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Federalimentare: fondamentale sostenere l’internazionalizzazione

Nel corso dell’Assemblea pubblica di Federalimentare del 7 maggio 2012 il presidente Filippo Ferrua Magliani ha fornito le “ricette” per sostenere la crescita del settore: rilanciare i consumi e sostenere l’internazionalizzazione. Pubblichiamo un abstract della sua relazione.

Gli indici di produzione grezzi Istat 2011 mostrano che la produzione dell’Industria alimentare italiana ha chiuso con un calo del -1,8% sull’anno precedente (a parità di giornate lavorative, il calo di produzione si contrae al -1,1%). Il trend degli ultimi mesi del 2011 ha manifestato un progressivo peggioramento, confermato dai primi dati di avvio 2012.

Al di là dei dati squisitamente congiunturali, la produzione alimentare del Paese ha mostrato nel tempo una dinamica largamente premiante, mettendo a segno sull’arco 2000 - 2011 un +10,4%, con oltre 25 punti di differenza rispetto al -15,2% dell’Industria nazionale nel suo complesso (confermato quindi il ruolo di galleggiante anticiclico del sistema).

L’export alimentare

Nel confronto 2000-2011, l’export dell’Industria alimentare ha messo a segno, infatti, una crescita del +86,8%, con oltre 43 punti di vantaggio rispetto al +43,35% registrato in parallelo dall’export totale del Paese. Il Made in Italy si identifica sempre più, quindi, con i prodotti dell’Industria alimentare nazionale.

L’export dell’Industria alimentare ha chiuso il 2011 superando di giustezza la quota di 23 miliardi di euro, con una crescita del +10% sul 2010. La dinamica dell’export alimentare nell’area UE si conferma ancora una volta più contenuta (+8,5%) di quella complessiva, a seguito della diversificazione degli sbocchi perseguita dagli operatori. Risultano interessanti gli spunti registrati, a consuntivo, da alcuni mercati emergenti:

  • Russia (+25,3%)
  • Cina (+26,2%)
  • Brasile (+28,1%)
  • Sud Africa (+28,4%)
  • Corea del Sud (+19,0%).

Interessanti anche le variazioni messe a segno da alcuni mercati comunitari: Ungheria (+27,4%), Repubblica Ceca (+17,2%) e Austria (+16,2%). E’ da notare il rallentamento del mercato USA che chiude a consuntivo con un +10,3%, praticamente allineato col trend generale di settore.

Guardando ai comparti di maggiore peso, spicca il risultato del comparto leader dell’export, l’enologico, con 4.769 milioni (+11,8%), del dolciario, con 2.818 milioni (+8,7%), del lattierocaseario, con una quota di 2.135 milioni (+10,9%), degli oli e grassi, con 1.718 milioni (+10,6%), delle carni preparate, con 1.223 milioni (+10,0%).

Quote più basse registrano: la trasformazione della frutta, con 1.001 milioni (+11,2%) e le acquaviti e liquori, con una quota di 647 milioni (+12,3%). L’alimentazione animale, con una quota di 339 milioni (+26,0%) e il molitorio, con 253 milioni (+29,3%) mostrano picchi espansivi legati in gran parte alla bolla delle commodity, che ha gonfiato costi di produzione e prezzi.

Secondo le previsioni Federalimentare l’export continuerà a dare soddisfazioni, grazie alla tenuta dei principali mercati esteri. È molto difficile tuttavia che esso riesca a raggiungere i tassi di crescita a due cifre dell’ultimo biennio a causa della frenata conseguente al raffreddamento dei nostri mercati di riferimento nell’area UE.

L’import 2011 dell’Industria alimentare raggiunge la quota di 18,5 miliardi di euro, registrando così un +10,6% sullo stesso periodo del 2010, in calo di circa tre punti rispetto alle variazioni registrate a metà anno.

Il saldo corrispondente è pari a un attivo di 4.5 miliardi, in aumento del +7,3% su quello del 2010.

L’estero rimane l’unica area di realistica espansione del “food and drink” italiano, ma richiede sforzi promozionali adeguati, soprattutto sui mercati più lontani, che offrono le migliori prospettive di espansione, e dove le aziende italiane, specie se PMI, arrivano con maggiore difficoltà.

Un formidabile driver anticrisi è l’Expo di Milano del 2015. Federalimentare crede nell’Esposizione Universale del 2015, quale volano della ricerca e dell’internazionalizzazione del Made in Italy. Il tema prescelto per l’Expo 2015 “Feeding the Planet, Energy for Life” rappresenta un’opportunità unica di promozione dell’Industria alimentare italiana e di valorizzazione delle eccellenze imprenditoriali, produttive e scientifiche che il nostro settore può vantare.

L’Industria alimentare nazionale, grande produttrice ma anche utilizzatrice di prodotti a denominazione protetta, condivide e sostiene con forza gli obiettivi europei di rafforzamento della protezione delle indicazioni geografiche (siamo al primo posto nella Comunità) sia nel mercato interno, che a livello globale, in via prioritaria attraverso il loro riconoscimento multilaterale in seno al WTO, ma anche mediante la promozione di accordi bilaterali per la penetrazione dei nuovi mercati, evitando contraffazioni e contrastando il fenomeno imitativo dell’Italian Sounding (circa 60 miliardi di euro nel mondo, con livelli macroscopici nei mercati più ricchi, come quello nord-americano).

Al fine di contrastare i fenomeni dell’Italian Sounding e della contraffazione, proponiamo di sviluppare gli investimenti promozionali all’estero, attraverso la piena deducibilità dei costi sostenuti per le attività di promozione e commercializzazione di prodotti italiani all’estero.

Relazione del presidente Filippo Ferrua Magliani