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Sudan: investire nell’agrofood

In Sudan attualmente la produzione nazionale non copre il fabbisogno alimentare interno e il Paese deve ricorrere alle importazioni. Forniamo alcune informazioni sul settore agricolo, sull'allevamento e sull'industria alimentare.

Si possono effettuare proficui investimenti volti a:

  • aumentare la produzione e la produttività delle imprese già operanti sul mercato
  • realizzare nuovi stabilimenti produttivi, tecnologicamente all'avanguardia, attraverso la costituzione di joint venture con imprese locale
  • migliorare l'utilizzo di materie prime e di risorse naturali non ancora sfruttate appieno.

Il Governo sudanese per favorire gli Investimenti Diretti Esteri (IDE) nel '99 ha emanato una Legge, emendata nel 2003 , che tende a garantire all'investitore estero tutta una serie di privilegi ed esenzioni, soprattutto nei settori considerati "strategici".

SETTORE AGRICOLO

Il settore agricolo contribuisce per il 45,5% al prodotto nazionale lordo e l'80% della popolazione dipende da questo settore.
Il 90% delle esportazioni sono costituite da prodotti agricoli: cotone, gomma arabica, sorgo, frutta e verdura, semi da olio, bestiame (nel 2002, le esportazioni agricole sono state stimate in 106.000 tonnellate).

Secondo recenti stime le terre arabili ammontano a circa 84 milioni di ettari, ma solo il 15%, vale a dire 12,6 milioni di ettari, sono attualmente coltivati. Ci sono anche molte aree coperte da foreste e pascoli naturali che permettono l'allevamento di differenti specie animali.

Le diversità climatiche tra le regioni del Sudan offrono la possibilità di coltivare diverse specie vegetali durante tutto l'anno. Ciò garantisce al Paese un vantaggio notevole nella produzione ortofrutticola soprattutto nei periodi in cui tali colture non crescono in Europa per fattori climatici.
Il mercato estero – soprattutto europeo e arabo – ha una domanda molto forte di limoni, mango, pompelmi, cipolle, cetrioli e peperoncini.
Il Sud del Paese è piovoso mentre il nord, ove il clima è più arido, ha un sottosuolo ricco di acqua (stimata attorno ai 15.200 miliardi di metri cubi).
In base all'Accordo sul corso del fiume Nilo, che risale al 1959, il Sudan può usufruire di circa 18,5 miliardi di metri cubi d'acqua all'anno, anche se in realtà ne utilizza solo 12,2 miliardi.

La politica agricola

La politica agricola del governo punta a diversificare la produzione con l'obiettivo di soddisfare i bisogni interni e di creare un surplus per le esportazioni. A tale scopo vengono concesse terre per l'investimento sulle quali non gravano né tasse doganali, né quelle sul profitto.

Nel periodo immediatamente successivo alla Rivoluzione sono state:

  • aumentate le terre per la coltivazione di cereali, del sorgo e di cotone
  • varate politiche per incoraggiare la concentrazione dei piccoli produttori
  • aggiunte altre colture come mangimi, girasoli e mais
  • istituite banche e fondi specializzati nel finanziare le attività agricole, come la Farmer's Bank e la Animal resources Bank.

Lo Stato ha anche deciso di liberalizzare i prezzi dei beni agricoli; favorire l'introduzione di tecnologie avanzate; diversificare e migliorare la qualità dei prodotti per l'esportazione; razionalizzare lo sfruttamento delle risorse idriche; mantenere l'equilibrio ambientale riservando alcune aree alla pastorizia e agli allevamenti.

Nelle aree irrigate sono possibili diverse produzioni: cotone, zucchero di canna, spezie, grano, legumi, pomodori, banane, datteri, mango, limoni e pompelmi. In queste aree si potrebbero realizzare investimenti diretti

  • nel settore dell'irrigazione (rete di canali che distribuiscono le acque del Nilo, manutenzione degli acquedotti e delle pompe elettriche e manuali)
  • nel settore meccanico (trattori e macchinari in genere)
  • nell'allevamento (inserimento del bestiame nella rotazione delle colture in base ai moderni schemi di produzione)
  • nei pesticidi.

Nelle zone raggiunte dalle piogge si produce sesamo, sorgo, fagioli, girasoli, cotone, miglio, mais e karkade. Si coltivano anche gli alberi di acacia dai quali si ottiene la gomma arabica. Gli interventi possibili in queste aree:

  • utilizzo scarti del raccolto e di produzione come mangime
  • realizzazione nuovi stabilimenti per aumentare la produzione di oli di semi, cotone e differenti varietà di sorgo
  • protezione dei raccolti dalle epidemie e dalle infezioni
  • miglioramento qualità delle sementi e dei servizi di trasporto e stoccaggio.

ALLEVAMENTO

Le foreste e i pascoli naturali (1,050 milioni di ettari) rendono possibile l'allevamento di una grande varietà di animali (circa 132 milioni di capi, secondo le stime del 2002).

Gli investimenti esteri potrebbe consentire una maggior produzione di: carbone e gomma arabica, foraggio per animali, materiali per concerie.
Il settore dell'allevamento nel 2002 ha contribuito al prodotto nazionale lordo per il 21% . L'allevamento e le attività ad esso connesse (produzione di carne e di pellami) contribuiscono considerevolmente alle esportazioni.
I maggiori importatori di carni rosse provenienti dal Sudan sono l'Egitto, la Libia, l'Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, la Giordania, l'Iraq e il Kuwait.

Gli investimenti nel settore dell'allevamento potrebbero riguardare:

  • lo stabilimento di fattorie moderne
  • il trasporto di bestiame e di carni
  • la macellazione in strutture moderne
  • la refrigerazione, la conservazione e la lavorazione delle carni
  • l'allevamento di animali per la produzione di latte e derivati e di uova
  • la produzione di mangimi e medicine per animali.

Per quanto riguarda le riserve ittiche , queste ammontano a 110.000 tonnellate sulle coste e nelle acque interne mentre è di 9.000 tonnellate la stima delle riserve ittiche nelle acque del Mar Rosso.
Altro settore di interesse per gli investimenti è quello della piscicoltura, della produzione di ostriche e di pesce secco.

INDUSTRIA ALIMENTARE

L'industria alimentare rappresenta uno dei settori chiave per la crescita economica e l'industrializzazione del Paese.

Malgrado ci siano molti stabilimenti che si occupano della trasformazione dei prodotti agricoli, è possibile realizzare altri investimenti in questo settore, soprattutto nell'area del food processing .
Il Governo sta tentando di incoraggiare gli investimenti nelle industrie di medie dimensioni che si occupano del confezionamento e dell'imballaggio e spingendo le industrie agricole a realizzare il food processing nelle aree di produzione al fine di ridurre i costi di trasporto e gli sprechi.

I campi specifici in cui sarebbe opportuno l'intervento degli investimenti esteri sono quello della produzione di

  • succhi e concentrati di pomodoro (Kassala, Abujibeiha, Stati del Sud e Stato di Khartoum)
  • frutta e verdura (Kassala, Shendi, Karima, Stato di Khartoum e Stati del Sud)
  • zucchero in diversi stati
  • margarina (Kordofan, Darfur e Gezira)
  • foraggi concentrati (Sud Darfur, New Halfa, Faw, Kassala e Obeid)
  • conservazione del pesce (Malakal, Jebel Awlia, Damazin, Halfa e Port Sudan)
  • glucosio e fruttosio (Gadarif, Kordofan e Darfur)
  • conservazione della carne (Kordofan, Darfur, East Nile)
  • produzione di latte (Western Sudan, Gezira, Stato di Khartoum)
  • gelatine (Stato di Khartoum e Gezira)
  • alimenti per bambini, biscotti e acqua minerale (Stato di Khartoum)
  • olii dai semi di sesamo, girasole, cotone ecc.

Zuccherifici

Grazie alla vastità delle terre coltivabili, cui si aggiunge una manodopera a basso costo e un clima favorevole, il settore della canna da zucchero, il principale nella produzione nazionale di zucchero, ha notevoli potenzialità.

Il primo zuccherificio sudanese è stato istituito nel 1962, nella provincia di Gezira, con la Guneid Sugar Factory. Attualmente gli zuccherifici sono cinque, di cui quattro di proprietà dello Stato, mentre il quinto – The Kenana Factory fondato nel 1975– è una joint venture fra Sudan, Paesi arabi e altri capitali.
La Kenana Sugar Factory è una delle più grandi industrie di raffinazione dello zucchero e la sua produzione annua raggiunge una media di 300.000 tonnellate di zucchero bianco. E' al momento allo studio un progetto per la produzione di foraggio per animali dagli scarti dello zucchero di canna.

Il Governo ha realizzato diversi programmi per modernizzare il settore, per sostenere le industrie di piccole e medie dimensioni e per aumentare le esportazioni. Si punta alla realizzazione di:

  • grandi zuccherifici orientati all'esportazione
  • piccole piantagioni di canna da zucchero e di barbabietola da zucchero in diverse province
  • piccoli impianti per la produzione di zucchero di canna grezzo.

Produzione di carne

Secondo una stima fatta nel 2002, i capi di bestiame in Sudan si attestano sui 132 milioni di unità (39,4 milioni di buoi; 48 milioni di pecore; 41,3 milioni di capre e 3,3 milioni di cammelli).
I pascoli occupano il 10% della superficie sudanese. In Sudan esistono fattorie che allevano bestiame in maniera moderna e che possono usufruire di tecnologie e servizi veterinari avanzati. 

La domanda annuale di carne di vario tipo è in crescita in tutto il Paese, grazie all'aumento del reddito pro capite e della popolazione. La produzione interna di carni bianche e rosse copre il fabbisogno e nel caso delle carni rosse rende possibile anche l'esportazione.

I macelli , amministrati dalle autorità locali, sono di tipo tradizionale, meccanico e semi-meccanico. Ci sono anche dei macelli che si occupano esclusivamente di prodotti per l'esportazione (in particolare, Kadaru e Omdurman nello Stato di Khartoum).
Le carni sudanesi sono famose per la loro qualità e soprattutto per essere prive di additivi, di ormoni e di prodotti chimici. Al fine di incrementare la produzione si sta cercando di

  • meccanizzare la distribuzione dei mangimi
  • introdurre il pascolo nei periodi di rotazione delle colture, come avviene nell'area di Gazera e di Rahad
  • migliorare i servizi veterinari
  • aumentare la produzione di carni bianche destinate al consumo interno.

Esistono buone opportunità per gli investimenti diretti a favorire lo sviluppo di:

  • nuovi mercati per la vendita del bestiame
  • fattorie avicole moderne in grado di migliorare le specie e di incrementare la produzione
  • nuove tecniche da utilizzare nel settore della pesca e degli allevamenti ittici
  • sistemi di refrigerazione e di trasporto dalle aree di produzione a quelle di consumo.

Conservazione e stoccaggio

I settori della conservazione e dello stoccaggio sono fondamentali per rendere disponibili i prodotti agricoli anche in periodi differenti da quello del raccolto e anche in luoghi lontani dalle aree di produzione.
In Sudan è possibile stoccare oggi materiali agricoli fino ad un massimo di sei milioni di tonnellate, divisi in silos, matmuras – i tradizionali magazzini interrati – e le shunas – aree ove viene riunito il raccolto – dove vengono conservati il sorgo, il mais, il grano, il sesamo e altri cereali.

Più del 40% della capacità di stoccaggio è utilizzata per le sementi, il 38% per il sorgo e il restante 2% per il grano.
I silos sono considerati una delle strutture di stoccaggio più importanti per differenti sementi adibite all'esportazione.

La gran parte dei silos e dei moderni magazzini, che stanno a poco a poco sostituendo i matmunas e le shunas, sono concentrati a Port Sudan e nell'area di Ged Aref.
Mentre i silos di Port Sudan sono utilizzati sia per i beni importati che per quelli da esportare e hanno una capacità di circa 50.000 tonnellate annue, le strutture di Ged Aref sono utilizzate per lo stoccaggio strategico.

Le strategie e le politiche di stoccaggio in Sudan prevedono l'aumento della capacità di stoccaggio per i beni destinati all'esportazione attraverso il raddoppio della capacità di stoccaggio di Port Sudan che dovrebbe arrivare a 100.000 tonnellate annue.
Le possibilità di investimento in questo settore riguardano:

  • le attività di riabilitazione delle strutture di stoccaggio esistenti
  • la realizzazione di magazzini/frigorifero per la conservazione di frutta, verdura, carne e pesce
  • la conservazione del latte e dei prodotti caseari.

Paese: Sudan