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World Investment Report 2012

Secondo le previsioni UNCTAD il 2012 dovrebbe chiudersi a quota 1,6 trilioni, il 2013 a 1,8 e il 2014 a 1,9 trilioni.

L’UNCTAD FDI Attraction Index 2012 – che misura la capacità dei vari paesi di attrarre investimenti esteri – evidenzia i notevoli miglioramenti di Mongolia, Ghana, Mozambico, Nigeria, Albania e Cambogia. Inferiori alle aspettative i risultati di Argentina, Filippine e Slovenia.

I trend nelle varie regioni

L’instabilità politica di Libia ed Egitto ha allontanato gli investitori esteri dalla sponda sud del Mediterraneo; migliori i risultati dell’Africa subsahariana.

Crescono gli investimenti internazionali verso il sudest asiatico, in particolare in Indonesia, Malesia e Singapore.

La Cina continua ad essere protagonista e nel 2012, per la prima volta, gli investimenti esteri nel settore servizi superano quelli nel manifatturiero.

Anche l’India mantiene il suo appeal e un’importanza strategica nell’area.

Rallentano invece gli investimenti nei Paesi del Golfo soprattutto a causa della cancellazione di importanti progetti su larga scala, a danno in particolare dell’industria edilizia.

Il flusso di investimenti esteri in America latina e nei Caraibi è cresciuto, nel 2011, del 16%. Rimane alta l’attenzione degli investitori esteri in particolare per la crescita dei mercati di consumo e per la ricchezza di materie prime. Gli analisti segnalano che, in alcuni paesi dell’area, sono state introdotte misure a sostegno del settore manifatturiero locale (dazi doganali, preferenze nelle gare d’appalto…) che potrebbero ostacolare l’ingresso di nuovi investimenti esteri.

Anche la Federazione Russa rimane meta privilegiata dei flussi di investimento internazionali. E le prospettive dovrebbero migliorare dato che gli accordi con il Wto prevedono un’ulteriore apertura agli IDE nei settori bancario e assicurativo, delle telecomunicazioni e nella distribuzione.

Tra i paesi economicamente avanzati, gli Stati Uniti e l’Australia registrano una crescita più decisa rispetto al lento recupero in atto in Europa ancora alle prese con la crisi dei debiti sovrani.

Le nuove politiche a sostegno degli investimenti

Il Report evidenzia come, negli ultimi anni, si siano manifestate nuove criticità e nuove sfide a livello globale (crisi finanziarie, problematiche alimentari e ambientali, forti squilibri nella redistribuzione della ricchezza…) che stanno modificando le tradizionali politiche economiche, fiscali, monetarie e di supporto agli investimenti.

Da un lato stiamo assistendo al ridimensionamento dei Paesi economicamente avanzati cui corrisponde un maggior dinamismo dei Paesi emergenti. Dall’altro, le crisi finanziarie hanno accresciuto il ruolo dei governi nell’economia sia nei paesi avanzati sia in quelli emergenti. Inoltre i problemi economico finanziari hanno assunto una dimensione planetaria che nessun paese da solo è in grado di gestire e risolvere.

Questo inedito scenario che si sta delineando a livello globale impone ai policy maker:

  • una maggior concertazione multilaterale per favorire l’integrazione tra le strategie di sviluppo dei vari Paesi
  • un approccio più attento alle questioni sociali e alla sostenibilità dello sviluppo economico
  • uno sforzo comune per garantire il più possibile un clima favorevole agli investimenti internazionali.

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Enrico Forzato