Il sito per le imprese che operano con l’estero

Rapporto Inea 2012 sull’agricoltura italiana

La nona edizione del “Rapporto sullo Stato dell’Agricoltura”, curato dall’Istituto Nazionale di Economia Agraria, evidenzia luci e ombre di un settore che merita sempre più attenzione, perché è uno dei pilastri su cui poggia la forza del Made in Italy nel mondo.

Il sistema agricolo - in riferimento alla branca agricoltura, silvicoltura e pesca - ha fatto registrare nel 2011 una significativa crescita del valore della produzione rispetto al precedente anno. In particolare la produzione si è attestata, a valori correnti, a 51.847 milioni di euro, evidenziando un incremento di 6,4 punti percentuali. Il trend è in linea con i dati presentati dall’Eurostat in riferimento al valore della produzione agricola comunitaria che, nel 2011, è cresciuto del 7,5%.

All’aumento del valore della produzione hanno contribuito sia i cereali che i prodotti zootecnici. L’indice ISMEA dei prezzi agricoli alla produzione, ha mostrato un incremento del 14,2% su base annua, a seguito dei rialzi sia delle colture vegetali (+15%) sia dei prodotti zootecnici (+13%).
L’indice dei prezzi Fao, ha registrato un significativo incremento (+22,8%), che segue quello altrettanto elevato dell’anno precedente (+18,1%).

All’incremento del valore della produzione agricola italiana ha fatto da contraltare l’aumento del valore dei consumi intermedi, aumentati a livello nazionale dell’8,2% e che hanno portato il dato in termini correnti a 24.210 milioni di euro.

A livello nazionale, gli andamenti del valore della produzione e dei consumi intermedi hanno determinato una crescita del valore aggiunto che si è attestato a 27.637 milioni di euro, ovvero +4,8% rispetto al 2010. Un risultato che se letto in profondità non appare affatto confortante. Se il valore della produzione ha raggiunto nel 2011 un livello record, il valore aggiunto generato non è riuscito nemmeno a recuperare le perdite subite nel biennio 2009-2010.

D’altro canto il risultato del 2011 è imputabile quasi esclusivamente alla dinamica dei prezzi, aumentati sia per quanto concerne la vendita dei prodotti (+6,4%), come già evidenziato, sia per l’acquisto dei consumi intermedi (+7,6%).

Dal 2007, inoltre, si è assistito a una perdita di produttività del lavoro in agricoltura, anche se nel 2011 il valore sembra in aumento spinto sostanzialmente dalla riduzione degli occupati agricoli.

Il credito è diventato un tema cruciale per il settore agricolo nell’attuale contesto economico. Il deteriorarsi delle condizioni di accesso al credito sta penalizzando soprattutto le imprese agricole di piccola e media dimensione che fanno maggiormente ricorso al credito bancario e hanno minore potere contrattuale rispetto al sistema bancario.

I tassi sui finanziamenti per cassa, distribuiti per tipologia dell’operazione e durata originaria del tasso (ovvero per il periodo entro il quale contrattualmente il tasso d’interesse non può cambiare), hanno mostrato nel 2011, per il settore dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, un aumento che ha raggiunto lo scorso dicembre il 5,15% nei prestiti fino a 5 anni e il 5,27% per i finanziamenti oltre i 5 anni (valori superiori di una volta e mezzo rispetto al costo dei finanziamenti erogati alle imprese industriali).

La crescente difficoltà di accesso al credito si è riflessa negativamente sull’attività di investimento delle imprese agricole, sia pure con una dinamica diversa rispetto ad altre tipologie di investimento (costruzioni, mezzi di trasporto, impianti e macchinari). Nel 2011 gli investimenti fissi lordi per il settore primario sono rimasti pressoché invariati (+0,5%), dopo la crescita registrata per gli anni 2009 (+3,2%) e 2010 (+2,8%).

Il commercio con l’estero

Il sistema agroalimentare italiano nel 2011 ha mostrato un andamento dei flussi commerciali decisamente positivo. Le esportazioni si sono attestate a 30,5 miliardi di euro correnti, ovvero in crescita dell’8,5% rispetto al 2010. Anche le importazioni sono aumentate di ben 11,5 punti percentuali, portando la spesa nazionale per fornitura estere a 39,5 miliardi di euro.

Sulla base dei dati Istat, a partire dal 2000 il sistema agroalimentare ha manifestato un costante miglioramento del saldo normalizzato, diversamente al totale del sistema produttivo nazionale che ha fatto registrare un costante peggioramento.

I principali prodotti di esportazione per il sistema agroalimentare sono quelli del Made in Italy, con crescita sia in termini di quantità che di prezzo per pressoché tutti i prodotti.Sul fronte delle importazioni, i principali prodotti sono perlopiù commodity.

Infatti, il made in Italy alimentare continua a mantenere e incrementare le sue quote all’estero anche nei primi mesi del 2012, di oltre un punto percentuale. Viceversa, si riduce la vendita estera dei prodotti agricoli non trasformati.

Download Report 2012