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Intervista a Fabrizio Rossi, Ad Irsap

Il Gruppo Irsap opera nel campo del comfort ambientale (radiatori, condizionatori, refrigeratori d'acqua). 

L'impresa rodigina ha aperto un nuovo stabilimento in Romania (partecipazione Finest al 10%) e ha realizzato una joint venture con un'azienda pubblica cinese (partecipazione Simest al 9%).

Com'è nata e come si è sviluppata la vostra azienda?

Irsap nasce nel 1963 per produrre radiatori, in acciaio stampato prima e dopo alcuni anni in acciaio tubolare.
Nel 1981 realizziamo il primo radiatore da bagno scaldasalviette italiano.

Abbiamo sempre considerato il radiatore non solo come elemento riscaldante, ma anche come componente d'arredo. 
Questo approccio e i costanti investimenti tecnologici ci hanno permesso di raggiungere una posizione di leadership nei radiatori tubolari non solo in Italia, ma anche in Europa.

Attualmente produciamo più di 6 milioni di elementi di radiatore e deteniamo circa il 40% del mercato italiano dei radiatori in acciaio tubolari.

Nel 1996 iniziamo la nostra esperienza nella climatizzazione residenziale. Il buon riscontro del mercato ci ha spinto ad acquisire nel 2000 la Rhoss, azienda italiana specializzata nella produzione di macchine per il condizionamento e la climatizzazione industriale, terziaria e residenziale.

Ad oggi il Gruppo ha oltre 1.100 dipendenti, di cui 250 residenti all'estero, e un fatturato consolidato di 160 milioni di euro (43% air – conditioning, 53% heating).

Ci parli della vostra attività sui mercati internazionali

Definirei la nostra strategia di internazionalizzazione "tradizionale". Abbiamo dapprima puntato a distribuire i nostri prodotti sui mercati europei attraverso distributori locali.
Nel 1993/94 abbiamo aperto due filiali, una in Francia e l'altra in Spagna. A queste due si è aggiunta poi la filiale tedesca della Rhoss.

Consolidato il presidio nei mercati europei tradizionali, abbiamo iniziato a guardare all'est Europa prima e alla Cina poi, consapevoli del fatto che l'internazionalizzazione era per noi una scelta obbligata.
Lo scenario competitivo per una media azienda come la nostra è ormai su scala mondiale e i nostri principali competitor tedeschi sono molto attivi all'estero.

Perché proprio la Romania?

La Romania ha una posizione geografica strategica che permette di servire mercati dalle prospettive molto interessanti, ha bassi costi di manodopera, offre una certa stabilità politico-economica e la lingua diversa non rappresenta un grosso problema.
Non è un caso che centinaia di aziende italiane abbiano deciso di delocalizzare lì.

Con un investimento di circa 7 milioni di euro abbiamo realizzato lo stabilimento di Cluj-Napoca (10.000 mq. coperti) che ha da poco iniziato a produrre radiatori tubolari.

Contiamo di esportare parte della produzione soprattutto verso i Paesi dell'ex Unione Sovietica e nell'area balcanica.

In Romania non abbiamo cercato un partner locale. Finest partecipa al 10% del capitale sociale, che è quindi interamente italiano.

E poi arriva la joint venture in Cina...

In Cina abbiamo incontrato maggiori problemi logistici, linguistici, normativi. Ci siamo ben presto resi conto delle difficoltà che avremmo avuto a gestire da soli la fase distributiva e abbiamo quindi iniziato a cercare un partner cinese affidabile che conoscesse e controllasse il territorio.

Ci siamo avvalsi della collaborazione di due consulenti. Uno di nazionalità italiana che ci ha seguito a livello legale e uno di nazionalità cinese che ha lavorato prevalentemente a livello contabile e amministrativo.

Dopo una lunga trattativa, resa più difficoltosa anche dalla Sars, abbiamo optato per un'azienda pubblica, la Beijing Golden Tiger Radiators Co. con 240 dipendenti e un fatturato annuo di 5,5 milioni di euro.
La Irsap detiene il 61% del capitale della nuova società, Simest il 9% e il restante 30% è in mano al partner locale.

Il nostro investimento è stato pari a circa 6 milioni di euro. La sede industriale si espande su una superficie di 12.000 mq. Anche in questo caso produciamo e vendiamo radiatori in acciaio tubolare di design italiano per applicazioni residenziali, commerciali e terziarie di fascia medio – alta.

A differenza della Romania, la produzione è diretta al mercato interno che ha prospettive di crescita molto interessanti.
Ogni anno in Cina si vendono 30 milioni di caloriferi. E' in atto una privatizzazione dei consumi all'interno dei nuclei abitativi (prima il sistema di riscaldamento urbano era un servizio pubblico).
Intendiamo portare in 3 – 4 anni il giro d'affari di Irsap – Tiger a 30 milioni di euro.

In Cina prevedete di vendere solo radiatori?

Per sfruttare il nostro know how nel comparto della climatizzazione abbiamo già iniziato a ricercare in Cina anche componentistica con l'obiettivo di realizzare un nuovo impianto produttivo di condizionatori (o di realizzare un'altra joint –venture con un partner locale) non solo per rifornire il mercato cinese, ma anche per esportare in altri mercati asiatici.

Come giudica il supporto fornito da Finest e da Simest?

Sinceramente in alcuni momenti abbiamo sofferto un po' le lungaggini burocratiche che operazioni complesse, mi riferisco soprattutto alla Cina, comportano.
Ma ad un imprenditore in procinto di avviare un'operazione all'estero consiglierei comunque di ricercare questo tipo di collaborazione istituzionale.

Quale altri consigli si sente di dare?

Di non sottovalutare l'aspetto umano. Per realizzare i nostri progetti all'estero abbiamo sempre cercato di coinvolgere nostri dipendenti italiani di fiducia, disponibili a viaggiare e a vivere all'estero per lunghi periodi.
E a queste risorse non abbiamo chiesto solo di occuparsi degli aspetti tecnologici, ma di seguire anche il rapporto con i partner, il management e gli operai locali.

Quali progetti per il futuro?

Pur avendo delocalizzato parte della nostra produzione all'estero, siamo consapevoli che è per noi fondamentale mantenere la ricerca & sviluppo, l'innovazione e la creatività in Italia.

A tale scopo abbiamo deciso di ampliare la gamma dei radiatori creando una nuova linea di prodotti ad alto contenuto di design per un target particolarmente esigente.

Stiamo inoltre creando una nuova società, Ir.tech, che si concentrerà sulle nuove tecnologie del comfort ambientale (pannelli radianti, energia solare, soluzioni per migliorare l'efficienza energetica).

Infine continueremo ad investire nel laboratorio di Ricerca e Sviluppo di Rhoss che abbiamo recentemente creato con un investimento di circa 2 milioni di euro.

Enrico Forzato