal Marocco, gli investimenti esteri possono essere compiuti in valuta estera tramite cessione della Bank al Maghrib oppure addebitando una somma in un conto, e le operazioni di cessazione e liquidazione degli investimenti esteri sono libere: le banche provvedono a trasferire il valore nominale dell’investimento.

Mercato del lavoro

Come in altri Paesi della regione nordafricana, la disoccupazione nella regione è in gran parte un fenomeno giovanile: i giovani, di età compresa tra i 15 e i 24 anni rappresentano il 40% o più dei disoccupati: tali livelli di disoccupazione implicano notevoli conseguenze sia a livello economico sia a livello sociale. In parte a causa della scarsità di prospettive di lavoro in patria, negli ultimi anni le persone hanno lasciato il paese in gran numero, con una percentuale stimata equivalente a circa il 16% della forza lavoro.

Il livello di istruzione è tra i più bassi dell'area nordafricana, con un livello di alfabetizzazione dei giovani oltre i 15 anni che non arriva al 60%, con un alto tasso di abbandono degli studi.
 
La regolamentazione del lavoro adottata nel luglio del 2003 è poi entrata in vigore a partire dal giugno 2004. Il contratto di lavoro è disciplinato dalle disposizioni di legge dedicate e, in misura minore, da contratti collettivi e negoziazioni individuali. Il modulo di contratto di lavoro è piuttosto rigido; esistono tre tipologie di contratto: contratto a tempo indeterminato, contratto a tempo determinato e quello a progetto. Alcuni esempi di stipendi medi:
  • Manodopera non specializzata 8,78 – 9,35 Dirhams /ora
  • Operai specializzati 9.30 – 10,45 Dirhams /ora
  • Operaio semi-qualificato 10,40 – 10,83 Dirhams /ora
  • Operaio qualificato 12,04 – 12,98 Dirhams /ora
  • Capo squadra 14,85 – 16,77 Dirhams /ora
  • Capo cantiere 2.750 – 3.630 Dirhams /mese
  • Ingegneri e quadri 6.600 – 11.000 Dirhams /mese.

Sistema bancario

Il sistema bancario marocchino sta attraversando un periodo di costante miglioramento. Il livello di liquidità è aumentato negli ultimi anni, mentre il livello di sofferenza degli istituti di credito è sceso di 10 punti percentuali negli ultimi 7 anni, ben al di sotto del 10%.
Il Marocco, assieme alla Tunisia, ha la più alta penetrazione del credito tra i paesi del Nord Africa, più del doppio di quella di Egitto e Algeria e superiore rispetto a Brasile, Russia e India. Il sistema bancario è composto da circa 25 istituti di credito, con circa 19 filiali ogni 100.000 abitanti.
Le banche italiane presenti nel Paese sono Unicredit, Monte dei Paschi di Siena, Intesa SanPaolo e Banca Nazionale del Lavoro (BNP-Paribas).
 
Esistono numerosi programmi di finanziamento previsti dai vari istituti di credito, banche e fondazioni sia nazionali che internazionali. Tra i programmi nazionali, alcuni sono destinati ai cittadini marocchini ed ai giovani. Tra i principali piani nazionali:
  • il piano governativo «Émergence II» 2009-2015, il cui obiettivo è l'identificazione dei settori produttivi di nicchia per un riposizionamento a livello internazionale. Ad esempio, la modernizzazione dell'agroindustria, dell'industria dei prodotti ittici e del tessile/artigianato, ma anche il potenziamento delle infrastrutture per l'export
  • l'aiuto economico da parte della Caisse Centrale de Garantie (istituto finanziario statale), alle imprese colpite da un decremento della loro attività e conseguentemente impossibilitate a presentare garanzie sufficienti agli istituti finanziari per l'ottenimento di un finanziamento
  • il potenziamento del Fondo Hassan II costituito nel 1999 al fine di agevolare la creazione di nuove imprese e di rafforzare gli investimenti nel settore industriale attraverso la costruzione o l'acquisto di nuove infrastrutture o di equipaggiamenti industriali
  • il lancio del "Plan Maroc Vert”, nel 2008, per sviluppare l'industria agroalimentare
  • il piano turistico Vision 2020, del novembre 2010, articolato su sei aree fondamentali: prodotto, formazione, trasporto aereo, marketing e comunicazione, ambiente turistico e organizzazione istituzionale
  • il piano Halieutis, del settembre 2009, per la riqualificazione dei porti, l'ammodernamento della flotta e il rilancio dell'industria ittica
  • il Piano Solare del Marocco per aumentare l'energia prodotta dal Marocco e ridurne la dipendenza energetica dalle importazioni di idrocarburi.
Inoltre, vanno menzionati i piani per la riconversione del porto e della città di Tangeri, compresi il TangerMed I - TangerMed II.
 
In Marocco vengono privilegiati progetti di investimento di grandi dimensioni, come ad esempio l’acquisto di terreni e la realizzazione di infrastrutture. Grande attenzione è data anche alla formazione del personale. Le società che esportano e le società che decidono di investire in aree in via di sviluppo ricevono dal Governo dei trattamenti privilegiati. In base agli accordi bilaterali presenti fra Italia e Marocco, viene garantita la stessa tutela e gli stessi vantaggi che spettano agli operatori nazionali.

Proprietà intellettuale

Il Marocco ha un sistema normativo e legislativo per quanto riguarda la tutela della proprietà intellettuale relativamente completo. I diritti per la proprietà intellettuale devono essere registrati sia a Casablanca sia a Tangeri per essere del tutto coperti. Il Marocco è un membro dell’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (OMPI) e parte di una serie di altri accordi e convenzioni internazionali per la tutela di tale proprietà, incluse le convenzioni universali per il Copyright.
Il diritto d’autore dà all’autore il diritto esclusivo di gestire l’opera protetta da copyright per quanto riguarda le royalties. Questo diritto si estende per tutta la vita dell’autore e, successivamente, viene trasferito a beneficio degli eredi dell’autore per un periodo di 50 anni.

Infrastrutture

Negli ultimi anni il governo marocchino ha avviato un importante programma di sviluppo e modernizzazione della sua rete infrastrutturale (2008-2012) al fine di migliorare i collegamenti del Paese con l’estero e potenziare le vie di comunicazioni interne, anche quelle rurali e periferiche la cui scarsità ha limitato fino ad oggi lo sviluppo di diverse aree del Paese. I settori interessati dai progetti infrastrutturali, per un totale di oltre 12 miliardi di euro sono: la rete autostradale, la rete stradale, il settore portuario, il sistema ferroviario, il sistema aeroportuale.
  • Rete autostradale: Costruzione e potenziamento dei tratti Assilah-Tanger. Tétuoan-Fnideq, Settat-Marrakesh, Tanger-Oued Rmel, la circonvallazione di Settat e Had Soualem-El Jadida. Saranno inoltre iniziati i lavori per gli importanti tratti Marrakesh-Agadir (233 km), Fés-Oujda (320 km), definiti i cantieri “faro” dal 2007, e per l’aggiunta della terza corsia sull’autostrada Rabat-Casablanca. La società ADM (autoroutes du Maroc) ha inoltre previsto lo sviluppo della fibra ottica su tutta la rete autostradale.
  • Rete stradale: l’asse stradale di 550 km lungo la costa da Tangeri a Saadia, che permetterà un maggiore afflusso turistico.
  • Settore portuario: realizzazione del nuovo complesso portuario di Tanger Med, di cui la prima parte è entrata in servizio alla fine del 2006 e il cui costo ha superato il miliardo di euro. Il complesso includerà una zona franca di 500 ettari e sarà articolato intorno al porto di trasferimento merci; la sua posizione strategica all’incrocio tra le principali vie marittime mondiali ne farà uno dei principali snodi commerciali del Mediterraneo.
  • Sistema ferroviario: la società ferroviaria marocchina (ONCF) ha avviato la realizzazione di 162 km di ferrovie, per il collegamento del nuovo complesso portuario di Tanger Med e per la tratta Taourirt-Nador. È previsto inoltre il raddoppio delle linee Casablanca-Jorf (100 km) e Settatt-Marrakesh (190 km).
  • Sistema aeroportuale: i maggiori interventi saranno effettuati per l’ampliamento dell’aeroporto di Casablanca; saranno inoltre migliorate le infrastrutture degli aeroporti di Al Hoceima, Tanger, Essaouira e Dakhla.

 

Il Marocco è membro delle Nazioni Unite e appartiene a Lega Araba, Unione del Maghreb Arabo (UMA), Organizzazione della Conferenza Islamica (OIC), Movimento dei Paesi non allineati e Comunità di Stati del Sahel e del Sahara (CEN – SAD). Pur non essendo un membro dell’Unione Africana, a causa della questione del Sahara occidentale, il Marocco rimane coinvolto nella diplomazia africana.

La politica commerciale del Marocco è stata fortemente caratterizzata dalla progressiva apertura verso l'esterno, stimolata dal processo di privatizzazioni e liberalizzazioni portato avanti nel corso del decennio scorso.

Il Marocco è uno dei partner privilegiati degli Stati Uniti nell'area del Medio Oriente allargato: è membro del MEFTA (Middle East Free Trade Area), un’iniziativa promossa da Washington per sostenere i paesi del Medio Oriente nei processi di integrazione commerciale al fine di creare una grande area regionale di libero scambio collegata con il mercato statunitense.

Dal 1° marzo 1995 il Marocco è membro dell'Organizzazione mondiale per il commercio, mentre nel 1996 è stato sottoscritto l'Accordo di Associazione con l’UE, entrato poi in vigore nel 2000, e ne 2004 è stato firmato un accordo di libero scambio con gli USA.

Il 17 febbraio 2012 è stato sottoscritto l’accordo tra UE e Marocco riguardante le misure di liberalizzazioni reciproche per i prodotti agricoli, i prodotti agricoli trasformati, il pesce e i prodotti della pesca. L'accordo, in vigore da maggio 2012, prevede il graduale annullamento delle tariffe doganali sul 55% dei prodotti agricoli e della pesca marocchina a fronte di una riduzione del 70% in dieci anni sui dazi su frutta, verdura e pesce dell’Unione Europea. Tale accordo ha suscitato le proteste degli agricoltori del Sud Italia che verranno verosimilmente messi fuori concorrenza a causa del basso prezzo della merce marocchina.
 
Per quanto riguarda l’investitore stabilmente localizzato in Marocco o i potenziali investitori stranieri, esistono favorevoli regimi doganali finalizzati allo sviluppo degli scambi commerciali con l’estero e alla promozione delle esportazioni. Per quanto riguarda le importazioni in Marocco i prodotti sono suddivisi in due categorie:
  • Beni di importazione libera (lista A) che richiedono semplicemente una dichiarazione di impegno di importazione domiciliata
  • Beni soggetti a licenza (lista B) che richiedono un certificato di importazione rilasciato dal Ministero del Commercio su presentazione di una fattura proforma in due esemplari, vistato dall’Ufficio dei Cambi.

Particolari condizioni vengono applicate sulle importazioni di macchinari industriali e di automobili usate (soggette a dazi elevati, fino al 100% del valore doganale).

La tariffa doganale sui prodotti importati si basa sul Sistema Armonizzato della Classificazione delle Merci del 1992. I diritti doganali sono imposti ad valorem con aliquote che vanno dallo 0% per i prodotti ed i materiali agricoli al 35% per i beni di lusso. Le importazioni sono altresì soggette ad imposta sul valore aggiunto con aliquote del 7%, 10%, 14% e 20%. I prodotti esonerati sono i materiali e i prodotti agricoli, i beni strumentali e i materiali e pezzi di ricambio.
Dal 1° marzo 2000 è in vigore un accordo commerciale tra Marocco ed UE, finalizzato alla graduale riduzione dei dazi sulle esportazioni marocchine in Europa.

Bilancia commerciale

Il Marocco ha tradizionalmente una bilancia commerciale passiva: il deficit della bilancia commerciale per l’anno 2011 è di 184 miliardi di Dirham (16,5 miliardi di euro), con un peggioramento rispetto all’anno precedente. A pesare sul deficit sono soprattutto le importazioni di energia.
 
Nello specifico, le esportazioni sono state di 174 miliardi di Dirham contro 358 miliardi di Dirham di importazioni.
La rilevanza del Marocco negli scambi commerciali internazionali è di circa lo 0,1%.
 
L'UE è il principale partner commerciale del Marocco, rappresentando la destinazione del 59% delle esportazioni marocchine e il 49% delle esportazioni verso il Marocco. Il Marocco è il 28mo partner commerciale dell'UE: la quota di export dell'UE riguardante il Marocco è dello 0,7%, mentre le importazioni dal Marocco rappresentano l'1% del totale. La Francia è il principale partner commerciale marocchino all'interno dell'UE (15,6% del totale delle transazioni commerciali), seguita dalla Spagna (13,4%) e dall'Italia (4,9%).
 
Per quanto riguarda gli altri partner internazionali, le relazioni con gli Stati Uniti riguardano il 7,2% del totale degli scambi commerciali marocchini. Segue la Cina con il 4,9%: le relazioni commerciali con la Cina sono notevolmente cresciute negli ultimi anni e sono fortemente sbilanciate a favore di quest'ultima. Negli ultimi anni sono cresciuti anche gli scambi con i Paesi dell'area del Golfo Persico, in particolare Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita.
 
Le esportazioni del Marocco sono rappresentate principalmente dai fosfati e loro derivati, che da soli rappresentano il 24% dell'export totale, dai prodotti tessili e abbigliamento (17%), dai prodotti agricoli (16%) e della pesca (9%), dai prodotti elettrici ed elettronici (5%).
 
Il Marocco importa principalmente beni di consumo, semilavorati, macchinari e beni capitali, e dipende inoltre dall’estero per il suo fabbisogno energetico e, in periodi di scarsi raccolti, anche per alcuni prodotti agricoli.
 
L'interscambio commerciale tra Marocco e Italia è stato di 2,09 miliardi di euro nel 2011 a fronte di 1,95 miliardi nel 2010. Il saldo è a favore dell'Italia (902 milioni di euro nel 2010; 862 milioni di euro nel 2011).
I principali beni importati dal Marocco sono macchinari, prodotti tessili, prodotti chimici e prodotti derivati dal petrolio. Le esportazioni marocchine riguardano prodotti alimentari, abbigliamento e autoveicoli.
 
La Lombardia è la regione italiana con maggiori scambi commerciali con il Marocco, seguita da Piemonte e Veneto: nel 2011 le esportazioni lombarde sono state di 396 milioni di euro (+12% rispetto al 2010), mentre le importazioni dal Marocco sono state di 70 milioni di euro (+3,7% rispetto al 2010).
Le esportazioni lombarde ricalcano quelle nazionali (macchinari, prodotti chimici e prodotti tessili). Le importazioni riguardano prodotti agricoli (45% del totale), abbigliamento e prodotti chimici.

Investimenti esteri

Il regime degli investimenti esteri è regolato dalla Carta degli Investimenti Esteri del 1995: gli investitori stranieri godono dei medesimi diritti di quelli locali; gli investimenti sono ammessi in tutti i settori, con l’eccezione di alcune attività riservate allo Stato (ad esempio estrazione di fosfati) e la proprietà di terreni agricoli.
A livello continentale il Marocco è la quarta destinazione degli IDE (preceduto da Nigeria, Egitto e Sud Africa) e risulta essere al primo posto tra i Paesi del Maghreb, che da soli attirano oltre il 42% degli investimenti esteri in Africa.
 
Gli investimenti diretti esteri verso il Marocco hanno visto un aumento del 95% tra il 2004 e il 2011, anche se hanno subito una forte flessione nel 2011 rispetto all'anno precedente (-35%), passando da 39,2 miliardi di Dirham a 25,5 miliardi di Dirham (da 3,5 a 2,3 miliardi di euro).
A pesare soprattutto la flessione degli IDE francesi (-25%). La Francia è il principale investitore straniero in Marocco, seguita da Arabia Saudita e Spagna. L'Italia ha una quota di IDE minoritaria nel Paese.
 
Gli IDE in entrata riguardano principalmente: turismo (24%); settore immobiliare (22%); vari comparti industriali, banche, trasporti, telecomunicazioni e assicurazioni.

Zone di libero scambio

In Marocco le zone di libero scambio sono state costituite con una legge del 1994 e sono sottoposte al controllo e alla gestione da parte dell’Office d’Exploitation des Ports e dell’Office d’Exploitation des Aeroports.
La più importante zona franca del Marocco è quella di Tangeri, situata vicino allo stretto di Gibilterra e in una posizione strategica data la vicinanza all’Europa. Questa zona si caratterizza per una piazza finanziaria offshore nella quale hanno sede numerose succursali di banche, in maggioranza spagnole e francesi.
Altre zone franche sono quelle del porto di Nador, dell’aeroporto di Casablanca e del porto di Dakhla. In queste zone gli imprenditori hanno diritto a numerose agevolazioni principalmente riguardanti l’esonero dal pagamento dell’IVA per i prodotti in entrata, l’abbattimento dell’80% dell’imposta sul reddito per i primi 15 anni di sfruttamento produttivo, la riduzione del 10% delle imposte sulle società per i primi 15 anni di attività, la completa esenzione dal pagamento di diritti doganali di importazione, la circolazione ed esportazione di beni e servizi per le merci che entrano nella zona franca e che vengono in quella sede trasformate per poi essere riesportate.

Turismo

Il Marocco rappresenta una delle mete turistiche preferite del Nord Africa. Nel 2010, poco meno di 9.3 milioni di turisti hanno visitato il Marocco, con un incremento dell'11% rispetto all'anno precedente.

Tuttavia, il numero assoluto di turisti presenti in Marocco è stato inferiore rispetto alle aspettative fissate dal governo come parte della strategia per il turismo denominata “Vision 2010”.
Nel 2011, nonostante le agitazioni politico-sociali nel mese di febbraio e l'attentato suicida avvenuto in un caffè turistico a Marrakech nel mese di aprile che ha ucciso 16 persone, i turisti hanno continuato il loro flusso verso il paese. Lo scenario per il 2012 sembra positivo e gli arrivi turistici dovrebbero superare il limite psicologico dei 10 milioni di visitatori.
Sostenere il turismo del Marocco negli anni a venire costituisce la strategia nazionale di "Vision 2020" e l'attuale programma di “Plan Azur Resort Development”.
 
Il turismo marocchino riguarda le attività balneari, quelle storico-culturali e quelle sportive (trekking e arrampicate nella regione dell'Atlante).
Gli investimenti esteri continuano ad affluire nel settore del turismo marocchino. Molte catene internazionali stanno costruendo nuovi resort in tutto il paese e lo sviluppo della costa del Mediterraneo dovrebbe rivelarsi un affare piuttosto considerevole nel prossimo futuro. Anche alcune compagnie aeree straniere stanno aggiungendo nuove rotte per il paese e la forte priorità data al turismo da parte del governo è un altro fattore di grande spinta.
 
Il settore turistico di alta gamma e quello balneare vogliono rivaleggiare proprio con la vicina Spagna: il Marocco continua ad avere il vantaggio del basso costo delle proprietà e della gestione. La vicinanza del Marocco all'Europa, i tempi limitati per raggiungere le mete turistiche, la presenza di vettori low cost, la reputazione di paese islamico moderato sono i fattori chiave dell'espansione turistica marocchina.
 
Per raggiungere gli obiettivi preposti in ambito turistico, il Marocco deve fare passi in avanti nei settori collegati direttamente al turismo. Si tratta delle infrastrutture portuarie, aeroporti, treni e autostrade per facilitare le comunicazioni fisiche dei milioni di turisti che arrivano nel paese. Non bisogna dimenticare lo sforzo che il paese sta attuando anche nel settore delle telecomunicazioni, direttamente collegabile al flusso turistico ed alla facilità con la quale gli operatori possono offrire servizi ai clienti.
 
Il governo marocchino ha in programma di investire, entro il 2015, più di 15 miliardi di dollari al fine di aggiornare le proprie infrastrutture di base: strade, porti e aeroporti. La domanda per i servizi nel solo settore dei trasporti aumenta ad un tasso annuo del 7-8% all'anno. Nel 2010 la società Autoroutes du Maroc (ADM), responsabile dello sviluppo autostradale, ha completato la costruzione di circa 750 chilometri di autostrada per collegare importanti città del Marocco. Nel 2011, il ministero marocchino delle Infrastrutture e dei Trasporti ha investito 1,7 miliardi di dollari per sviluppare l'infrastruttura stradale, compresi i sistemi autostradali nelle regioni di Rabat, Tit Mellil e El Jadida-Safi.
 
Oltre agli investimenti infrastrutturali, il governo marocchino è costantemente impegnato a migliorare gli standard di formazione in tutta l'industria dell'ospitalità.
 
Le opportunità per le aziende italiane sono molte. Nel comparto turistico si va dallo sviluppo e gestione delle strutture alberghiere e di ristorazione, alla comunicazione e branding, alla gestione della sicurezza ed al facility management. Inoltre bisogna considerare i settori collegati al turismo come l'edilizia e le opere infrastrutturali. Il turismo offre ampie opportunità anche alla distribuzione e commercializzazione di beni di lusso e lusso accessibile, di prodotti per la cura del corpo e di prodotti alimentari. L’inaugurazione, nel dicembre 2011, del Morocco Mall, il quinto centro commerciale al mondo per dimensione, è uno degli ultimi esempi che lo sviluppo del settore turistico marocchino può offrire alle aziende straniere.
 
Alla fine del novembre 2010, il Marocco ha presentato la sua “Vision strategy” per il turismo fino al 2020. La strategia prioritaria dell'economia riguarda il turismo con particolare riferimento al turismo di qualità, al turismo sostenibile in armonia con lo sviluppo. L'obiettivo principale di “Vision 2020” è di raddoppiare le dimensioni del settore del turismo e portare il Marocco tra le prime 20 destinazioni turistiche al mondo. Essa intende anche triplicare il numero di turisti marocchini sia per quanto riguarda il turismo interno sia quello rappresentato dagli emigrati e di attrarre un milione di turisti anche dai paesi emergenti dei vari continenti.

Agro-alimentare

Il settore agricolo fornisce un contributo importante all'economia marocchina con circa il 15% del PIL e impiega quasi il 40% della popolazione. La produzione agricola del Marocco dipende principalmente dalle piogge, dato che solo circa il 15% della superficie coltivata è irrigata. Come risultato, la produzione agricola oscilla pesantemente di anno in anno, riflettendosi sul volume delle importazioni di alcuni prodotti come animali da carne, grano e semi oleosi.
 
L'agricoltura marocchina rimane per lo più di tipo tradizionale con applicazioni limitate nella produzione di fattori ad alto contenuto moltiplicatore come fertilizzanti, pesticidi o varie tipologie di meccanizzazione. Tuttavia, molte delle aziende orientate all'esportazione, in particolare di frutta e verdura, hanno fatto grandi investimenti nel settore dell'irrigazione attraverso l'acquisto di attrezzature moderne, l’applicazione di nuove tecnologie e l'utilizzo dell'informazione e del marketing, che le hanno aiutate a soddisfare alcuni standard internazionali.
 
Il Marocco esporta principalmente agrumi freschi, frutta e verdura per lo più destinati ai vicini mercati europei. Negli ultimi anni, l'esportazione agro-alimentare verso l'Unione Europea ha rappresentato circa due terzi del totale delle esportazioni agricole e alimentari, che variano tra i 2 e 2,5 miliardi di dollari.
 
Il Marocco, contemporaneamente, importa prodotti agro-alimentari per un valore di circa 4 miliardi di dollari, di cui i paesi dell'UE forniscono circa il 33%. Gli Stati Uniti, i quali possiedono anch'essi un trattato di libero scambio con il Marocco, forniscono circa il 10-15% del fabbisogno agro-alimentare del paese.
 
Tra i comparti da tenere sotto osservazione è importante ricordare la produzione di bestiame a fini alimentari, in particolare pollame e carni bovine. I consumi di carne sono cresciuti negli ultimi anni, come conseguenza di una popolazione in espansione, di un aumento del PIL pro capite e del numero crescente di fast-food che operano nel Paese. Una parte dei consumi di pollame e bovini viene soddisfatta attraverso le importazioni, ma la produzione interna sta aumentando così come gli investimenti nel settore dell'allevamento e della trasformazione.
 
Anche i prodotti lattiero-caseari a valore aggiunto costituiscono opportunità di investimento in crescita. Nel corso dei prossimi anni la domanda di formaggi, burro e yogurt è prevista in forte aumento: il latte crescerà del 16%, il formaggio del 15%, il burro del 17%.
 
Alcuni comparti in cui la domanda è in crescita o dove sono previste future opportunità di investimento sono la produzione e importazione di grano, data la crescita dei consumi stimata al 19% fino al 2014/15, e di orzo (crescita dei consumi al 25%). Il consumo di entrambi i cereali sarà determinato anche dalla crescente domanda per l'alimentazione animale. Anche lo zucchero, alimento fondamentale nella cultura alimentare del Paese, crescerà nei prossimi anni.
 
Le opportunità per le imprese italiane non riguardano esclusivamente l'export ma anche lo sviluppo e applicazione di metodologie e tecnologie per aumentare la produttività di numerose produzioni, come nel caso del comparto lattiero-caseario. I macchinari per il movimento terra e i fertilizzanti sono altri due comparti di cui crescerà la domanda, anche se quest’ultimo vedrà crescere la produzione interna. Inoltre si aprono crescenti opportunità per il comparto della refrigerazione, conservazione, packaging e anche del marketing ai fini dell'export di prodotti marocchini.
 
Oltre alla crescita dei consumi interni ed allo sviluppo dei comparti produttivi del Paese, nel lungo periodo il Marocco si presenta come un punto di riferimento per lo sviluppo dell'agribusiness del continente africano. In particolare, emerge il ruolo che il Paese vuole giocare nella produzione e fornitura di prodotti chimici per l'agricoltura. Lo sviluppo e l'uso di fertilizzanti è visto come un'area di crescita potenziale per i prossimi 20-30 anni.
Nel mese di marzo 2011, la OCP, impresa monopolista di Stato per la produzione di fosfato (elemento base per i fertilizzanti) ha rivelato di aver iniziato a lavorare su un nuovo impianto per fertilizzanti come parte di un piano a lungo termine per rafforzare la sua presenza e le vendite in Africa e per rendere il settore agricolo più efficiente.

Gestione dell'acqua

In Marocco l'approvvigionamento idrico nelle zone urbane è quasi totale, mentre nelle zone rurali l'accesso all'acqua potabile ha raggiunto oltre il 90% nel 2010, rispetto al 14% nel 1995.
Per soddisfare la crescita della domanda prevista per la gestione delle acque reflue, il Marocco ha lanciato il Programma Nazionale di Igiene (NSP) nel 2006. L'obiettivo del programma è di sviluppare e migliorare la raccolta e il riutilizzo delle acque reflue del 60% e aumentare la distribuzione di acqua sana ai servizi igienico-sanitari per almeno l'80% nelle aree urbane. Il programma coprirà 10 milioni di persone in 260 città entro il 2020, con un costo stimato di 5,5 miliardi di dollari.
 
La Banca Africana di Sviluppo e la Banca Mondiale stanno finanziando diversi progetti per l'approvvigionamento idrico, servizi igienico-sanitari e protezione dalle inondazioni nel paese. Inoltre ci sono molti progetti in corso nel settore idrico che offrono buone opportunità per i fornitori.
 
L'Ufficio Nazionale per l'Acqua Potabile (ONEP) ha fissato ambiziosi programmi e progetti su larga scala per assicurare i servizi urbani esistenti, generalizzare l'accesso all'acqua potabile nelle zone rurali e offrire i servizi igienico-sanitari per i rifiuti liquidi. Inoltre l'obiettivo dell'ONEP nei prossimi 5 anni è quello di incrementare l'offerta di acqua potabile nelle campagne, portandola al 95% entro il 2015.
 
Per quanto riguarda le forniture urbane, nei prossimi cinque anni i progetti dell'ONEP si concentreranno sul miglioramento della rete di distribuzione e sulla ristrutturazione degli impianti di produzione, trasporto e distribuzione, al fine di generare un potenziale per il risparmio di 2,4 miliardi di m3 all'anno.
Particolare attenzione verrà data al miglioramento delle infrastrutture idriche nel settore turistico, con incentivi all'utilizzo di dispositivi per garantire l'efficienza.
 
I piani per aumentare l'offerta di capacità di acqua in Marocco offrono un mercato in forte espansione per le imprese italiane, soprattutto per quelle che offrono tecnologia, macchinari e logistica per la gestione delle acque bianche e per quelle reflue. I piani governativi riguardano non solo le unità abitative e le strutture turistiche, ma anche strutture sanitarie ed ospedali, scuole e strutture per gli anziani.
 
Un altro settore che offre opportunità è quello della gestione dello smaltimento dei rifiuti industriali, dei liquami della produzione agricola e della pelle.
I progetti di trattamento delle acque bianche e delle acque reflue, la tecnologia di distribuzione dell'acqua nelle campagne e i progetti di desalinizzazione dovrebbero essere di interesse per le imprese italiane.
 
Le migliori prospettive riguardano i seguenti prodotti / comparti: pompe ad alta pressione dell'acqua, apparecchiature di monitoraggio, sistemi di demineralizzazione, trattamento e distribuzione attrezzature idriche, prodotti chimici per il trattamento dell'acqua.
Paese: Marocco