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Export macchinari lavorazione pietre

In occasione di “Marmomacc 2011” - evento internazionale di Verona Fiere - Sace ha pubblicato un’analisi sintetica delle prospettive per il comparto dei macchinari per la lavorazione delle pietre. 

La meccanica per la lavorazione del marmo è legata all’attività del settore lapideo, a sua volta trainata dalle costruzioni. A livello mondiale, i beni lapidei sono cresciuti negli ultimi dieci anni, in termini sia di estrazione sia di lavorazione. La crisi ne ha però mutato i protagonisti, determinando una flessione della produzione nei paesi avanzati a favore di quelli emergenti.   

L’Italia presenta ancora una buona specializzazione distrettuale nei prodotti lapidei e macchinari per la lavorazione delle pietre. I macchinari italiani hanno assunto nel tempo una sofisticazione sempre maggiore, caratterizzata da apparecchiature polivalenti, in grado di valorizzare i materiali e massimizzarne l’efficienza. Questo è stato possibile grazie allo sviluppo di nanotecnologie, automazione di produzione e impianti sempre più efficienti.

Scambi commerciali

Il peso delle esportazioni di macchinari per la lavorazione delle pietre sull’export complessivo di meccanica strumentale italiana non è particolarmente elevato (0,9% nel 2010), e i livelli sono ancora contenuti (613 mln €), tuttavia le prospettive di sviluppo sono positive, date le dinamiche di crescita registrate nel primo semestre del 2011.

Si hanno infatti tassi percentuali in aumento in quasi tutti i principali mercati di destinazione, anche in alcuni che nel 2010 avevano fatto registrare una contrazione delle vendite.  Tra i mercati avanzati, è stata molto favorevole la performance registrata in Germania e in Francia, dove l’export cresce rispettivamente del 45% e del 60% nel primo semestre 2011, pur rimanendo su livelli ancora bassi (17,5 mln € e 9 mln €).

In ripresa anche le esportazioni negli Stati Uniti, che nei primi sei mesi del 2011 crescono del 54% (-43% nello stesso periodo dello scorso anno), beneficiando di una - seppur modesta - ripresa degli investimenti nel settore delle costruzioni, che nel 2011 dovrebbero crescere del 3% dopo una contrazione del 30% nel biennio 2009-10.

Tra le economie industrializzate dell’Asia, da segnalare la performance in Corea del Sud, dove si registra un notevole aumento delle vendite , pur a fronte di livelli ancora bassi.  Risultati ancora più positivi sono quelli dei paesi emergenti, con livelli di vendite che, nella prima parte primo semestre del 2011, ruotano intorno ai 30 mln € in Turchia (30,5 mln €), Cina (29,8 mln €), India (27,5 mln €), seguiti a breve distanza dal Brasile (23,3 mln €). Dinamiche sostenute si registrano anche in mercati importanti quali Polonia, Russia e Arabia Saudita, dove le esportazioni di macchinari raddoppiano, in termini di valori venduti, rispetto al primo semestre del 2010.

Gli scambi commerciali mondiali del settore lapideo sono tornati ad aumentare. Nel 2010 l’import è aumentato del 18%, il tasso più elevato degli ultimi quindici anni, a fronte di un aumento del 6,7% dei volumi estratti e trasformati. I dati sono positivi soprattutto per i materiali grezzi in marmo, che hanno recuperato la caduta di inizio del 2009. 

Settore costruzioni

Le costruzioni, un settore per natura fortemente correlato al ciclo economico anche se con un ritardo, hanno mostrato una nuova temporale flessione nel 2010, dopo il crollo del 2007 causato dalla crisi dei mutui subprime statunitense. Per la fine del 2011 è atteso un aumento del fatturato mondiale del settore costruzioni (3,1%), con un’elevata eterogeneità delle performance tra paesi, gli avanzati caratterizzati da una difficile congiuntura economica e gli emergenti a guidare il settore grazie alla loro espansione.

Gli Stati Uniti, con vendite nel settore delle costruzioni stimate in contrazione nel 2011 (-2,7%), e i prezzi delle case tornati ai livelli del 2002 e inferiori del 5% rispetto al 2010, evidenziano il rischio di una ricaduta del settore immobiliare.

In Europa, caratterizzata dalla crisi dei debiti sovrani nell’area euro, l’edilizia non dovrebbe tornare ai livelli pre-crisi prima del 2018. Tra i paesi colpiti dallo scoppio di una bolla del real estate, Spagna e Irlanda continueranno a subire un’ulteriore riduzione degli investimenti nel 2011, dopo tre anni di contrazione; gli investimenti dovrebbero invece registrare una dinamica migliore nel Regno Unito anche grazie all’effetto delle Olimpiadi del 2012. 

Le costruzioni stanno invece crescendo nelle economie emergenti, Cina in particolare, che deve fronteggiare la rapida urbanizzazione dovuta agli spostamenti della popolazione dalle campagne alle città. In crescita anche gli investimenti in Medio Oriente, legati a programmi di sviluppo urbano in Arabia Saudita (+6% in media nel 2011-12), alla crescita economica e, in prospettiva, ai mondiali di calcio 2022 in Qatar (+9,5% nel 2011-12) e alla ripresa del mercato negli Emirati Arabi dopo lo scoppio della bolla speculativa e il crollo di Dubai World (+12% nel 2011-12).  

A cura dell’Ufficio Studi Economici SACE

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