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Export 2011 meccanotessile

Pubblichiamo un abstract dell’Osservatorio sulla dinamica economico - finanziaria delle imprese meccanotessili  (X edizione) pubblicato, a ottobre 2012, dall’associazione di categoria Acimit.

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L’industria mondiale delle macchine tessili, nel 2011, ha continuato il trend positivo avviato l’anno precedente. Aumenta la domanda di macchinario proveniente dai principali mercati del settore.

Il commercio internazionale di macchine tessili ha raggiunto i 16,2 miliardi di euro, con una crescita dell’8% a prezzi correnti, rispetto al valore del 2010.

Principali esportatori

Le esportazioni sono in aumento complessivamente per tutti i principali Paesi produttori del settore. La Germania, il cui export ha raggiunto il valore di 3.767 milioni di euro, resta il principale fornitore mondiale di tecnologia tessile. Seguono Giappone, Italia e Cina.

Le esportazioni del Giappone nel 2011 sono state pari a 2.191 milioni di euro, con un aumento del 15% sull’anno precedente. Identico incremento è stato quello delle vendite italiane all’estero, attestatesi a 1.800 milioni di euro.

La Cina è ormai saldamente in quarta posizione tra i Paesi esportatori, con un valore dell’export di 1.676 milioni di euro e sopravanza la Svizzera tra i principali Paesi esportatori di macchinario tessile.

Le quote di mercato sono cresciute negli ultimi cinque anni per Cina, Polonia, Sud Corea e Giappone. Germania e Italia mantengono le proprie posizioni rispetto al 2007.

Principali Paesi esportatori di macchine tessili

Fonte: Acimit su dati Comtrade

Il comparto delle macchine per filatura nel 2011 ha totalizzato un valore dell’export di 3.547 milioni di euro (+29% rispetto all’anno precedente). Sul lato dell’offerta i primi quattro Paesi, Germania, Giappone, Italia e Cina, rappresentano l’80% dell’export totale.

Il valore dell’export mondiale di macchine per tessitura nel 2011 è stato di 1.289 milioni di euro, con una flessione del 7% rispetto all’anno precedente. Giappone, Belgio e Germania sono i principali esportatori del comparto. Nel 2011 si è verificato un forte rallentamento delle esportazioni del Belgio, che sono arretrate in valore del 51% rispetto al 2010. Anche in questo comparto la Cina ha osservato negli ultimi anni un forte sviluppo dell’export e nel 2011 la crescita è stata del 47%.

Il valore dell’export di macchine per maglieria è di 2.598 milioni di euro (+10% rispetto al 2010). L’offerta mondiale delle macchine per maglieria è caratterizzata dalla supremazia tedesca, le cui aziende nel 2011 hanno esportato macchinari per un valore di 848 milioni di euro (33% del totale esportato). Seguono Cina, Giappone e Italia.

Le esportazioni di macchine per nobilitazione hanno raggiunto nel 2011 un valore corrispondente a 3.440 milioni di euro (+3,2% rispetto al 2010). La Corea del Sud, con 546 milioni di euro, è il principale esportatore del comparto. Detiene una quota del 16%, grazie soprattutto all’export di prodotti compresi nella voce doganale “asciugatoi, essiccatoi”. Questa voce è altrettanto importante per la Polonia, al terzo posto tra gli esportatori del comparto, preceduta dalla Germania.

Principali importatori di macchine tessili

I flussi importativi 2011 confermano l’Asia quale area di riferimento per i costruttori di macchinario tessile. Si consolida, infatti, la quota di molti mercati asiatici nel computo delle importazioni mondiali: l’import dell’area rappresenta il 54% rispetto al 50% del 2007.

I Paesi europei restano ancora importanti nel contesto del commercio internazionale, sebbene la loro quota sia diminuita negli ultimi cinque anni (dal 36% al 30%).

Le altre aree geografiche rivestono una minore rilevanza nell’import del settore. Si riscontrano lievi incrementi tra il 2007 ed il 2011 delle quote di Africa e Medioriente e dell’America Latina.

Principali Paesi importatori

Fonte: Acimit su dati Comtrade

La Cina è protagonista anche dal lato della domanda: nel 2011 ha importato macchinario tessile per un valore di circa 4 miliardi di euro (+20% rispetto al 2010). I principali fornitori di tecnologia tessile per il mercato cinese sono i costruttori giapponesi e tedeschi. Dai due Paesi proviene oltre il 64% delle macchine importate in Cina. La Germania è ormai vicina al Giappone per valore di macchine esportate: 1.225 milioni di euro contro i 1.239 dell’import giapponese.

L’India rappresenta il secondo mercato meccanotessile mondiale, con una quota di circa l’8% delle importazioni mondiali. Il valore dell’import indiano è stato superiore ai 1.350 milioni di euro nel 2011 (+16% sul 2010). In India le macchine cinesi sono quelle maggiormente vendute. La quota della Cina si rafforza di anno in anno ed ha raggiunto il 28% del totale. Seguono Germania (21%) e Giappone (15%).

La Turchia si pone a ridosso dell’India tra i mercati meccanotessili con una quota sull’import mondiale, pari al 7% e ad un valore di 1.212 milioni di euro (+54%rispetto al 2010).

Da segnalare la crescita della quota di Indonesia: nel 2011 l’import indonesiano ha raggiunto 495 milioni di euro (+35% sul 2010). La forte spinta del Governo per l’ammodernamento della tecnologia applicata al settore tessile ha contribuito a sviluppare la domanda di macchinario nel Paese.

Risulta significativa anche la crescita dell’import brasiliano. Il ruolo del Paese quale mercato di riferimento del settore mecccanotessile si rafforza grazie ai rilevanti consumi interni di tessile e abbigliamento. Nel 2011 le importazioni brasiliane di macchinario tessile sono aumentate del 28%, dopo il +22% riscontrato l’anno precedente.

Importazioni di macchine tessili per tipologia produttiva (quote)

Fonte: Acimit su dati Comtrade

L’export dell’industria meccanotessile italiana nel 2011

La crescita registrata dalla produzione è stata del 12%, per un valore di 2,2 miliardi di euro, mentre le esportazioni hanno totalizzato un valore di 1,8 miliardi di euro (+14% sul 2010).

Le difficoltà maggiori per il meccanotessile italiano si sono riscontrate sul mercato interno, dove le consegne interne e le importazioni sono cresciute di un modesto 5% sul 2010.

Le esportazioni restano, quindi, il driver principale del meccanotessile italiano.

  • In Asia sono state esportate macchine italiane per 883 milioni di euro, valore che rappresenta il 49% delle esportazioni italiane del settore. Rispetto al 2010 si registra una crescita dell’export italiano nell’area pari all’11%.
  • A seguire tra le maggiori destinazioni delle vendite estere figurano i mercati dell’Unione Europea, dove l’export italiano nel 2011 ha totalizzato 311 milioni di euro, valore superiore a quello dell’anno precedente del 15%.
  • Di notevole importanza resta anche il mercato europeo extra UE (Turchia e Svizzera in particolare). In questi mercati le vendite italiane hanno superato i 290 milioni di euro, pari al 16% delle esportazioni totali.
  • Anche nel 2011 l’area dell’America Latina è risultata importante per il meccanotessile italiano, assorbendo il 9% delle vendite estere. Si tratta di un valore di quasi 162 milioni di euro, con un incremento del 3% rispetto al 2010.

Nord America e Africa detengono quote marginali dell’export italiano.

Complessivamente nel 2011 si è assistito ad un consolidamento delle vendite italiane sui principali mercati. Le prime cinque destinazioni del meccanotessile italiano (Cina, Turchia, India, Brasile e Germania) assorbono oltre il 50% delle esportazioni italiane.

La sola Cina, principale mercato per i costruttori meccanotessili italiani, acquista il 25% dei macchinari italiani esportati. Il valore delle esportazioni verso la Cina è di 450 milioni di euro. Rispetto al 2010 la crescita è stata del 6%. Spicca inoltre la crescita delle esportazioni italiane in Turchia (+53% sul 2010), in Germania (+38%) e negli Stati Uniti (+84%).

Sui mercati di seconda fascia le aziende italiane hanno registrato incrementi significativi in Bangladesh, Francia, Russia, Indonesia e Spagna.

Esportazioni italiane: principali Paesi di destinazione (milioni euro)

Fonte: elaborazioni ACIMIT su dati ISTAT

Nel 2011 l’export italiano ha riguardato:

  • macchine per la filatura (28% del totale)
  • accessoristica (26%)
  • macchine per la nobilitazione (17%)
  • macchine per la maglieria (17%).

Le macchine per filatura nel 2011 hanno visto crescere il proprio export del 34% rispetto all’anno precedente. Le vendite all’estero del comparto hanno sfiorato i 500 milioni di euro. Tutte le voci doganali comprese nel segmento filatura hanno osservato un incremento. La crescita risulta particolarmente significativa per gli “estrusori per fibre artificiali e sintetiche” (+143%).

Nel comparto della tessitura si conferma in aumento l’export di telai senza navetta. Il valore realizzato sui mercati esteri per questa tipologia produttiva ha superato i 116 milioni di euro, con un aumento del 19% su base annua.

Il comparto delle macchine per maglieria mostra andamenti differenti al suo interno. Complessivamente le vendite all’estero sono aumentate del 4% nel 2011, raggiungendo un valore di 313 milioni di euro. La crescita riguarda, tuttavia, solamente le macchine circolari a piccolo diametro (204 milioni di euro, +54% sul 2010). Le altre tipologie produttive del comparto registrano, invece, una sensibile diminuzione rispetto all’anno precedente. Sia l’export di macchine rettilinee che quelle circolari a grande diametro, hanno perduto il 40% rispetto all’export del 2010.

Per quanto riguarda i macchinari per nobilitazione il confronto con il 2010 è negativo (-3%). Il valore delle vendite all’estero si attesta a 316 milioni di euro, con evidenti flessioni per la maggior parte delle voci doganali incluse nel comparto. A crescere nel 2011 sono le esportazioni di macchine per rifinizione in senso stretto (rivestimento, spalmatura, garzatrici…) e le macchine per avvolgere, svolgere e piegare i tessuti (rispettivamente +2 e +11% sul 2010).

L’Osservatorio è stato realizzato basandosi sui dati statistici disponibili al 5 luglio 2012.

Analisi Acimit presso le aziende associate

Il Focus dell’Osservatorio 2011 propone i risultati dell’indagine svolta nei primi mesi dell’anno presso le aziende associate rivolta a comprendere gli sviluppi dei comportamenti strategici delle imprese italiane del settore in tema di internazionalizzazione e innovazione.

L’indagine conferma che le aziende italiane sono insediate in tutti i principali mercati mondiali delle macchine tessili. Le vendite estere si concentrano soprattutto in Asia, dove è maggiormente localizzata l’industria del tessile e dell’abbigliamento mondiale, ma opportunità di business vengono cercate dalle nostre imprese anche nelle altre aree geografiche.

Le vendite avvengono prevalentemente attraverso agenti o rappresentanti, ma sui principali mercati i costruttori italiani operano anche attraverso filiali commerciali e (in qualche caso) con unità produttive in loco. Le aziende si considerano ben insediate nei mercati europei, mentre riscontrano un progressivo aumento della concorrenza sui mercati di riferimento asiatici.

Alla base della competitività del settore italiano vengono indicate l’immagine -  reputazione del marchio, l’innovatività e la qualità dei loro prodotti.

L’innovazione viene considerata indispensabile per restare competitivi. Così l’attività di R&S in nuovi prodotti per oltre un terzo delle imprese italiane assorbe una quota del fatturato superiore al 5% e si realizza in partnership con i clienti o totalmente all’interno dell’azienda. Meno frequenti restano le collaborazioni con università, centri di ricerca e società di consulenza. Ancora poco sviluppata l’attenzione alla tutela della proprietà intellettuale. Raramente dall’attività di R&S deriva il conseguente deposito di brevetti.

Le imprese si sono impegnate nel corso del 2012 a sviluppare la propria rete commerciale e a diversificare sia i propri mercati che i prodotti. Nei prossimi tre anni verrà incentivata l’attività promozionale, mentre sui mercati più lontani e a maggiore potenziale l’impegno previsto si concentrerà nel potenziamento dell’assistenza post-vendita e nella realizzazione di nuovi investimenti produttivi.

  • Pur con modeste risorse a disposizione le aziende hanno sviluppato una rete commerciale in grado di coprire numerosi mercati e hanno sperimentato forme di radicamento più incisivo, attraverso la costituzione di joint ventures con partner locali o la realizzazione di impianti produttivi in loco.
  • Lo sviluppo di nuovi prodotti, soprattutto in collaborazione con il cliente, ha permesso all’industria meccanotessile italiana di accrescere le proprie competenze anche in nuovi segmenti di mercato (si pensi ad esempio ai rilevanti progressi fatti dai costruttori italiani nella tecnologia applicata ai tessili tecnici ed innovativi).

Fonte: Acimit (ottobre 2012)