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L’abbigliamento junior nel 2011

Sistema Moda Italia (SMI), in occasione di Pitti Immagine Bimbo, ha presentato il 28 giugno 2012 un report sull’abbigliamento junior.

La moda Junior (abbigliamento in maglia e tessuto per ragazzi/e di età tra 0-14 anni, intimo ed accessori inclusi) nel 2011 è cresciuta del 5,4% su base annua. Il turnover settoriale si assesta a 2,6 miliardi di euro, riducendo ulteriormente il gap rispetto al periodo precedente alla crisi del 2009.

L’export settoriale, accelerando rispetto al recupero del 2010, è cresciuto del +11,6% su base annua, portando il valore complessivo delle vendite estere a 829 milioni di euro. L’incidenza dell’export sul fatturato raggiunge il +31,3% e guadagna quasi due punti percentuali rispetto al 2010.

Una situazione ancora deludente si rileva nel caso del consumo interno, che resta il principale mercato dell’industria italiana della moda Junior (68,7% del fatturato settoriale):

  • le criticità più significative hanno interessato tutta la fascia “2-14 anni”, senza distinzione tra bambini e bambine
  • meno problematico è risultato, invece, il segmento “neonato”, grazie al maggior coinvolgimento/investimento emotivo, alla maggior velocità del ciclo di vita del prodotto per ovvi problemi di crescita e all’importanza che ancora riveste il regalo in tale ambito.

Permane in area negativa il valore della produzione (valore della produzione nazionale al netto della commercializzazione dei prodotti importati): nel 2011 il calo risulta infatti dell’ordine del -10,6%. Sul trend incide, del resto, la dinamica sperimentata dall’importazione dall’estero. Al rimbalzo del 2010, segue una nuova accelerazione, pari al +10,4%, corrispondente a 1,7 miliardi di euro circa.

Visto l’andamento degli scambi con l’estero nel corso dell’anno, il deficit della bilancia commerciale settoriale si amplia, portandosi a -870 milioni di euro.

Abbigliamento per neonati

Nel 2011 le vendite estere del solo abbigliamento per neonati sperimentano una dinamica molto positiva, pari al +23,1%. In riferimento ai maggiori mercati di sbocco:

  • la Russia si conferma al primo posto, con una crescita del +20,6%
  • Francia, Germania e Regno Unito vedono proseguire il trend favorevole ripartito lo scorso anno, registrando tutti e tre crescite prossime al 20%
  • negli Emirati Arabi l’export di moda bebé ha sfiorato i 9 milioni di euro
  • in crescita anche l’Arabia Saudita (4 milioni).

Dopo le forti contrazioni del 2009-2010, la Spagna, secondo mercato per valore dell’export di abbigliamento per neonati, ha sperimentato una progressiva decelerazione del tasso di caduta e segna su base annua una stabilità (-0,4%).

Sul fronte dell’import (sempre del solo abbigliamento per neonati) si evidenzia un recupero del +10,4% su base annua, in linea con quello della complessiva moda Junior. La Cina, primo fornitore, ha assicurato il 47% circa dell’import di questi prodotti, sperimentando una crescita del +5,3%. Ritmi d’incremento compresi tra il +26% e il +30% hanno interessato l’import proveniente da Bangladesh, India e Spagna.

Sell – out per canale

Attraverso le rilevazioni svolte da Sita Ricerca per conto di SMI, emerge che:

  • il comparto “bambina”, strutturalmente preponderante (46,3% dei consumi di moda Junior in Italia), evidenzia una flessione del sell-out a valore pari al -2,8% su base annua
  • il “bambino” è calato del -2,6%, accentuando, comunque, entrambi la caduta rispetto al 2010
  • il “neonato” contiene la flessione al -1,5%.

La rilevazione del sell-out per canale consente di ottenere una fotografia non solo della struttura distributiva della moda Junior, ma anche di focalizzare il comportamento d’acquisto delle famiglie italiane. I dati (in tal caso riferiti non all’anno solare, ma al periodo compreso dalla Primavera/Estate 2011 all’Autunno/Inverno 2011/12) vedono al primo posto le catene, che coprono una quota pari al 44% del sell-out di comparto.  Nel periodo in esame non sono state, tuttavia, risparmiate dalla congiuntura negativa dell’Autunno/Inverno: il sell-out intermediato flette infatti del -2,9%.

Di contro, nel medesimo periodo il dettaglio indipendente (la cui quota, pari al 23,8%, risulta ben più circoscritta rispetto a quella media del Tessile-Moda, pari al 34,1%) ha contenuto le perdite al -0,6%.

La categoria “altri canali” (comprensiva, tra gli altri, di outlet ed e-commerce), ha registrato un significativo aumento del +44,4%.

Da ultimo, sia gli ambulanti sia la GDO presentano un’ulteriore contrazione, rispettivamente del -12,7% e del -9,7%.

Primo bimestre 2012

Nel bimestre iniziale dell’anno in corso, nonostante i saldi e le promozioni del

periodo, il consumo delle famiglie italiane di moda Junior ha proseguito il trend negativo intrapreso sul finire del 2011: -4,7% la spesa corrente, -3,4% la costante, con i segmenti “bambina”, “bambino” e “neonato” in linea con il dato medio di comparto.

Anche da oltreconfine non provengono notizie particolarmente brillanti: a fronte di un rimbalzo di rilievo sperimentato nel primo trimestre del 2011 dalle vendite estere del solo abbigliamento per neonati (l’export aveva infatti registrato un +15,8%), i primi tre mesi del 2012 mostrano un’inversione di tendenza, con le esportazioni in calo del -5,5%.

Guardando al singolo mercato di sbocco, la Russia si mantiene interessata da un trend molto positivo (+34,7%), così come la Francia (+16,4%), mentre pesanti cedimenti sono accusati in Spagna (-37,8%) nonché in Ucraina (-28,4%).

Fonte: SMI (28 giugno 2012)