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Export 2011 macchine grafiche, cartarie, cartotecniche, per il converting

L’Italia è leader mondiale nella produzione di macchine per la stampa rotocalco e flessografiche, e in quelle per la cartotecnica e il converting (finitura di carta e cartone), mentre è dipendente dall’estero soprattutto per le macchine per la fotocomposizione, scanner e processi prestampa in genere.

I costruttori italiani di dimensioni industriali sono circa 150, con un numero di addetti attorno alle 7.000 unità. Il settore presenta le caratteristiche tipiche della meccanica avanzata italiana: poche grandi aziende e numerose imprese medio piccole, fortemente specializzate che hanno fatto della flessibilità il loro punto di forza, e che sono interconnesse a una fitta rete di subfornitori, anch’essi in grado di garantire lavorazioni di elevata qualità.

Altra caratteristica del settore è la forte concentrazione a livello territoriale degli impianti produttivi: circa il 65% è localizzato in Lombardia e Piemonte, un altro 30% circa in Emilia-Romagna, Veneto e Toscana.

Con riferimento ai settori di sbocco, negli ultimi anni si nota un progressivo spostamento della produzione verso il mercato dell’imballaggio (ora assorbe quasi il 70% dell’intero fatturato del settore) e, per contro, un calo della quota destinata al comparto grafico (circa il 20%) determinato dall’affermarsi sempre più delle tecnologie multimediali nel mondo grafico-editoriale.

Il settore nel 2011

L’industria italiana delle macchine grafiche, cartotecniche e di trasformazione archivia un buon 2011. Più 8,7% è stata la crescita del fatturato che sommata a quella dell’anno precedente, ha permesso al settore di recuperare interamente la perdita a due cifre subita nel 2009.

L’incremento in termini reali risulta attorno al 6,7%: il livello dei prezzi medi di settore è leggermente cresciuto nel 2011 allo scopo di recuperare almeno in parte l’aumento del costo delle materie prime e in particolare dell’energia.

Per quanto riguarda le principali categorie merceologiche, nel 2011 prosegue l’aumento del fatturato delle macchine da stampa e per il converting (+9,4%) che rappresentano oltre la metà dell’intero fatturato del settore (58%); prosegue pure la crescita del fatturato delle macchine per legatoria e per cartotecnica (+9,2%), mentre torna a diminuire l’ammontare del fatturato delle attrezzature per la prestampa che costituiscono una quota marginale dell’intera produzione italiana.

Anche nel 2011 la dinamica positiva del settore è stata possibile solo grazie al buon andamento delle vendite sui mercati esteri (+11,2%), persistono invece le difficoltà sul mercato interno dove i produttori italiani segnano una modesta flessione (- 0,8%).

Pertanto è aumentata ulteriormente l’incidenza dell’export sul fatturato totale che ha raggiunto, per la prima volta, la soglia dell’81% a conferma del forte orientamento dei produttori italiani all’esportazione e della capacità di competere con successo sui vari mercati internazionali.

Nel 2011 torna a calare la domanda interna (-8,6%) e tale flessione provoca anche una contrazione delle importazioni pari al 13,8%. Il significativo incremento delle esportazioni e l’altrettanto consistente calo delle importazioni si è tradotto in un ulteriore aumento a due cifre del saldo positivo della bilancia commerciale del settore (+27%) che evidenzia una certa solidità di questa industria al di là del difficile momento congiunturale.

Esportazioni

Nel 2011, nonostante una domanda mondiale del settore più lenta rispetto al 2010, le esportazioni italiane sono cresciute dell’11,2%, una performance nettamente migliore di quella dell’export tedesco del settore in flessione nel 2011.

Nel 2011 aumenta l’incidenza delle esportazioni sul fatturato per le macchine da stampa e per quelle per il converting, pressoché invariata rimane la percentuale per le attrezzature per la prestampa, mentre si riduce la propensione all’esportazione per le macchine cartotecniche e per quelle per legatoria.

Nel 2011 la distribuzione dei flussi di export della produzione italiana verso le diverse aree continentali ha visto un’ulteriore crescita delle vendite:

  • nell’intero continente europeo (+11,6% nella UE e +36% nel resto dell’Europa)
  • nel Nord America (+48,7%)
  • nelle “Altre aree” (+17,3%).

Si riducono invece le esportazioni: in Asia (-11,7%) e nel Centro-Sud America (-4,8%).

Unione Europea

È proseguita anche nel 2011 la crescita del flusso esportato in quest’area; l’ammontare complessivo risulta però ancora inferiore ai livelli toccati nel 2008, prima della crisi. Pari a quasi il 39% rimane la quota di macchine italiane destinate ai mercati dell’Unione Europea.

Fra i paesi UE, si segnala la ripresa delle vendite italiane in Germania (l’unico mercato europeo rilevante con un trend negativo nel 2010), soprattutto di macchine da stampa e cartotecniche; la Germania ritorna così ad essere il secondo acquirente di macchinari italiani dietro agli USA.

Prosegue l’aumento delle esportazioni di questo settore in tutti gli altri più importanti mercati UE: Francia, Spagna, Regno Unito e Paesi Bassi. Di segno opposto, in calo, è l’andamento delle vendite in Belgio e Austria.

Paesi extra UE

Il rilevante incremento delle esportazioni in quest’area (+36%) ha consentito non solo di recuperare quanto perso nel 2009, ma anche di incrementare ulteriormente il flusso esportato. Nel 2011 riprendono ad aumentare considerevolmente le vendite:

  • in Russia (+96,2%)
  • in Turchia (+74,2%), diventata il quarto mercato di sbocco per la produzione italiana di questo settore guadagnando tre posizioni rispetto al 2010.

Nord America

La ripresa, ancora timida nel 2010, è stata consistente grazie all’incremento delle vendite di tutte le tipologie produttive in entrambi i Paesi dell’area. In particolare gli Stati Uniti si confermano il maggiore mercato di sbocco per le macchine italiane con una quota che passa da circa il 10% dell’intero export nel 2010 a quasi il 13% nel 2011.

Riprendono ad aumentare, raddoppiando rispetto al 2010, le vendite destinate al Canada permettendo così all’Italia di conquistare per la prima volta il terzo posto come fornitore estero di macchinari in quel mercato.

America Latina

Il trend, che è stato positivo per buona parte del 2011, è andato progressivamente deteriorandosi da settembre, per poi chiudere l’anno con un segno meno. Di conseguenza la quota di macchine italiane si riduce all’8,9% (era il 10,4% nel 2010) e quest’area occupa il quinto posto nella graduatoria delle principali regioni di sbocco del nostro export.

Nel 2011 un aumento di acquisti di macchine italiane si registra solo in Brasile che diventa così il nostro principale mercato di sbocco di questo continente, superando il Messico, e ritornando tra i primi venti destinatari del nostro export.

La contrazione del flusso esportato in quest’area è stata determinata dalla flessione delle vendite in quasi tutti i maggiori mercati: Messico (-42,1%), Argentina (-46,1%), Colombia (-8,9%) e Cile (-17%); paesi nei quali comunque i produttori italiani sono riusciti a mantenere il secondo/terzo posto come fornitori esteri.

Asia

Dopo il consistente incremento avvenuto l’anno precedente (+68,9%), nel 2011 cala il flusso esportato. Pertanto la quota di macchine italiane destinata a questo continente diminuisce passando dal 23% nel 2010 al 18,3% nel 2011, rimanendo comunque la seconda area di sbocco per il settore italiano.

Lo stesso trend si riscontra sul mercato cinese che nel 2011 subisce una battuta d’arresto dopo l’eccezionale crescita (+132%) dell’anno precedente. Le vendite calano pure in Giappone, Iran (ad eccezione delle macchine da stampa e per legatoria), Hong Kong (tranne le macchine cartotecniche e per legatoria).

Per contro si segnala un ulteriore aumento delle esportazioni sul mercato indiano, grazie soprattutto al maggiore acquisto di macchine cartotecniche.

Altre aree

Si riscontra un aumento delle esportazioni in Africa (+27,4%) di tutte le principali tipologie tranne le macchine per legatoria e converting. Opposto, negativo, risulta l’andamento del flusso esportato in Oceania (-18,9) a causa del calo delle vendite in Australia (-40,3%).

Con particolare riferimento al continente africano si segnala la ripresa delle esportazioni in Egitto e Algeria e la progressiva crescita dell’export in Sudafrica.

Importazioni

Le difficoltà della domanda interna hanno prodotto una nuova contrazione delle importazioni.

Con riferimento alle aree di provenienza, si può osservare che il trend negativo delle importazioni è dovuto interamente alla riduzione delle forniture provenienti dall’Unione Europea (-16,9%), che da sola copre oltre l’82% dei macchinari acquistati all’estero, e, in minor misura, dal continente nord americano (-6,8%) la cui quota supera di poco il 3% dell’import totale.

Tornano a diminuire le vendite da parte della Germania, che comunque con una quota superiore al 36% continua a detenere saldamente il primato delle consegne sul mercato italiano. Diminuiscono pure le importazioni delle sole macchine da stampa dalla Francia e prosegue pure la flessione degli acquisti dal Regno Unito.

Fonte: ACIMGA