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L’olio d’oliva italiano conquista la Cina

Secondo previsioni della Coldiretti, le esportazioni di olio d’oliva italiano in Cina passeranno dai 10 milioni di chili del 2012, ai 40 milioni di chili entro la fine dell’anno.

In Cina il consumo di oli commestibili (soia, girasole, palma, oliva…) nel 2015 raggiungerà i 30.000.000 di tonnellate (20 kg. in media per persona) e il pregiato olio italiano sta facendo breccia in questo sconfinato mercato.

L’olio di oliva è un prodotto in grande espansione soprattutto per la fascia più benestante di consumatori che sta orientando le proprie abitudini alimentari verso una dieta più semplice (condimenti a crudo per verdure e pesce, minori grassi, sistemi di cottura più semplici e veloci con conseguente riduzione della tradizionale frittura cinese che fa ampio ricorso ad olio di semi).

Il principale canale di distribuzione in Cina è il supermercato, mentre la ristorazione italiana svolge un importante azione promozionale e di sensibilizzazione.

Gli spagnoli, che hanno una quota superiore al 50% del mercato cinese, producono un olio con caratteristiche organolettiche diverse da quelle dell’olio italiano. In Spagna le colture sono altamente intensive, le varietà poche e la lavorazione prevalentemente di tipo industriale. In Italia, invece, si coltivano oltre 300 varietà di olivi, su piccoli appezzamenti, in località molto varie dal punto di vista climatico e del terreno. E l'offerta è molto più ricca.

Nel 2012 c’è stata una maggiore attenzione da parte delle dogane cinesi sulle importazioni dell’olio di oliva italiano, a causa della presenza sul mercato cinese di olio di oliva commercializzato come "Made in Italy", ma che conteneva una miscela di oli di diversa origine.

La norma di riferimento in Cina per quanto riguarda la sicurezza alimentare è la Food Safety Law of the People's Republic of China e relative Implementation Regulations approvati nel febbraio 2009 che si basa sui principi del White Paper on Food Quality and Safety del novembre 2007.

Il CAAC (Certification and Acreditation Administration of China) è l’ente che rilascia le autorizzazioni in tema di certificazione/controllo della qualità e sicurezza alimentare. Il modello di riferimento è l’HACCP.

La registrazione di una marca in Cina non è un requisito cogente per l’esportazione, ma consigliabile per avviare una esportazione continuativa e prevenire che altri registrino il marchio. Infatti, la Cina è uno dei Paesi firmatari del Convegno di Parigi e dell'Accordo di Madrid (per la registrazione simultaneamente dei marchi nei Paesi aderenti) ma, al contempo, consente la protezione di un marchio solo se questo è registrato in Cina.

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Paese: Cina