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Studi su automotive ed energia

Ucimu Sistemi per produrre - in collaborazione con l'ICE e con la sponsorizzazione di UBS (Italia) S.p.A. - ha presentato due studi su automotive ed energia.

Lo studio sul settore automotive

Dal 2005 al 2010 la produzione di veicoli nel mondo registrerà un incremento medio annuo pari al 2,3% (nel 2010 i veicoli prodotti saranno 70,5 milioni). A fronte di una crescita assai modesta nelle tradizionali aree di produzione automotive, quali Nord America e Europa Occidentale, che registreranno tassi incremento annui pari all'1%, le aree più dinamiche saranno:

  • America Meridionale +7,1%
  • Europa Orientale +4,7%
  • Asia +3,2% (escludendo il Giappone il tasso di crescita sarà del 6,3%).

Nel 2010 la produzione mondiale di automotive sarà ripartita tra Asia, con una quota pari al 37,7% del totale, Europa Occidentale con il 25,7%, in calo rispetto all'attuale 27,5%, Nord America (24,6%), Europa Orientale (7%) e Sud America (4,5%).
Per quanto riguarda il continente asiatico, se tra il 1998 e il 2004 ha visto crescere da 15,3 milioni a 21,9 milioni il numero di veicoli prodotti, nel 2010 produrrà 26,5 milioni di unità.
In particolare, nel periodo compreso tra il 2005 e il 2010, la Cina incrementerà del 51% la propria produzione di autoveicoli. Meglio faranno India, con un +74% e i paesi Asean (Thailandia, Malesia, Indonesia, Filippine) con una crescita del 77%. Più contenuta la crescita in Corea del Sud (+12%). Di segno negativo, invece, la produzione in Giappone dove il numero di autoveicoli dovrebbe calare del 6,4%.

L'industria automotive, nei prossimi anni, avrà di fronte tre problematiche.
La prima è legata al contesto competitivo: a fronte di un pesante eccesso produttivo ci si interroga su quali saranno i costruttori in grado di sopravvivere sul mercato globale.
La seconda riguarda lo sviluppo di nuove tecnologie produttive a basso impatto ambientale, al fine di ridurre i problemi di inquinamento e traffico nei centri urbani.
La terza è inerente alla struttura del settore che potrebbe nel futuro vedere modificato il potere contrattuale degli attuali grandi produttori di autoveicoli.

Lo studio sul settore energia

Secondo lo studio "Evoluzione della domanda di energia. Focus su USA, Cina, India", nei prossimi anni il settore energetico vivrà numerosi mutamenti che ne cambieranno profondamente contorni e caratteristiche da qui al 2025.
A fronte di una crescita costante nel consumo si assisterà a un cambiamento nei metodi di generazione di energia. Il carbone manterrà il primo posto tra le fonti per produrre elettricità, crescerà l'utilizzo del gas, in particolare di quello naturale (+3,35%) a scapito dell'impiego di energia nucleare. Le previsioni per il primo quarto di secolo indicano un incremento annuo della domanda mondiale di energia pari al 2,32%. Nel 2025 il consumo annuale sarà di oltre i 23.000 miliardi kWh, il 73,6% in più del valore del 2001.

Saranno le aree in via di sviluppo a registrare i maggiori tassi di incremento di consumo, trainato sia dalla forte spinta all'industrializzazione sia dall'incremento demografico. Nel 2025 si prevede che i paesi in via di sviluppo assorbiranno il 42,5% dell'offerta mondiale di energia (un valore di 10 punti percentuali superiore a quello del 2001).
Gli Stati Uniti sono il primo paese consumatore di energia elettrica e anche nel futuro manterranno la posizione di leadership. Si calcola, infatti, che nel 2025, la domanda di elettricità negli USA supererà i 5.200 miliardi kWh. Al secondo posto della graduatoria la Cina che, nello stesso anno, consumerà 3.410 miliardi kWh pari al 14,8% dell'energia prodotta nel mondo. Interessante anche il dato relativo all'India che, nel 2025, assorbirà 1.216 miliardi kWh, pari al 5,3% del consumo mondiale.

Conclusioni

Le previsioni emerse dalle ricerche e le testimonianze dei grandi utilizzatori evidenziano la necessità per i costruttori italiani di essere e agire in chiave internazionale, per essere presenti sia nell'attività commerciale che nell'attività di servizio post-vendita.

L'evoluzione produttiva in atto impone, come prioritaria per la macchina utensile italiana, un'innovazione continua di prodotto, necessaria per fronteggiare la concorrenza incalzante dei paesi emergenti.
E' necessario infine che le imprese italiane aggiungano, all'innovazione di prodotto e a quella di processo, l'innovazione nelle modalità di rapportarsi con i clienti e i mercati di sbocco, attraverso la comunicazione interpersonale, la comunicazione ai media, le strategie e i supporti di marketing e di vendita.

Informazioni:
Ufficio Stampa Tecnica
Raffaella Antinori
Tel. 02 26255244 
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