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Export 2011 macchine per la lavorazione del vetro

Le esportazioni italiane di macchine per la lavorazione del vetro, dopo la forte battuta d’arresto del 2009, hanno ripreso a crescere, alternando periodi di promettente vitalità a momenti di stagnazione della domanda.

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Nonostante questo andamento altalenante, il comparto ha chiuso il 2011 in terreno altamente positivo, sebbene il settore del vetro piano stia soffrendo molto la perdurante crisi dell’industria delle costruzioni.

Sebbene sia composto per la massima parte da medie e piccole imprese, il comparto si caratterizza per una fortissima propensione all’export, a cui nel 2011 ha destinato il 77% della propria produzione.

Le rilevazioni statistiche dell’associazione di categoria GIMAV indicano un +7,86% complessivo delle esportazioni italiane nel 2011 che hanno raggiunto 840.602.968 Euro, di cui:

  • macchine, accessori e prodotti speciali del vetro piano + 5,1% (529.870.668 Euro)
  • macchine, accessori e prodotti speciali del vetro cavo + 12,9% (310.732.300 Euro).

Flussi di esportazione per aree geografiche

Il dato più eclatante riguarda l’Unione Europea, che per la prima volta perde il primato quale principale area di sbocco della produzione italiana, scendendo dal 35,82% del 2010 al 29,94% del 2011.

Sommando tuttavia le esportazioni verso i paesi extra UE, in confortante ripresa, il nostro continente rimane nel suo complesso il destinatario del 46% del totale delle nostre esportazioni.

I flussi di esportazione si indirizzano sempre più verso le aree emergenti dell’Asia e dell’America latina, (sebbene quest’ultima in leggero rallentamento rispetto al passato), a cui va aggiunto il risveglio degli Stati Uniti, rimasto per decenni uno dei mercati storici per le imprese italiane.

La tabella che segue mostra nella prima colonna la graduatoria dei primi 15 paesi clienti per incidenza % sul totale delle esportazioni, nella quarta la posizione degli stessi paesi nel 2010, mentre nell’ultima colonna di destra sono indicate le variazioni tra il 2011 e il 2010 del fatturato conseguito dalle aziende italiane in quei paesi.

Questa classifica evidenzia:

  • la prepotente ascesa della Cina che rappresenta il  principale mercato di sbocco del made in Italy
  • la sensibile crescita della Polonia, salita dall’11° al 4° posto con un incremento in valore assoluto di oltre il 230%, dell’India (dal 15°al 5°), degli Stati Uniti (dal 12° all’8°), della Turchia (dal 13° al 9°) e della Corea del Sud, balzata dal 24° all’11° posto.

Le principali retrocessioni riguardano la Germania e la Spagna, che ha quasi dimezzato i propri acquisti dall’Italia, seguite dai crolli di Egitto (-59,56% del valore) e Belgio (-80,51%).

Esportazioni settore vetro piano

Su un totale export di 840,6 milioni di Euro, le macchine, gli accessori e i prodotti speciali per il vetro piano hanno totalizzato 529,9 milioni di euro, pari ad una crescita del 5,10% rispetto al 2010.

Sebbene ancora sensibilmente al di sotto dei valori record toccati nel biennio 2007/2008, il dato positivo conseguito anche nel 2011 indica che, seppure con grande fatica, le nostre esportazioni stanno proseguendo nel percorso di risalita avviatosi lo scorso anno.

L’Unione Europea ha rappresentato il 27,19% delle nostre esportazioni di macchine accessori e prodotti speciali per il vetro piano e l’intera Europa poco più del 39% contro il 48% del 2010.

La flessione ha riguardato esclusivamente l’area comunitaria, ad eccezione della Francia che ha totalizzato un +43,94% in valore assoluto. La Germania ha fatto registrare un calo dei propri acquisti dall’Italia di oltre 20% in valore, scendendo dal 2° al 5° posto e il Belgio è crollato dal 4° al 20°, con un – 83% in valore.

In forte crescita è al contrario apparsa l’area extra UE che ha inciso per oltre il 12% sulle esportazioni del comparto, contro il 9% del 2010. La tanto attesa ripresa della Russia ha cominciato a dare significativi segnali: gli acquisti sono più che raddoppiati in valore (+112,6%) con un’incidenza del 3,21%.

L’Africa, grazie soprattutto alla buona performance dell’Egitto, è apparsa in decisa crescita, salendo in incidenza percentuale dal 2,47% del 2010 al 3,51% nel 2011.

Il nord America (area Nafta) ha fatto registrare la maggiore crescita continentale, passando dal 5,95% al 10,19%, grazie soprattutto al balzo degli Stati Uniti che hanno più che raddoppiato il valore degli acquisti dal nostro paese. In controtendenza è risultato il Messico, sceso di oltre il 35%.

Il centro-sud America nel suo insieme ha fatto registrare un buon incremento. Il Brasile si è riconfermato il mercato più vitale di quell’area, salendo al secondo posto della classifica dei migliori clienti del comparto.

L’Asia, con il suo 31,4% d’incidenza, ha assorbito anche nel 2011 quasi un terzo delle esportazioni del settore nel mondo; la Cina, sebbene in calo rispetto al 2010, è risultata ancora il miglior cliente della nostra industria e da sola ha rappresentato il 43% del nostro export nel continente.

La crescita più significativa ha riguardato l’India, che con un +192% in valore ha scalato ben 10 posizioni (dalla 17a alla 7a).

In leggerissima ripresa è risultata l’area del Golfo, nonostante il calo dell’Arabia Saudita e il crollo dell’Iran, sebbene quest’ultimo non sia probabilmente imputabile a motivi esclusivamente commerciali.

L’Oceania ha mostrato segni di vivacità, grazie soprattutto all’Australia che ha inciso per il 2,85% sul totale del comparto, passando dal 14° al 9° posto nella graduatoria dei 15 principali paesi clienti dei nostri prodotti.

Esportazioni settore vetro cavo

Su un totale export 2011 di 840,6 milioni di Euro, le macchine, gli accessori e i prodotti speciali per il vetro cavo hanno totalizzato poco meno di 311 milioni di euro, pari ad un incremento del 12,90% rispetto al 2010.

Il settore ha mostrato segni di grandissima vitalità che lo hanno condotto al totale recupero di quel 15% perso nel 2009 nei confronti dell’anno precedente.

Le esportazioni 2011 verso i 26 paesi dell’Unione Europea hanno costituito il 31,87% dell’export vetro cavo, che sommato al 18,80% del resto d’Europa, ha fissato la quota d’incidenza del vecchio continente ad oltre il 50%.

Il primo paese in graduatoria è rimasta la Russia, che ha aumentato sensibilmente il proprio “peso” percentuale (dal 9,62 al 12%), ma soprattutto quello in valore, segnando un eccellente +75,83%. Il secondo e terzo posto sono stati appannaggio rispettivamente di Francia e Polonia: la prima ha quasi raddoppiato il fatturato di acquisto e la seconda ha segnato un eccezionale +613%.

In calo, più o meno sensibile, sono risultate Germania (-43%) e Spagna (-25,6%), seguite dalle vere e proprie cadute della Bulgaria (scesa dal 10° al 27°posto in graduatoria) e dalla Repubblica Ceca (passata dal 15° al 31°).

L’Africa ha chiuso l’anno con segno nettamente negativo, a causa della netta inversione di tendenza dell’Egitto che ha fatto registrare un significativo -80% in valore e un’incidenza passata dal 6,24% del 2010 allo 0,93 del 2011.

Il continente Americano nel suo insieme ha mostrato segni di una leggera flessione, fatta eccezione per Messico e Cile. Il dato negativo più significativo ha riguardato l’Argentina, che, dopo il poderoso balzo in avanti del 2010, è scesa nel 2011 di oltre l’83% in valore, passando da un’incidenza del 3,64% allo 0,42%.

L’Asia ha fatto globalmente registrare un risultato positivo rispetto al 2010 sia in percentuale d’incidenza che in valore assoluto, grazie all’impennata del flusso delle nostre esportazioni verso la Cina (+160%), l’India (+266%) e la Corea del Sud (+242%). Anche per questo comparto è plausibile ritenere che il significativo calo dell’Iran debba essere ricondotto a motivi non strettamente commerciali.

Metodo d’indagine statistica

A comporre il fatturato del comparto “lavorazione vetro” concorrono aziende della meccanica, della chimica, della plastica, della gomma ed altro ancora. Il comune denominatore è il cliente finale, colui che produce e lavora il vetro.

In presenza di una realtà così complessa, l’ISTAT fornisce dati incompleti, perché limitati alle importazioni ed esportazioni identificate da soli cinque codici doganali, due riferiti al vetro piano e tre al vetro cavo.

Per il vetro piano

  • Cod. 84642011 - Macchine per molare o levigare, per la lavorazione dei vetri d’ottica
  • Cod. 84642019 - Macchine per molare o levigare, per la lavorazione dei vetri (esclusi vetri d’ottica)

Per il vetro cavo

  • Cod. 847529 - Macchine per la fabbricazione o la lavorazione a caldo del vetro o dei lavori di vetro
  • Cod. 847590 - Parti di macchine per montare lampade, tubi o valvole elettrici o
  • elettronici o di macchine per la fabbricazione o la lavorazione a caldo del
  • vetro o dei lavori di vetro
  • Cod. 84805000 - Forme per vetro (escluse quelle di grafite o di altro carbonio o di ceramica)

Per integrare i dati Istat, Gimav conduce un’analisi presso i propri associati e le maggiori imprese non associate.

GIMAV

L’Associazione italiana fornitori macchine e accessori per la lavorazione del vetro, ha raggiunto un elevato grado di rappresentatività dell’intera filiera della fornitura per la lavorazione del vetro: il fatturato delle aziende associate costituisce oltre il 70% del fatturato totale.

www.gimav.it