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Confindustria: congiuntura febbraio 2012

In Italia la contrazione dell’attività rimane marcata e il Centro Studi Confindustria stima un’accentuazione della caduta del PIL nel primo trimestre, complice il maltempo. La spesa domestica, specie quella in consumi, è in forte calo, influenzata sia dal deterioramento occupazionale sia dalla bassa fiducia delle famiglie.

Il credit crunch si è accentuato sul finire del 2011 e rimane uno dei principali fattori di freno per le imprese italiane e ne penalizza la competitività.

La restrizione finanziaria in Italia è resa più grave dall’allungamento dei tempi di pagamento sia del settore pubblico sia tra privati, al contrario di quanto avviene in altre economie, dove invece sono stati accorciati.

Il commercio mondiale a dicembre è cresciuto dell’1,4% mensile, dopo il +0,8% di novembre.

Anche l’export italiano in volume è salito: +1,4% a dicembre, dopo il +2,0% di novembre, grazie alle vendite nei mercati extra-UE. Le quali, tuttavia, in gennaio sono calate bruscamente (-5,0% in valore su dicembre).

Continua e si rafforza la ripresa USA. In gennaio, l’espansione del manifatturiero, annunciata dall’indice PMI (54,1), è stata confermata dalla produzione industriale (+0,8% su dicembre, con +6,8% per l’auto). In accelerazione l’attività nei servizi: indice PMI a 56,8 da 53,0. Le componenti ordini (57,6 nel manifatturiero e 59,4 nei servizi) fanno prevedere nuovi e ampi aumenti di produzione nei prossimi mesi.

In Germania, dopo il -0,2% del PIL nel 4° trimestre 2011 (in linea con l’arretramento di tutta l’Eurozona: -0,3%), gli indicatori economici sono in miglioramento a inizio 2012.

A gennaio l’attività è ripartita nel manifatturiero (indice PMI a 51,0 da 48,4 in dicembre e aspettative di produzione in ulteriore recupero) ed è accelerata nei servizi (PMI a 53,7 da 52,4). In febbraio ci sono stati alcuni segnali di debolezza, ma l’indice IFO è aumentato ancora oltre le attese ed è ai massimi da luglio 2011.

La solidità della domanda interna attenua gli effetti della flessione delle esportazioni, che risentono della recessione che ha colpito molti paesi dell’UE. Il rafforzamento del mercato domestico contribuirà a ridurre l’avanzo commerciale (ancora sopra il 6% del PIL nel 2011) e a ricomporre gli squilibri interni all’area euro.

Nei BRIC la fase più acuta del rallentamento è alle spalle. Il miglior dato di gennaio viene dal PMI manifatturiero dell’India che sale a 57,5, da 54,2, il quarto rialzo di fila, sostenuto da ordini e produzione.

In Brasile il PMI, a 50,6 da 49,1, segna espansione per la prima volta da maggio, grazie a ordini, produzione e occupazione.

In Russia l’inizio d’anno è nel segno dell’indebolimento: il PMI manifatturiero resta sopra 50 (50,8, da 51,6) ma è in discesa da tre mesi. Gli ordini sono in aumento per il quarto mese consecutivo, ma l’espansione viene solo dall’interno, giacché le commesse estere sono in calo.

In Cina il PMI migliora in febbraio a 49,7 da 48,8, ma si mantiene in area di contrazione; è tornata in espansione la produzione manifatturiera (a 50,1 da 47,6 di gennaio).

Fonte: Confindustria