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II settore arredamento nel 2012

II settore arredamento nel 2012

Il mobile-arredo italiano ha 34 miliardi di fatturato, di cui il 35% deriva dall'export, ed è costituito da oltre 30 mila aziende che impiegano circa quattrocentomila persone.

Il settore nel 2012 ha vissuto uno degli anni più drammatici dal dopoguerra: dopo il crollo del giro d’affari del 2009 (-18%) e il timido recupero del 2010 (+1,9%), il 2012 si chiude con un nuovo rallentamento (-4,2%).

Nel 2012 hanno chiuso 2.400 imprese, mentre sono 8.200 i posti di lavoro persi. Dall’inizio della crisi a oggi, sono oltre 10mila le aziende che hanno cessato l’attività e più di 51mila gli occupati in meno.

Il macrosistema LegnoArredo nel quinquennio 2007 - 2012 ha visto i consumi passare da 33,8 a 20,6 miliardi di euro (-39% in termini di valore).

Crolla in particolare il mercato interno che quest’anno ha accusato un calo del -17,6% (addirittura più accentuato di quello drammatico del 2009).

La contrazione delle vendite nazionali di prodotti legati alla casa ha investito pressoché tutti i comparti dipendenti, direttamente o indirettamente, dall’edilizia.

Tra questi, in forte sofferenza il macrosistema arredamento che ha fatto registrare un -19,7% a causa della caduta dei redditi reali delle famiglie e al sostanziale blocco dell’erogazione dei mutui che hanno inciso profondamente sull’indotto della casa (nel secondo trimestre 2012 i finanziamenti e prestiti con costituzione di ipoteca immobiliare hanno registrano una caduta annua del 41,2%).

In crisi anche le importazioni a dimostrazione del fatto che gli italiani non si sono indirizzati su alternative estere più economiche (gli acquisti dalla Cina, in quantità, hanno fatto registrare un pesante -20%).

Nell’anno in corso l’unica nota positiva viene dall’export che ha faticosamente tenuto il passo, anche se gli ultimi mesi dell’anno stanno segnando un preoccupante rallentamento nei mercati Ue 27 che rischia di compromettere il buon andamento delle vendite extra Ue (+10%).

Hanno trainato la crescita soprattutto i beni intermedi a base di legno e il sistema illuminazione, ma la crescita ha accomunato quasi tutti i comparti dell’arredamento e dei prodotti in legno, compresi quelli per l’edilizia.

L’Unione Europea è ancora l’area di sbocco principale per l’export di settore (60% circa), ma registra da anni un tasso di crescita contenuto. La Francia è il primo paese importare di arredo made in Italy, seguono Germania e Regno Unito. L’Italia detiene in Europa una quota del 15%.

Sono Stati Uniti e Russia i mercati attualmente più dinamici per le imprese italiane del Legno-Arredo attive nell'export.

  • Nel primo semestre del 2012 le esportazioni lombarde della filiera del Legno-Arredo verso la Russia hanno rappresentato il 15% circa del totale dell’export italiano verso il mercato russo. Nel 2017 gli acquisti dalla Russia dovrebbero essere pari a quelli tedeschi.
  • Nel 2016 gli acquisti di arredo degli Stati Uniti dovrebbero crescere del 30% rispetto al 2011.

Molto buone le prospettive dell’export verso il Medio Oriente. Gli Emirati Arabi, malgrado la bolla immobiliare che ha recentemente colpito questi mercati, nel 2016 dovrebbero raddoppiare i loro acquisti rispetto al 2011. Nel 2017 gli acquisti di Arabia saudita e Quatar dovrebbero invece crescere dell’80% rispetto al 2011.

Al momento Cina e India sono raggiunti in maniera marginale dalle aziende italiane dell’arredamento che comunque hanno aumentato del 50% la propria quota di mercato in Cina nel biennio 2010 – 11. Nei prossimi 7 anni l’India scalerà ben 12 posizioni e diventerà il 17° mercato di sbocco.

La Corea del Sud infine guadagnerà 5 posizioni e arriverà al 19° posto della classifica dei principali clienti dell’arredo italiano.

Acquisti mondiali di prodotti d’arredo italiani

Fonte: Centro Studi Cosmit / Federlegno Arredo

Informazioni:
Ufficio stampa FederlegnoArredo
Andrea Brega
andrea.brega@federlegnoarredo.it