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Italia laboratorio creativo e boutique del mondo

L'Italia è ancora, malgrado le grosse difficoltà degli ultimi anni, il laboratorio mondiale della creatività in cui si sperimentano e si utilizzano nuovi finissaggi, fibre e materiali innovativi, tecniche di concia all'avanguardia.

Ma per mantenere la leadership gli operatori del settore moda sono chiamati a:

  • specializzarsi ancora di più nei prodotti di lusso, ad alto contenuto creativo
  • sfruttare meglio i marchi storici che coniugano il binomio qualità e identità
  • valorizzare il contributo dei giovani stilisti altrimenti destinati ad esprimersi all'estero
  • delocalizzare solo la produzione dei prodotti meno elaborati senza intaccare l'immagine del made in Italy
  • puntare sui mercati esteri in cui stanno emergendo i "nuovi ricchi", primo tra tutti la Cina.

Occhiali

Nel mondo della moda il business degli occhiali e, più in generale, degli accessori è quello con le migliori prospettive di sviluppo.
L'Italia, grazie soprattutto ai cinque brand Luxottica, Safilo, De Rigo, Marcolin e Allison, continua ad essere leader a livello mondiale. 

Nei primi sei mesi del 2005 le esportazioni di occhiali sono cresciute del 9% rispetto allo stesso periodo del 2004.
Particolarmente positiva la performance del comparto sole che ha registrato un incremento del 16%.

Dopo le flessioni degli ultimi anni, gli USA (che rappresentano il 28% dell'export italiano) hanno ripreso ad importare made in Italy. Nei primi sei mesi dell'anno le vendite di montature e occhiali da sole in questo mercato strategico sono aumentate del 28%.

Scarpe

La produzione italiana di calzature di livello medio basso soffre la concorrenza sempre più aggressiva dei prodotti asiatici.
Quella di alta gamma regge l'onda d'urto e ha buone prospettive di crescita nel medio periodo, a patto che vengano realizzati nuovi investimenti in qualità, ricerca, stile e politica di marchio.

Nel 2004 la Geox ha aumentato i ricavi del 33%, la Tod's del 13,3%, Ferragamo del 7,9%, mentre il tessile abbigliamento è cresciuto solo dello 0,2%.

Chi non ha un brand conosciuto, anche se fa scarpe di qualità, può puntare sulle commesse degli stilisti, ma queste rappresentano solo il 5-6% del mercato.

Seta

Anche il settore della seta ha subito l'aggressiva concorrenza cinese. Negli anni Ottanta i prodotti grezzi, negli anni Novanta le camice e le cravatte hanno travolto i produttori italiani di gamma medio bassa. Il biennio 2002 – 2003 è stato disastroso.
Ma nella fascia alta, a forte contenuto di moda, l'Italia ha saputo resistere, anche se in alcuni Paesi, come l'India, le barriere all'ingresso per questo tipo di prodotto rappresentano un notevole ostacolo.

Nel 2004 c'è stata l'inversione di tendenza, le esportazioni sono cresciute del 7,2% in valore e del 13,3% in quantità.
Le esportazioni di tessuti - che rappresentano la quota più importante delle vendite all'estero - sono cresciute in Europa del 17,2% e in Asia del 13,5%, malgrado il Giappone, principale mercato dell'area, abbia registrato un -8,6% in quantità e -9,5% in valore.

Cina, l'Eldorado della moda

Secondo un'indagine Goldman Sachs che ha confrontato l'evoluzione demografica e del reddito nei principali nuovi mercati (Cina, India, Russia e Brasile):

  • i cinesi con un reddito superiore ai 3mila dollari, oggi meno del 10% della popolazione, saranno oltre il 40% nel 2015 e più dell'80% nel 2025
  • il 30% della popolazione brasiliana ha oggi un reddito superiore ai 3mila dollari
  • la Russia nel 2025 avrà più del 40% della popolazione con un reddito superiore ai 15mila dollari.

Nel confrontare queste percentuali bisogna considerare il peso demografico dei singoli paesi.
Per capire le potenzialità del mercato cinese bastano poche cifre:

  • città con più di un milione di abitanti --> 200
  • quota cinese nei consumi di lusso mondiale nel 2004 --> 12%
  • quota cinese nei consumi di lusso mondiale nel 2015 --> 29%
  • negozi nella fascia luxury femminile in Cina --> circa 500
  • negozi nella fascia bridge femminile in Cina --> circa 2.000
  • negozi Zegna --> 50, destinati a radoppiare nei prossimi 5 anni; Ferragamo --> 30.