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Export 2011 macchine per ceramica

I costruttori italiani di macchine e attrezzature per il settore ceramico chiudono il 2011 con un fatturato in crescita del 26,2%. Il fatturato sui mercati esteri è cresciuto del 31,3% superando, con 1.387,5 milioni di euro, i valori pre-crisi.

Secondo i dati raccolti nella 20° Indagine Statistica Nazionale realizzata da Acimac, l’Associazione Nazionale di Categoria, il settore ha totalizzato nei dodici mesi dello scorso anno un fatturato di 1.738 milioni di euro, recuperando il 94% delle perdite subite dal 2009. Le ottime performance del settore sono le migliori tra tutti i produttori di beni strumentali italiani.

A trainare la ripresa, le esportazioni, che rappresentano il 79,8% del giro d’affari e confermano la leadership mondiale delle tecnologie italiane.  Le imprese italiane del settore consolidano le loro quote su tutti i mercati internazionali.

  • Il Medio Oriente guadagna il primo posto come principale mercato di sbocco, assorbendo il 20, 5% del fatturato export (284 milioni di euro).
  • Al secondo posto l’ Unione Europea con 233,3 milioni di euro (16,8% del totale).
  • Con 215 milioni di fatturato, troviamo il mercato che identifichiamo come Altri Asia (15,5%).
  • Segue il Sud America con l’ 11,9% del totale.
  • Scende l’Est Asiatico (Cina, Taiwan e Hong Kong) che registra un calo del 19,4% e detiene una quota sul totale export di 11,8%.
  • Vendite in aumento del 50% nell’ Est Europa (8,9% del totale ), mentre
  • l’Africa si ferma al 7,8%.
  • Infine si collocano Nord America e Oceania (rispettivamente 6,6% e 0,3% del totale), dove sono state registrate crescite di fatturato importanti, del 116% e del 321,4%.

Cresce anche l’internazionalizzazione: nel 2011 erano 53 le società estere a capitale maggioritario italiano che hanno generato un fatturato di 550 milioni di euro, in crescita del 64% sul 2010. Sommando tali volumi al fatturato totale generato in Italia, il settore registra il record storico di giro d’affari (2.297 milioni di euro).

Prima ripresa anche per il mercato italiano, che chiude il 2011 con un incremento di 9,2%. Il giro d’affari supera i 350 milioni di euro (20,2% del totale). Netta l’inversione di tendenza rispetto agli ultimi tre anni (-4,6% nel 2010), anche se ancora distante dai livelli pre-crisi (-28,5% sul 2008).

Continua invece a calare il numero delle imprese, ora 150 (157 nel 2010), ma si configurano, seppur lentamente, imprese di dimensioni sempre maggiori.

Le previsioni sull’anno in corso sono caute, causa un rallentamento della crescita in quasi tutte le economie mondiali, anche in India e in Cina. Le prime stime sull’andamento del 2012 prevedono il mantenimento dei livelli di fatturato raggiunti a fine 2011.

Famiglie di macchine: incidenza sul fatturato

Nel 2011 rimangono tendenzialmente stabili le quote di fatturato realizzate dalle varie tipologie di macchine.

Le macchine per la formatura dei materiali ceramici rappresentano il 24,4% del giro d’affari, seguite dalle macchine per smaltatura e decorazione (17,8%), dalle macchine di cottura (15,1%) e da quelle per la preparazione delle terre (9,7%). Al quinto posto troviamo le macchine per lo stoccaggio e la movimentazione (8,1%), al sesto le tecnologie di finitura (6,8%), seguite dagli stampi (5,7%).

Le macchine di cottura e formatura, ottimo indicatore per valutare gli investimenti dei settori clienti, crescono rispettivamente del 58,9% e del 21,7%, quelle per l’essicazione dei materiali ceramici del 33,7%, quelle per lo stoccaggio e la movimentazione del 25,2%, quelle della preparazione terre del 18,1%. Quasi raddoppiato il fatturato generato dalla vendita di sistemi di depurazione, in crescita dell’87,1%.

Informazioni:
Ufficio Comunicazione & Marketing Acimac
Gian Paolo Crasta
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