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Export 2011 macchine per la lavorazione di materie plastiche e gomma

L'industria nazionale costruttrice di macchine, attrezzature e stampi per materie plastiche e gomma ha confermato nel 2011 quei segnali di ripresa che si erano già registrati nel 2010.

Dopo che il 2009 era stato definito "annus horribilis" (produzione -21,4%; export -25,1%), il comparto aveva reagito bene nel 2010, risollevando la produzione del 9,1% e le vendite all'estero del 10%.

Tale trend è andato rafforzandosi durante tutto il 2011 e l'anno si è chiuso con un aumento della produzione dell'11% ma soprattutto con un incremento delle esportazioni di quasi il 21%.

I dati 2011 sono molto vicini a quelli del 2007, l'anno migliore di sempre: 4 miliardi contro 4,2 la produzione e 2,4 miliardi contro 2,7 l'export. La concorrenza tedesca, con circa 5,7 miliardi di vendite all'estero, ha invece superato il record storico di 5,1 miliardi registrato nel 2008.

Tra le più importanti tecnologie vendute all'estero, le macchine a iniezione hanno registrato un incremento di circa il 50% in valore rispetto al 2010. Il dato, tuttavia, va adeguatamente rapportato alla tendenza ormai decennale che vede il decrescere delle quote export italiane per questo settore merceologico. La variazione media percentuale sul decennio 2002-2011 segna infatti un -8%.

Gli estrusori (+20%) confermano l'interesse degli acquirenti internazionali sebbene l'aumento percentuale sia inferiore a quello del 2010 (+30%).

Al di sotto delle media del settore l'incremento delle macchine per soffiaggio: +9 sul 2010 (anno in cui, peraltro, si era registrato un -6,5% a confronto con il 2009). Complessivamente la variazione percentuale media sul decennio è di segno positivo: +2%.

Merita menzione (poiché sulla quota totale delle esportazioni italiane settoriali rappresenta circa il 24%) la voce doganale degli stampi, che nel 2011 ha registrato una progressione dell'11,7% a confronto con il 2010.

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Aree di sbocco dell'export italiano di settore

Sebbene il valore aggregato individui il contesto europeo come la destinazione della maggior parte delle nostre vendite (circa il 46% del totale), si conferma l'interesse per i Paesi dell'area B.R.I.C.S., che nel 2011 hanno assorbito quasi il 20% delle vendite, quota in assoluto più alta da oltre dieci anni a questa parte.

In particolare sono degne di menzione le vendite verso Russia (+60%) e India (+63%). Il Brasile, sebbene segni un decremento di circa 8 punti percentuali resta un mercato importante, che nel lungo periodo di crisi ha continuato a crescere senza mai fermarsi.

Il mercato italiano non ha mostrato segnali di ripresa. Il dato globale degli acquisti italiani ha visto nel 2011 un aumento superiore al 6% rispetto al 2010, anno durante il quale ci fu un incremento del 18% a paragone con il 2009.

Con riferimento ai flussi di acquisti dall'Europa, quelli provenienti da Germania, Austria, Francia e Svizzera rappresentano circa il 59% delle importazioni.

La Germania si conferma essere il principale fornitore dei trasformatori italiani, con una quota poco superiore a un terzo dell'import complessivo.

A livello extra europeo, le importazioni italiane dalla Cina hanno fatto registrare un +24%, confermando il Paese come terzo fornitore dell'Italia.

Dati del primo semestre 2012

Nel primo semestre del 2012, a confronto con lo stesso periodo del 2011, le esportazioni sono cresciute dell’11% circa.

Fra le principali tipologie di macchine, gli estrusori, che pesano per il 12% circa sul totale, continuano a mostrare una crescita a due cifre, fino a sfiorare i venti punti rispetto a un anno fa. Circa la metà delle vendite all'estero di linee di estrusione è stata diretta in ambito europeo.

Bene anche le macchine per soffiaggio (+16%) e gli stampi (+28%), che rappresentano il 28% del totale.

Frenano invece (-14%) le esportazioni di macchine a iniezione, caduta riconducibile in primo luogo a minori forniture nel Vecchio Continente, soprattutto in Russia.

A livello di macro aree geografiche, si osserva una progressione delle vendite di macchinari e stampi verso le Americhe - in particolare l'area NAFTA, con il Messico a fare da traino; fa eccezione il Brasile, importante destinazione la cui economia mostra però negli ultimi tempi un certo rallentamento, a prescindere dalle difficoltà di accesso per molti costruttori a causa delle elevate imposizioni doganali - e l'Europa, soprattutto verso i mercati extra-UE.

Pur con valori assoluti decisamente più contenuti, risulta in crescita anche l'export verso i Paesi dell'Africa (soprattutto sub-Sahariana) e dell'Oceania.

Al contrario, sono stagnanti le vendite sui mercati dell'Estremo Oriente, in funzione della minore domanda cinese e indiana, e in discesa quelle verso il Vicino-Medio Oriente, probabilmente frenate dall'instabile situazione socio-politica dell'area, aggravata anche dalle restrizioni all'export nei confronti di alcuni Paesi come Iran e Siria.

La graduatoria dei primi cinque Paesi di destinazione dell'export italiano di macchine, attrezzature e stampi per materie plastiche e gomma nel primo semestre 2012 comprende, nell'ordine:

  1. Germania (14,7% sul totale; +9% rispetto al gennaio-giugno 2011)
  2. Francia (6,3%; +5%)
  3. Russia (5,5%; +61%)
  4. Stati Uniti (5,5%; +10%)
  5. Cina (5,1%; -7%).

ASSOCOMAPLAST

Assocomaplast è l'associazione nazionale che raggruppa circa 160 costruttori di macchine, attrezzature e stampi per materie plastiche e gomma.

L'azienda media aderente ad ASSOCOMAPLAST ha 54 dipendenti e fattura circa 15 milioni di euro.

www.assocomaplast.org