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World trade report 2012

Gli analisti avevano previsto una flessione. Ma le cose sono andate peggio del previsto: terremoto e incidente nucleare in Giappone, inondazioni in Tailandia, crisi del debito sovrano in Europa, incertezze politiche nel Mediterraneo e in Medio Oriente.

I risultati dei paesi avanzati sono andati oltre le aspettative: l’export è cresciuto nel 2011 del 4,7%. Le economie in via di sviluppo hanno invece un po’ deluso le previsioni: +5,4%. Da segnalare: la miglior performance dell’Asia +6,6% e la contrazione dell’8,3% dell’export africano.  

Le importazioni dei Paesi CEI aumentano del 16,7% seguite da quelle dell’America del Sud e Centrale che crescono del 10,4%.

Classifica 2011 export di beni

Classifica 2011 import di beni
  1. Cina
  2. Stati Uniti
  3. Germania
  4. Giappone
  5. Paesi Bassi
  6. Francia
  7. Corea
  8. Italia
  9. Federazione Russa
  10. Belgio
  1. Stati Uniti
  2. Cina
  3. Germania
  4. Giappone
  5. Francia
  6. Regno Unito
  7. Paesi Bassi
  8. Italia
  9. Corea
  10. Hong Kong

Il Report 2012 - pubblicato dalla World Trade Organization - analizza l’impatto sullo sviluppo del commercio mondiale delle barriere tecniche al commercio, delle misure sanitarie e fitosanitarie e delle normative nazionali sui servizi.

Le misure non tariffarie che regolano la circolazione di beni e servizi possono rispondere a obiettivi legittimi di politica pubblica, come la protezione della salute del consumatore, ma possono anche essere utilizzate con fini protezionistici. Tali misure coinvolgono tutti: produttori, commercianti e consumatori. E impongono problematiche legate alla trasparenza.

Gli analisti si chiedono: “Come trovare un punto di equilibrio virtuoso tra obiettivi di politica pubblica e opportunità commerciali?