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Confindustria: Scenari economici (dicembre 2012)

Il Centro Studi Confindustria ha divulgato le previsioni “Scenari economici n. 16” che utilizzano le informazioni disponibili al 6 dicembre 2012.

L’indebolimento dell’economia globale, cominciato nel 2011 e diventato più marcato nella prima metà del 2012, è proseguito dopo l’estate e si riflette nei fiacchi scambi mondiali. Sono, però, emersi segni di miglioramento, specie negli Stati Uniti e in Cina, che tenderanno a rafforzarsi.

Nei maggiori paesi avanzati, soprattutto  nell’Eurozona, l’incertezza e la sfiducia rimangono i tratti dominanti e si traducono in rinvii delle decisioni di spesa di famiglie e imprese.

L’attenuazione della contrazione del sistema economico, prima, e il lento riavvio, poi, poggiano su un mosaico composito di elementi, ciascuno dei quali è in sé importante, ma da solo non determinante:

  • la soluzione negli Stati Uniti della restrizione automatica di bilancio, che vale circa il 4% del PIL e che, se scattasse dal prossimo 1° gennaio, farebbe precipitare il primo mercato del mondo in un forte arretramento, proprio mentre la ripresa è in fase di radicamento (il Centro Studi Confindustria  stima la variazione del PIL americano a +1,8% nel 2013 e a +2,4% nel 2014)
  • la conferma del rinnovato slancio dei paesi emergenti (+5,4% e +5,6% il loro PIL nel prossimo biennio, dal +5,2% nel 2012), che contribuiscono all’80% dell’incremento del reddito globale
  • nell’Eurozona è indispensabile che prosegua il cammino, seppure accidentato, verso la maggiore integrazione (così da sciogliere il groviglio che lega bilanci pubblici e bilanci bancari); si spalmi su un arco di tempo ragionevolmente più lungo il raggiungimento degli obiettivi dei conti pubblici; si realizzino le riforme strutturali per chiudere i divari di competitività e si stimoli la crescita con progetti comunitari.

Altri aiuti importanti verranno dall’affievolirsi delle tensioni sui mercati finanziari, dal dispiegarsi delle politiche monetarie espansive, dall’attenuarsi del credit crunch, dalla diminuzione del prezzo del petrolio e di altre materie prime e dalla minore stretta dei bilanci pubblici.

Le stime del commercio mondiale, considerati l’andamento osservato fino all’estate e un ragionevole profilo futuro, sono di incremento:

  • dell’1,9% nel 2012 (1,4% atteso a settembre)
  • del 2,1% nel 2013 (1,6%)
  • del 5,4% nel 2014 (quest’ultima variazione è inferiore alla media di lungo periodo).

Ciò significa che, dopo la brusca frenata di quest’anno, l’export italiano tornerà a marciare più speditamente.

Per le altre variabili esterne, il cambio dell’euro è mantenuto ai valori medi di novembre (1,28), con rischio di rialzo se nell’Unione monetaria si registrassero passi avanti più consistenti.

Il petrolio è atteso in calo fino a 100 dollari medi nel 2014, grazie all’aumento dell’estrazione molto superiore a quello della domanda.

I tassi di interesse ufficiali si azzerano negli USA e vengono abbassati allo 0,25% dalla BCE. Nell’Area euro a una recessione più pronunciata rispetto a quanto ipotizzato a settembre (-0,4% quest’anno, -0,3% il prossimo, contro -0,5% e +0,2%) segue una ripresa modesta nel 2014 (+1,0%).

Previsioni Italia

La variazione del PIL italiano nel 2012 è meno negativa di quanto atteso: -2,1%, da -2,4%. In compenso sarà più ampia nel 2013: -1,1%, da -0,6%. Nel 2014 è previsto un modesto recupero: +0,6%.

I progressi nella seconda parte dell’anno prossimo saranno favoriti da politiche di bilancio meno restrittive in Italia e in gran parte d’Europa, dall’accelerazione del commercio globale, dal dispiegarsi e dall’accentuarsi dell’espansione monetaria, dalla tendenza alla stabilizzazione della crisi dei debiti sovrani dell’Eurozona, che allenterà le tensioni finanziarie, e da un parziale rimbalzo di alcune componenti della domanda interna. Tutto ciò contribuirà a far risalire la fiducia, innescando una lenta ripresa, più evidente nel 2014.

Gli investimenti fissi lordi, secondo le stime del CSC, diminuiscono dell’8,2% nel 2012 e dell’1,8% nel 2013, mentre nel 2014 saliranno dell’1,4%. In particolare, la spesa in macchine e mezzi di trasporto arretra del 9,9% quest’anno e dell’1,7% nel 2013, per poi recuperare l’1,9% nell’anno successivo. Quella in costruzioni seguita a calare: del 6,6% quest’anno e del 2,0% il prossimo; recupererà parzialmente nel 2014 (+0,9%).

Nel complesso, gli investimenti fissi lordi alla fine del periodo di previsione saranno inferiori del 23,1% rispetto al 2007, una diminuzione che agisce negativamente sul potenziale di crescita e sulla produttività del Paese.

L’export è l’unica componente della domanda nazionale che registrerà una variazione positiva in tutto il periodo considerato, accelerando dal +0,6% nel 2012 al +2,8% nel 2014. Ma è stata la caduta verticale dell’import a determinare il miglioramento del saldo dei conti con l’estero, con la bilancia commerciale che è già in attivo nel 2012 (0,8% del PIL; 2,0% nel 2014) e quella corrente che va verso un sostanziale equilibrio (-0,3% del PIL tra due anni).

Il contributo dell’export netto al PIL, positivo nel 2011 (1,4 punti percentuali), si è consolidato (2,4 punti) nel corso del 2012; sarà pari a 0,7 punti nel 2013 e a 0,2 nel 2014.

Fonte: Confindustria "Scenari economici" (11 dicembre 2012)