Il sito per le imprese che operano con l’estero

Esportare la dolce vita 2013

Previsioni Centro Studi Confindustria e Prometeia sulle opportunità nei mercati emergenti per le esportazioni di alimentari, abbigliamento, tessile casa, calzature, arredamento, occhialeria e oreficeria-gioielleria di fascia medio-alta.

“Esportare la dolce vita" elabora le stime delle importazioni di beni di fascia medio-alta (escluso il segmento del lusso) nei settori chiave del made in Italy nei 30 principali mercati emergenti, per il periodo 2012-'17.

Rispetto al 2011, nel 2018 ci saranno 192 milioni di nuovi ricchi in più, con un reddito annuo superiore a 30mila dollari, in grado di comprare beni “belli e ben fatti”. La metà dei nuovi ricchi risiederà nei principali centri urbani di Cina, India e Brasile, ma la classe benestante si sta ampliando anche in paesi più vicini all’Italia, dove la nostra quota di mercato nelle vendite di beni BBF è maggiore, come Russia, Turchia e Polonia.

Le importazioni dal mondo di prodotti belli e ben fatti nei trenta principali mercati emergenti supereranno i 169 miliardi di euro nel 2018. Si tratta di 54 miliardi in più rispetto al 2012, un aumento del 47% in sei anni.

Oltre un terzo della domanda aggiuntiva verrà da Russia, Cina ed Emirati.  L’Asia emergente sarà l’area più dinamica in termini percentuali: +62% in sei anni; in l’India, addirittura, le importazioni di beni BBF aumenteranno dell’81% in tale periodo.

La  quota di mercato italiana sull’import di beni del BBF dei trenta paesi analizzati era nel 2011 dell’8,7%.

Le nuove stime sono più conservative di quelle elaborate un anno fa (edizione 2012 di Esportare la dolce vita) perché incorporano uno scenario di crescita più moderato per gran parte dei paesi.

Il successo del BBF sui mercati esteri è spesso la sintesi di tante eccellenze, alcune interne alle singole imprese esportatrici, altre provenienti dalle rispettive filiere; dalla disponibilità di materie prime alla possibilità di esternalizzare fasi intermedie di lavorazione senza perdere in qualità e tempi di consegna.

Dall’analisi risulta che sono più di 15mila aziende che esportano prevalentemente prodotti del BBF, esse rappresentano oltre un quinto del totale delle imprese manifatturiere esportatrici italiane e hanno un’elevata vocazione internazionale, soprattutto in relazione alla loro dimensione contenuta.

Le vendite all’estero di BBF sono un sottoinsieme del made in Italy e la collaborazione dell’ISTAT ha permesso di quantificarle in 61 miliardi di euro nel 2012, pari al 15,5% delle esportazioni manifatturiere totali italiane:

  • il 32% è costituito da prodotti dell’alimentare
  • il 27% da quelli dell’abbigliamento e tessile casa
  • il 16% dai beni d’arredo
  • il 12% dalle calzature
  • l’8% dall’oreficeria-gioielleria
  • il 4% dall’occhialeria.

Alimentare

Le importazioni dal mondo dei trenta principali mercati emergenti di beni del BBF alimentare saliranno fino a 47 miliardi di euro nel 2018, 12 miliardi sopra il livello del 2012; un incremento del 33%.

La Cina spodesterà la Russia come primo mercato di destinazione, assorbendo nel 2018, 6,6 miliardi di beni alimentari BBF, la Russia seguirà con 5,6 miliardi. Quasi metà della domanda incrementale arriverà da cinque paesi: Cina, Russia, Messico, Polonia e Brasile.

Se la quota di mercato delle esportazioni italiane (5,1% nel 2011) rimanesse inalterata, esse crescerebbero di oltre 500 milioni di euro nei prossimi sei anni, fino ad arrivare a 2,3 miliardi nel 2018. Oltre metà dell’incremento arriverebbe da Russia, Cina, Polonia, Repubblica Ceca e Brasile.

Arredamento

Nel 2018 le importazioni dal mondo dei nuovi mercati di beni d’arredo BBF supereranno i 33 miliardi di euro nel 2018, quasi 14 miliardi in più rispetto al 2012 (+68%). L’Asia assorbirà la quota più alta delle importazioni e risulterà avere anche la domanda più dinamica. I primi tre importatori (Russia, Cina ed Emirati) accresceranno ognuno l’import per oltre un miliardo di euro e lo innalzeranno a circa tre miliardi.

Nell’ipotesi di invarianza della quota di mercato italiana ai livelli del 2011 (10,6%), le esportazioni italiane di arredo BBF negli emergenti saliranno nel 2018 fino a 3,4 miliardi di euro, dai 2,1 miliardi del 2012.

Abbigliamento e tessile casa

Nel 2018 le importazioni dal mondo degli emergenti di abbigliamento e tessile casa BBF supereranno i 57 miliardi di euro, 17 in più rispetto al 2012 (+43%).

L’Asia sarà l’area più dinamica, con un +54% di incremento, mentre l’Europa orientale assorbirà la quota più elevata di importazioni nel 2018, quasi un terzo del totale, grazie soprattutto all’assorbimento di Russia e Kazakistan.

Se la quota di mercato italiana si mantenesse invariata (7,7% nel 2011), l’import dei paesi emergenti dall’Italia salirebbe a 4,2 miliardi nel 2018, dai 3 miliardi nel 2012; il 40% della domanda incrementale arriverebbe dalla Russia.

Calzature

Le importazioni dal mondo dei nuovi mercati di calzature BBF aumenteranno fino a oltre 17 miliardi di euro nel 2018, da 11 nel 2012 (+55%). Gli incrementi percentuali maggiori si avranno in Asia (intorno al 66% in sei anni), mentre i flussi più consistenti di acquisti arriveranno dall’Europa orientale, che assorbe il 40% delle vendite di questi beni nei nuovi mercati.

La Russia rimarrà lo sbocco più rilevante in termini assoluti, con 3,8 miliardi di import, seguita da Kazakistan ed Emirati, che al termine dell’orizzonte di previsione arriveranno ad assorbire insieme 2,8 miliardi.

A parità di quota di mercato italiana (11,2% nel 2011), le importazioni dall’Italia arriverebbero nel 2018 a 1,9 miliardi, con un aumento assoluto di oltre 600 milioni, di cui quasi 300 dalla Russia.

Occhialeria

Tra i sei settori considerati, l’occhialeria è quello in cui l’Italia presenta la quota più elevata sulle importazioni di beni BBF dei trenta nuovi mercati analizzati: 26,4% nel 2011.

Gli acquisti dal mondo di occhialeria BBF in questi paesi arriveranno a 2,7 miliardi nel 2018, oltre un miliardo in più rispetto al 2012 (+67% in sei anni).

L’Asia assorbirà la quota più alta delle importazioni e risulterà anche avere la domanda più dinamica (+80%). I primi tre importatori (Cina, India e Brasile) accresceranno ognuno l’import di oltre 100 milioni di euro e lo innalzeranno a circa 300 milioni.

Nell’ipotesi di invarianza della quota italiana ai livelli del 2011, le esportazioni italiane nei nuovi mercati salirebbero nel 2018 fino a 707 milioni di euro, dai 431 del 2012; l’America Latina assorbirebbe la parte più elevata delle importazioni.

Oreficieria - gioielleria

Nel 2018 i nuovi mercati assorbiranno dal mondo oltre 12 miliardi di euro di importazioni BBF dell’oreficeria-gioielleria, circa 4,5 miliardi in più rispetto al 2012; un aumento del 58% in sei anni.

Quasi il 45% delle importazioni addizionali arriverà dagli Emirati, che sono sia un grande mercato di destinazione sia un’importante piattaforma commerciale e logistica, in particolare per il mercato indiano. L’area asiatica sarà la più dinamica, con una crescita dell’import del 71%.

Se l’Italia mantenesse nei prossimi anni l’attuale posizionamento sui nuovi mercati (19,9%), le esportazioni italiane salirebbero fino a 2,3 miliardi di euro, 831 milioni in più rispetto al 2012, di cui quasi la metà verso gli Emirati e altri 200 milioni verso la Cina.

Barriere commerciali

Per quanto riguarda le barriere commerciali nell’ultimo anno le pressioni protezionistiche non si sono attenuate: a livello daziario i paesi più attivi sono stati Brasile e Argentina; i paesi più protezionistici in genere restano Argentina, India, Russia, Cina, Brasile e Indonesia.

A livello settoriale, il comparto alimentare continua a rimanere il più penalizzato, a causa di un uso massiccio e talvolta palesemente ingiustificato di misure sanitarie e fitosanitarie che sono la tipologia di barriere non tariffarie maggiormente utilizzata.

Fonte: Confindustria